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Tesla: al via la produzione di batterie nella Gigafactory

Entro il 2020 il mega impianto del Nevada arriverà a produrre 35 GWh all'anno

di Junio Gulinelli -

È ufficiale: l’enorme Gigafactory di Tesla, costruita vicino alla città di Sparks (Nevada, Stati Uniti), da oggi ha iniziato la produzione di batterie a pieno rendimento. L’edificio, inaugurato già qualche mese fa e ancora non terminato, ha iniziato a produrre le celle che dovrebbero soddisfare la domanda sia per consumo domestico che per le auto della marca di Palo Alto.

Con l’inaugurazione “di fatto” dello stabilimento (la cerimonia si è svolta la scorsa estate), la Casa di Elon Musk si prepara a produrre in massa le batterie disegnate insieme a Panasonic e il cui obiettivo è un volume tale di produzione che permetterà di ridurre i costi di un elemento che, oggi come oggi, pesa ancora molto sul bilancio di produzione di auto elettriche. E di conseguenza anche sui prezzi di vendita.

Le batterie agli ioni di litio che usciranno dalla Gigafactory verranno usate per diversi prodotti. Una partita molto consistente servirà ad alimentare la futura Model 3, le cui prime unità dovrebbero arrivare in strada (almeno negli USA) già quest’anno. Ma, ancora prima, altre partite verranno impiegate con i Powerwall 2 e Powerpack 2, gli accumulatori per uso domestico firmati Tesla.

Di fatto il mega impianto industriale del Nevada è ancora lontano dal suo completamento ma, trattandosi di una struttura modulare, consente la produzione a misura in cui si si vanno costruendo le differenti zone. Una volta terminato sarà in grado di produrre 35 GWh all’anno, l’equivalente di tutta la produzione di batterie del resto dei fornitori del pianeta. Per ora sarebbe stato portato a termine poco più del 30% della Gigafactory di Sparks e, quando sarà completata, darà lavoro a 6.500 persone.

Un traguardo che la compagnia spera di raggiungere entro il 2020, anno in cui lo stabilimento dovrebbe arrivare a funzionare a pieno rendimento. Se tutto andrà bene, naturalmente. Perché le sorti di questo progetto dipendono molto dall’esito commerciale della nuova Tesla Model 3.

D’altronde consegnare mezzo milione di auto tra il 2017 e il 2018 implica che la firma californiana fabbrichi più batterie di quelle che potrebbe fornirgli qualsiasi altra compagnia e, affinché i margini della Model 3 raggiungano cifre ragionevoli, Tesla dovrà produrre batterie con i minor costi possibili. E come se non bastasse a inizio novembre l’irrefrenabile Elon Musk aveva confermato l’apertura di una seconda Gigafactory in Europa e l’acquisto dell’azienda tedesca Grohmann, specializzata in processi di produzione automatizzati.  Il tutto per rendere indipendente la produzione anche da questa parte dell’Oceano.

Intanto, lo scorso 2016, il brand statunitense è riuscito a consegnare 76.000 veicoli, poco meno degli 80.000 previsti. Ma per i prossimi anni la sfida si fa immensa. 

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