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Cartello tedesco? Il Der Spiegel apre un nuovo scandalo

Oltre vent'anni di riunioni segrete tra i marchi per raggiungere accordi su temi di tecnologie, forniture ed emissioni

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La Commissione Europea indagherà il presunto cartello dei costruttori automobilistici tedeschi secondo quanto sarebbe stato confermato oggi stesso da fonti provenienti da Bruxelles.  Lo scorso venerdì il settimanale tedesco Der Spiegel aveva infatti rivelato in un articolo dal titol “Das Kartell” l’esistenza di presunte riunioni segrete che i marchi Volkswagen, Audi, Porsche, BMW e Daimler avrebbero effettuato negli ultimi venti anni.

I temi caldi

Questi incontri    cui avrebbero preso parte 200 tecnici dei cinque marchi divisi in sei gruppi di lavoro – sarebbero serviti a raggiungere degli accordi in quanto a temi di tecnologia, fornitori, costi ed emissioni dei diesel. Nello specifico tra i temi trattati figurerebbero le tecnologie usate per le auto decappottabili e le dimensioni dei contenitori di Adblue, un prodotto utilizzato per ridurre le emissioni di ossido di idrogeno. Rispetto a quest’ultimo punto si sarebbe scelto di utilizzare dei contenitori più piccoli, per abbassare i costi, nonostante le ripercussioni negative sulle emissioni.

Per ora nessun commento dai costruttori

Al momento né Volkswagen né Daimler hanno commentato la notizia sull’esistenza del presunto cartello tedesco. BMW da parte sua affermato che la sua “tecnologia è significativamente differente dalle altre sul mercato e che i confronti con gli altri marchi sull’Adblue avevano come obiettivo l’installazione della necessaria infrastruttura per i depositi in Europa”.  Lo scandalo è emerso dopo che Volkswagen e Daimler, in seguito ad un’indagine sulle forniture d’acciaio alle fabbriche, hanno deciso ad inizio luglio di autodenunciarsi all’Antitrust di Berlino e alla Commissione europea per ”presumibili violazioni riguardo la concorrenza.