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Opel Astra TCR, nella galleria del vento di Stoccarda

Dalla variante stradale alla versione da competizione...

Dalla Strada alla pista. La Opel Astra TCR è la variante sportiva, da corsa, della nuova generazione della compatta tedesca del Fulmine, presentata lo scorso anno e destinata a competere nelle Touring Car Racer Series (TCR).

Aerodinamica: uno dei punti forti della nuova Astra

L’elaborazione dalla variante standard alla versione da competizione passa, oltre che per il reparto meccanica, per la dimensione dell’aerodinamica. Proprio questo è uno dei punti forti della berlina tedesca eletta Auto dell’Anno 2016 che nella versione di serie vanta un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,262.

Le modifiche della versione da corsa

Il che, naturalmente, la rende particolarmente predisposta a convertirsi in un’auto da corsa. Opel Astra TCR cresce in larghezza rispetto alla variante di serie allargandosi fino al massimo concesso dal regolamento: 1.950 millimetri. Modificati anche i paraurti, i passaruota e i pannelli laterali.

Rimangono quelli di serie, invece, lo splitter anteriore e l’alettone posteriore (come vuole il regolamento TCR) la cui posizione di montaggio è stata però modificata.

Il lavoro nella galleria del vento di Stoccarda

Per avvicinarsi il più possibile all’ottimizzazione perfetta dell’equilibrio tra deportanza anteriore e posteriore (fattore chiave per la stabilità della vettura), il team che si è occupato dello sviluppo dell’Astra OPC sotto la direzione di Dietmar Metrich, Senior Manager di Opel Motorsport, ha sottoposto la vettura a test aerodinamici della durata di diversi giorni presso la galleria del vento dell’Università di Stoccarda.

Questa struttura “È dotata di pavimento scorrevole ed è in grado di simulare velocità fino a 250 km/h, il che la rende ideale per i nostri scopi,” ha spiegato Metrich. “Ci siamo serviti di alcuni modelli dotati di soluzioni diverse. Abbiamo così avuto la possibilità di verificare e modificare rapidamente le varie configurazioni in loco,” ha spiegato Metrich. “Abbiamo lavorato prevalentemente sulla posizione dell’alettone posteriore, l’angolazione dello splitter anteriore e il design di passaruote e soglie laterali.” Rispetto ai dati e alle misurazioni ha poi detto: “Posso dire solo questo: riteniamo di esserci preparati alla perfezione grazie all’eccellente base di partenza rappresentata dal modello di serie. Scopriremo il nostro vero valore solo in gara, ma è proprio questo a rendere il tutto davvero avvincente!” 

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