• pubblicato il 24-11-2011

Anteprima EVO, BMW M5: è tornata, ma è all'altezza del nome che porta?

Anni di storia, molte "imitazioni" alle spalle, la sportiva a cinque posti bavarese ritorna. Ecco un assaggio della prova EVO in edicola a fine novembre

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Vi siete mai chiesti che cosa provano i passeggeri della BMW M5 (qui la gallery di Panoramauto.it)? No? Beh, nemmeno io.

Anche se da parte mia è un po’ egoistico, considerando quante persone ho scarrozzato in giro per migliaia di chilometri nel corso degli anni. Là fuori ci devono essere dozzine di poveracci spaventati a morte da lei.

Il pensiero mi è venuto non perché me ne importi qualcosa dei passeggeri... ma perché stando all’accuratissimo software del mio iPhone quest’auto accelera da 0 a 160 in 8,7 secondi.

Per chi sta seduto al posto di guida è affascinante e un po’ snervante. Non ho idea di come tutto questo si traduca per chi è legato come un salame al sedile e non ha in mano la situazione ma non dev’essere affatto piacevole.

Non riesco proprio a capire a che cosa serva un’auto che tocca senza il minimo sforzo i 300 km/h e che può portare cinque persone.

Ma, al diavolo i passeggeri, il motivo principale per cui la M5 esiste è per far innamorare gli appassionati di guida sportiva e far divertire chi è al volante.

La prima M5 ha debuttato nel 1985, quando la BMW ha infilato il motore della M1 sotto una serie 5 E28 e, logicamente, l’ha rinominata M5.

Quell’auto, che all’epoca aveva soltanto 286 CV, ha messo fine al celebre binomio potenza-mancanza di praticità suscitando tutta una serie di dubbi: qual è lo scopo di una vettura con una visibilità posteriore praticamente pari a zero e un bagagliaio solo nominale quando si può avere una berlina che va alla velocità della luce?

Da allora il nostro rapporto con le berline veloci è completamente cambiato. Come ogni idea grandiosa, la M5 originale è stata imitata in tutti i modi possibili e il mercato si è arricchito di tante nuove auto capaci di far toccare i 300 all’ora a cinque persone contemporaneamente.

Ma la M5 è sempre stata la prima, l’irraggiungibile, il modello cui fare riferimento. La nuova M5 (o F10M secondo la nuova nomenclatura della BMW) è una macchina complicata. Ha il non invidiabile compito di persuadere i fedelissimi del marchio ad accettare qualcosa di fondamentalmente nuovo: i due turbo.

Come spesso capita, la M5 ha avuto tanti imitatori ma nessuno alla sua altezza. Oggi però, con la competizione più serrata che mai, riuscirà a brillare ancora una volta?

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Leggi il resto della prova su EVO 89 di Dicembre 2011, in edicola a fine novembre

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