• pubblicato il 29-03-2016

Audi R8 V10 Plus, la prova in pista

di Francesco Neri

La più veloce delle R8 è anche una buona compagna nell’uso quotidiano. E in pista…

Mi sembra ieri quando Audi presentò la R8, una supercar a motore centrale spinta dal V8 della RS4 e con lo scheletro della Lamborghini Gallardo. Come inizio sembrava promettente e le 27.000 copie vendute della prima generazione confermarono il successo del prodotto.
La R8 è maturata, ha perso un po’ quell’aria da auto concept di iRobot e si è trasformata in una grossa TT - con i dovuti pro e contro. Ero un grande fan della linea laterale in fibra di carbonio che tagliava in due la vettura, era un tratto distintivo davvero molto bello. Ma questo è un mio parere personale.

Addio V8: due versioni, entrambe V10

La nuova Audi R8 fa il suo esordio con motori molto più potenti: niente V8 aspirati (ne turbo), solo un grosso 5.2 V10 da 540 CV o da 610 Cv nella versione Plus. Quest’ultima è quella che ho avuto modo di provare in una splendida giornata di sole sul mio circuito italiano preferito, Imola. Ne ho già parlato settimana scorsa nella prova dell’intera gamma Audi RS, ma quest’auto merita un approfondimento. La più potente delle R8 passa da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e raggiunge i 330 km/h, numeri che ormai paiono “normali” per le supercar odierne. Ma andiamo avanti. Con un cartellino del prezzo di 195.00 euro, l’Audi R8 Plus entra in un territorio molto pericoloso. Non solo è in zona Ferrari 488 e Porsche GT3 RS, ma deve anche fare i conti con la sorella italiano dotata dello stesso motore da 610 CV, la Lamborghini Huracan.
L’Audi è un bel vedere, non c’è alcun dubbio, ma quando si spendono queste cifre la Lamborghini fa più gola per via della presenza scenica e del pedigree. Dalla sua l’Audi guadagna qualche punto in versatilità: non che sia pratica quanto una station, ma è comunque (poco) più discreta di una Huracan. Non siete d’accordo?

A bordo della R8

Una volta seduti a bordo ci si sente a proprio agio. C’è stato un salto qualitativo notevole rispetto al modello precedente, e ovunque posiate lo sguardo la R8 vi regala dettagli davvero deliziosi. La quantità di tasti inizialmente fa venire il mal di testa, ma dopo che si entra nell’ottica “tedesca” assume tutto senso. Il volante ricorda un po’ la configurazione di quello della Ferrari, il che non è un male.
È comoda, dico davvero. Non è la prima cosa che ci aspetterebbe salendo su un’auto di questo tipo, ma nn è nemmeno una brutta sorpresa, e l’idea di utilizzarla tutti i giorni non mi dispiacerebbe affatto (vorrei vedere). Come su tutte le nuove Audi, scompare la strumentazione analogica, al suo posto c’è uno schermo altamente configurabile ad alta risoluzione che funge da navigatore, contagiri, e tante altre belle cose. Scompare anche il cambio manuale, la R8 ora è disponibile solo con (l’ottimo) R-Tronic.

I giri in pista

Intanto sono uscito dalla corsia dei box, scalo seconda e faccio appello a tutto il fiato del V10. La pista purtroppo uccide sempre la sensazione di velocità in rettilineo, ma la spinta del V10 a 9.000 giri sul mio collo mi dice che stiamo andando forte. Non è veloce e rabbioso come un V8 Ferrari nel salire di giri, ma è costante e corposo fino alla linea rossa. Forse anche troppo costante. La melodia è la solita da V10 lambo-Audi: dolce e urlante, con scoppi e borbotti in rilascio; è sempre un bel sentire.
Imola è un’ottima pista per testare un’auto: offre una buona varietà di curve e abbastanza cambi di direzione da mettere in luce pregi e difetti del telaio. La nuova R8 annienta ogni curva in modo fenomenale. La precedente generazione di R8 aveva un grosso peso che gravava sul posteriore e in uscita di curva si impennava quasi come se fosse una Porsche 911.

Questa nuova R8 invece sembra piccola, leggera, e bilanciata alla perfezione. Si può dare gas davvero molto presto e lei segue la traiettoria impostata come se fosse su binari. Se guidate puliti e dolci sui comandi la R8 si dimostra davvero facile. Potete anche sovrasterzare, se volete, e lei sarà felice di farlo. Il cambio R-Tronic poi è fulmineo. Lo so che si dice di molti cambi, ma questo lo è davvero: immediato sia a salire sia a scendere di marcia, e veloce e dolce in ogni modalità. I freni carboceramici sono in grado di limare grosse fette di velocità, e il pedale è squisitamente dosabile e consistente. Anche a Imola, pista dove i freni piangono pietà, la R8 non ha ceduto.

Quindi

Non sarà la più scatenata e selvaggia tra le supercar, ma mi riesce difficile immaginare un’auto migliore per affrontare una strada a tutto gas senza il terrore di finire finire ammazzati. È un’auto che va davvero fortissimo sia in pista sia su strada e che ispira fiducia anche al limite; risultando al contempo una vettura adatta anche per fare la spesa. Non male per una grossa TT…

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