• pubblicato il 24-10-2015

Audi RS6, quattro generazioni di super familiari

di Francesco Neri

L'Audi RS 6 è sempre stata una familiare pratica, comoda e dannatamente veloce.

I tedeschi non cambieranno mai: la gara a chi mette più cavalli sotto il cofano delle proprie super berline e familiari è una storia lunga una vita. È nato tutto dal motorsport, ambiente che tiene viva la passione per l’auto sportiva e che permette lo sviluppo delle tecnologie che vediamo sulle vetture stradali; ma questa guerra è finita inesorabilmente per contaminare anche le vetture stradali.

Non rimango poi così colpito quando Audi, con la nuova RS 6 Performance, è riuscita a rompere la barriera dei 600 cv e dei 300 km/h su una station wagon. Non esiste un modo più veloce per trasportare i mobili dell’Ikea, il cane e tutta la famiglia da un punto A a un punto B.

Prima serie

Mi ricordo ancora quando la prima RS 6, nel 2002, in una prova cronometrata in pista staccò un tempo migliore della 911; impressionante. Venne prodotta dal 2002 al 2004, anche in versione berlina, ed era una delle mie auto preferite in Gran Turismo 4 per Play Station.
Il suo V8 4,2 biturbo (l’attuale è un 4.0 litri, sempre biturbo) erogava 450 CV tra i 6.000 e i 6.400 giri/min e 560 Nm di coppia massima tra 1950 e i 5600 giri/min.

Uno 0 a 100 km/h in 4,7 secondi (in 4,9 la versione Avant) è già impressionante adesso, figuratevi per una station nel 2002. La velocità massima, invece, era limitata a 250 km/h.
Della versione Avant è stata anche creata una versione denominata Plus dotata di un propulsore con potenza incrementata di 30 cv, per un totale di 480 cv e 560 Nm di coppia. La Plus montava anche il Dynamic Ride Control, sistema che gestisce le sospensioni migliorando l’handling della macchina.
Della prima serie ne hanno prodotte solo 999 esemplari, tutti dotati targhetta identificativa, ed è una rarità da vedere.

seconda serie

La seconda serie della RS6 è nata nel 2008 e per certi versi rimane la più incredibile; merito di un periodo storico in cui avere tanti cilindri e inquinare rappresentava motivo di vanto. La linea della seconda serie è più tondeggiante, massiccia e pomposa; si addice perfettamente a quello che nasconde sotto il cofano.

La serie 2 monta il 10 cilindri a V da 5,0 litri biturbo derivato dalla Lamborghini Gallardo, ed eroga una potenza massima di 580 CV tra 6.250 e 6.700 giri, mentre la coppia massima è di 650 Nm tra i 1.500 ed i 6.500 giri. Lo 0–100 km/h viene coperto in 4,4 s,  e la velocità massima è limitata a 250 km/h, ma a richiesta insieme alla copertura in carbonio del motore, si poteva ottenere lo sblocco fino a 280 km/h.

Terza serie (attuale)

La terza serie è entrata in produzione nel 2013 - in pieno periodo downsizing - e così, ha perso due cilindri (anche la rivale BMW M5 è passata dai 10 agli 8 cilindri).
In nuovo cuore è un V8 da 4,0 litri con due turbocompressori twin-scroll in grado di sviluppare 560 cv (tra 5700 e 6600 giri) e 700 Nm di coppia motrice (tra 1750 e 5500 giri).

Nonostante due pistoni in meno, la terza serie è più veloce della precedente grazie ai 100 kg in meno sulla bilancia. Lo 0 a 100 km/h viene bruciato in soli 3,9 sec. Da brava automobile rispettosa dell’ambiente, la RS 6 monta anche un dispositivo che taglia quattro degli otto cilindri quando non servono, per limitare consumi ed emissioni.

Con la notizia di questi giorni del Performance Pack opzionale - che porta la potenza a 605 cv e la coppia massima a 750 Nm  - noto con piacere che Audi non intende rinunciare alla corsa alla potenza con le sue concorrenti storiche. Sotto a chi tocca.

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