• pubblicato il 05-12-2011

Eagle Speedster

di Henry Catchpole

La nuova superleggera pesa solo 1.008 kg.

VALUTAZIONE
5/5

È talmente bella che prima di salire a bordo dovete guardarla bene, possibilmente da tutte le angolazioni per assaporare anche i più piccoli dettagli. Di solito prendo per pazzi i collezionisti che si comprano due esemplari identici – uno da guidare e l’altro da mettere in mostra da qualche parte nella loro immensa proprietà – ma in questo caso li capisco. Questa è la seconda Speedster creata con amore e passione da Paul Brace e dai ragazzi della Eagle e questa versione superleggera è persino più bella della prima. Le modifiche sono minime ma fanno una bella differenza a livello di look e sensazioni. Per esempio, gli scarichi adesso sono due, centrali, invece di quattro e intorno ai fari l’argento va a sostituire il nero. Dentro, la pelle è liscia invece che trapuntata e non c’è nessun sistema audio elaborato (e pesante).

La carrozzeria è in alluminio ma l’amore della Eagle per questo materiale leggero e luccicante non si ferma qui. Oltre al cambio e al differenziale, anche il motore – una versione da 4,7 litri del sei in linea Jaguar – è tutto in alluminio con il blocco sviluppato in partnership con la Crosthwaite and Gardner. Anche l’iniezione di carburante è una novità, gestita da una centralina Pectel.

Questa Speedster ridotta all’osso pesa solo 1.008 kg. Paul Brace avrebbe voluto portarla sotto la tonnellata ma non è riuscito a eliminare quei fatidici 8 kg. Considerando che ha 330 CV e 489 Nm di coppia è comunque impressionante.

Come tutto quello che riguarda la Speedster, aprire la piccola portiera, scavalcare l’alto battitacco e lasciarsi cadere dietro il minuscolo parabrezza è un momento straordinariamente evocativo. La leva del cambio a cinque marce è posizionata piuttosto in alto e il sottile volante Nardi sembra incredibilmente delicato rispetto alle auto moderne. Comunque una delle cose più stupefacenti della Eagle E-type (e la Speedster ha ancora molto della E-type) è che non sembra una di quelle macchine classiche così fragili che si rompono anche solo a guardarle. Con la Speedster potreste attraversare un intero continente, sempre che non piova.

Il sound del sei cilindri è un sogno: morbido e fruttato a basso regime, quando spinge si trasforma in un grido lacerante da far invidia alle migliori Jaguar da corsa degli anni Cinquanta e Sessanta. Secondo Brace l’iniezione è stata regolata per permettere qualche botto e schioppettio al massimo dei giri ma in realtà ogni volta che si pesta con decisione l’acceleratore sembra che stia scoppiando un’intera fabbrica di fuochi d’artificio. Come ci aspetta dalle sue specifiche e dalla sua forma affusolata, le prestazioni sono notevoli e con una sola tonnellata da muovere i grossi freni forati AP sono bravissimi nel loro mestiere.

Le sospensioni inizialmente sono rigide ma quando davvero serve si scopre che sono morbide e permettono di entrare a tutto gas in curva facendo slittare leggermente le gomme posteriori per chiudere la traiettoria. Guidare la Speedster è un’esperienza inizialmente un po’ innaturale e imprecisa ma, prendendoci la mano, è davvero divertente e dà tante soddisfazioni, soprattutto quando si aumenta il ritmo.

Come avrete capito, adoro quest’auto. In questa versione superleggera poi è davvero impagabile. E qui arriviamo al suo unico lato negativo, il prezzo, un dettaglio che la rende un sogno irrealizzabile per la maggior parte di noi. Peccato.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    6 cilindri in linea, 4.693 cc
  • Potenza
    330 CV @ 4.800 giri
  • Coppia
    489 Nm @ 3.600 giri
  • 0-100 km/h
    meno di 5 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    260 km/h (dichiarata)
  • Prezzo
    583.000 €
  • In vendita
    adesso
Eagle Speedster

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