• pubblicato il 13-12-2015

Le 6 pietre miliari sportive

di Francesco Neri

Le sei auto sportive che hanno riscritto le regole nella loro categoria

Ci sono auto che hanno avuto un impatto così forte nell’industria automobilistica da aver dettato nuovi canoni di riferimento per ogni costruttore.
Per le auto sportive il discorso è più delicato, perché oltre che alle prestazioni e alla qualità costruttiva, entrano in ballo anche le sensazioni che l’auto è in rado di trasmettere. Dopo un’attenta e scrupolosa selezione, abbiamo scelto sei pietre miliari che hanno riscritto le regole per quanto riguarda la loro categoria. Sono auto molto diverse tra loro, sia per numero di cilindri, aspirazione, trazione e prezzo. Ogni appassionato di motori dovrebbe posare il proprio fondoschiena su una di queste auto una volta nella vita.

Lotus Elise

Per la categoria delle superleggere, l’auto di riferimento non può che essere la Lotus Elise. Dalla sua nascita nel 1996, l’inglesina ha definito nuovi standard per quanto riguarda purezza di guida e divertimento. La ricetta è semplice: motore centrale, un piccolo motore aspirato, potenza modesta e trazione posteriore. Niente filtri inutili come servosterzo o servofreno, solo una cascata di feedback e un bilanciamento perfetto. Lanciatela sua una strada secondaria e vi domanderete che cosa si potrebbe chiedere di più.

Renault Clio RS 182

Di sportive a trazione anteriore ottime ce ne sono state parecchie, e ognuna a modo suo ha alzato sempre di più l’asticella delle prestazioni. La Renault Clio RS, però, è riuscita a portare al massimo ogni aspetto che amiamo nelle hatchback. In particolare, la RS 182, ha toccato apici mai raggiunti per quanto riguarda coinvolgimento e equilibrio del telaio. Il suo 2.0 litri aspirato spingeva come un toro anche ai bassi regimi in un crescendo fino al limitatore, mentre il suo peso piuma e il suo baricentro basso permettevano alla francesina di mantenere velocità di percorrenza in curva sconosciuta alla sue rivali.

BMW M3 E46

Menzionate a qualsiasi appassionato di auto la Emmetré E46 e lui vi dirà: “la migliore M3 di sempre”. Questo è uno dei pochi casi, nel mondo dei fanatici cocciuti, in cui troviamo tutti d’accordo. C’è un motivo se la M3 E46 rimane, tutt’ora, la berlina sportiva migliore di sempre. Il suo sei cilindri in linea, da solo, vale l’acquisto della vettura: l’allungo da moto, la rabbia verso la zona rossa e il sound cupo e metallico lo proiettano nell’olimpo dei motori aspirati.
Ogni suo elemento, poi, è integrato perfettamente con gli altri, e il suo telaio è così squisitamente costruito e bilanciato e si adatta sia alla guida con il coltello tra i denti sia al drifting più criminale.

NISSAN GTR

“Baby Veyron” è un soprannome meritato, ma è riduttivo per descrivere la Nissan GTR. Certo, la sua capacità di accumulare velocità è seconda solo alla sua capacità di terrorizzare i suoi passeggeri, ma quello che la gente non sa, è che la GTR è anche coinvolgente come poche. La sua bravura di mascherare il proprio peso, la precisione e la sintonia perfetta del gruppo motore-trasmissione la rendono un’arma tremendamente efficace. La GTR piega le leggi della fisica a suo piacimento e costa la metà di una Porsche Turbo. Non è abbastanza.

Porsche GT3 RS

Tutte le supercar prima o poi dovranno fare i conti con la Porsche GT3 RS, è inevitabile. Non importa quale versione e di quale anno, la RS ha dimostrato al mondo che, pur non avendo potenze stratosferiche, riesce ad essere la più coinvolgente ed emozionante tra le sportive. Sterzo sublime, cambio manuale (tranne la 991) magnifico, motore con allungo da capogiro e telaio superbo, senza contare il look da macchina da gara omologata. Forse l’auto sportiva migliore di sempre.

Ferrari 458 Italia

Una Ferrari rappresenta un punto di riferimento per ogni auto presente sul pianeta. Esagero? Forse, ma questo non toglie che ogni nuova vettura di Maranello è dieci anni avanti al modello precedente, e alle concorrenti. La 458 è stata un salto in avanti immenso rispetto alla F430. Sterzo, cambio, acceleratore: tutto nella 458 è un’estensione naturale del corpo umano.

È la massima espressione delle Ferrari V8 a motore a centrale, e probabilmente delle sportive a motore centrale in assoluto, ed è l’ultima eroina aspirata che precede la - seconda - era di motori turbo. Le future supercar dovranno confrontarsi con lei ancora per molto, molto tempo, 488 GTB inclusa.

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