• pubblicato il 26-12-2011

Mazda 787B

di Chris Harris

L'auto da corsa più rombante del mondo.

VALUTAZIONE
/5

In questo numero è tutto un parlare di sound, latrati, boati, ruggiti e chi più ne ha più ne metta. Una volta ho rischiato di spaccarmi i timpani su una McLaren M8F che si infilava nella curva La Source e ho visto una S1 Quattro che sparava fiamme dagli scarichi. Ho anche ascoltato una Formula 1 da dentro l’abitacolo. Queste meraviglie celebrano l’amore e il legame dell’uomo con i motori, ma non sono niente in confronto alla Mazda 787B. Il suo sound lo ricorderò finché campo: tra i motori a combustione interna è un capolavoro travolgente e unico nel suo genere.

La Mazda è l’unica Casa giapponese ad aver vinto a Le Mans e c’è riuscita proprio con quest’auto. Negli ultimi vent’anni il telaio 787B numero 002 ha ospitato una colonia di tarme in quel di Hiroshima, eccezion fatta per un giretto al Goodwood Festival of Speed qualche tempo fa. Quest’anno, per celebrare il ventesimo anniversario del più grande successo sportivo della Casa, la Mazda ha commissionato la completa ricostruzione dell’auto per la modica cifra di 1 milione di dollari, così da farla girare ancora una volta a Le Mans, vent’anni dopo. Alla guida c’era Johnny Herbert, che faceva parte del team che ha portato a casa la vittoria nel lontano 1991.

Le auto da corsa stavano iniziando a diventare complicate proprio negli anni in cui ha debuttato la 787B. La Mazda ha un telaio in carbonio e dischi carboceramici – che nel 1991 erano il non plus ultra per le auto sportive – ma è molto meno complicata delle stradali di oggi. O meglio lo sarebbe se escludiamo il motore, che sembra provenire da un’altra dimensione. Si tratta di un Wankel a quattro rotori in linea ed eroga 700 CV a 9.000 giri. Niente turbo, niente compressore, solo quei quattro rotori con una cilindrata complessiva di 4.709 cc.

L’evoluzione delle auto sportive è parte integrante delle attività di ricerca e sviluppo della Mazdaspeed, che è l’unica a usare i motori rotativi per le stradali. Nelle gare endurance il successo dipende da due cose: affidabilità e consumi, ed entrambi hanno minato la popolarità dei motori Wankel stradali.

Se pensando a un motore a quattro rotori che produce 149 CV/litro vi aspettate qualcosa di capriccioso e incostante in questo caso rimarrete delusi. Lo so per esperienza.

L’abitacolo è talmente piccolo che, nonostante le mie dimensioni da hobbit, mi è quasi stretto. I pedali sono troppo spostati verso sinistra rispetto al volante posizionato sulla destra della vettura e nonostante la frizione sia in carbonio non è poi così pesante. Il volante è grosso, sproporzionato. La leva del cambio è a destra e ha la prima indietro. Per accendere il motore si muove un semplice interruttore e poi si preme un grosso pulsante alla destra del volante. Quando, da dietro la visiera del casco, chiedo qual è la procedura di partenza (mi aspetto che questa belva abbia bisogno di scaldarsi prima di funzionare a dovere) i tecnici mi guardano senza capire. «Basta premere lo start», mi grida qualcuno pensando che sia così imbranato da non averlo visto. Schiaccio il pulsante, lo starter fischia per qualche secondo e poi il motore alle mie spalle inizia a ruggire. Borbotta e sibila facendo tremare di gioia il telaio. Mi avevano consigliato i tappi per le orecchie ma non potevo rovinarmi l’unica possibilità di godermi un motore del genere in tutta la sua gloria.

Da fuori è persino meglio. La nota di scarico è affascinante, sottolinea il movimento di ogni rotore con una specie di pulsare ritmico ma introduce anche un suono completamente nuovo, una specie di strappo, come se ogni contatto tra il rotore e la camera di scoppio avvenisse a rallentatore per il puro piacere di chi ascolta. Anche al minimo quello della Mazda 787B è il motore con il miglior sound che ho avuto la fortuna di provare.

Ci troviamo a Maiorca su un circuito più adatto ai go-kart che alle auto da corsa, figurarsi quindi un missile da 320 km/h. Sarà tanto se riuscirò a mettere la quarta. Ma chi se ne importa. Tutto quello che voglio fare è girare, anche senza mai cambiare marcia, per sentire il suo motore e la sua colonna sonora. Ma prima mi tocca un giro a rallentatore per i fotografi. È da pazzi aspettarsi che un’auto costruita per andare a tutto gas gironzoli a velocità ridotta con una temperatura esterna di 35 gradi. Ma questa è l’ultima delle mie paure. Con una coppia bassissima, una frizione in carbonio e un motore che gira come un missile a metanolo, devo fare del mio meglio per non farlo spegnere. Fortunatamente la 787B ha coppia sufficiente per muoversi anche a regime minimo.

La ragione per cui sono convinto che questo sia il motore più incredibile del mondo è facile da spiegare: mette in rapporto diretto il cervello del pilota e il comportamento del motore. Non fate a tempo a pensare una cosa che lui reagisce. Si capisce subito che è fantastico: l’acceleratore è leggero e a corsa lunga e vi incoraggia a spingere sempre di più.

Poi c’è il sound, è così forte e avvolgente che non potete fare a meno di ridere di fronte alla sua potenza. Diventa più selvaggio con il crescere dei giri, passando dal tipico sound da automobile a quello da moto. Immaginate una ZZR1400 con gli scarichi Akrapovic oltre i 12.000 giri e avrete un’idea del suono dei quattro rotori Mazda.

Dal punto di vista della guida, invece, quello che la caratterizza è la mancanza d’inerzia. Non appena si toglie il piede dal gas i giri calano e lo scarico borbotta e scoppietta in un modo unico. La potenza è straordinaria, continua e progressiva fin dai 4.000 giri e l’intensità è costante fino ai 9.000. Il cambio è un po’ una fregatura e dalla prima finisco spesso in quarta ma forse questo è un problema mio più che dell’auto.

Dall’esterno il suono è ancora meglio. È composto da così tante voci diverse: la sfumatura di V8 qui, un latrato da V12 lì e anche una nota da superbike, che non guasta mai. E poi ha un volume così forte, più forte di qualsiasi altra auto da corsa che mi venga in mente. Ma quello che davvero colpisce è il rombo: sembra un gigante che strappa in due un enorme foglio di carta. Vi lascia a bocca aperta, e felici come un bambino il giorno di Natale.

Dopo la vittoria della 787B nel 1991 la Mazda ha riportato l’eroina al laboratorio di ricerca e sviluppo di Yokohama, dove il motore è stato rimosso e ispezionato. Dopo 5.000 km i muri delle camere dei rotori erano come nuovi e il consumo medio delle guarnizioni della testa sulla punta dei rotori era di soli 20 micron. In altre parole il motore avrebbe potuto tranquillamente partecipare a una seconda 24 ore di Le Mans senza nessuna riparazione meccanica. Purtroppo il telaio non era messo altrettanto bene: la paratia posteriore era quasi collassata per colpa della tensione.

Ancora oggi la gente parla con ammirazione del sound della Mazda 787B. Nessun discorso su Le Mans è completo se non si finisce per citare la celebre macchina verde e arancio, anche se tutti la ricordano più per la colonna sonora che per la sua vittoria. Quindi è ufficiale, la 787B è l’auto da corsa con il miglior sound di tutti i tempi.

Mazda 787B

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