• pubblicato il 31-08-2015

Peugeot RCZ-R, la prova su strada

di Francesco Neri

Abbiamo provato la Peugeot RCZ-R, la versione più potente della coupé della Casa del Leone.

Una RCZ speciale

Quando nel 2009 Peugeot decise di produrre una coupé sportiva, sapeva che sarebbe andata incontro ad un mercato difficile. Le coupé sono sempre meno di moda, mentre lehot hatchback sono cool, in voga, e offrono la stessa velocità, la stessa dinamica e molto spazio in più di una sportiva dal profilo basso e con due posti secchi (2 + 2 se si è fortunati).

La RCZ non ha avuto il successo commerciale sperato, e per questo motivo l'amministratore delegato della Peugeot, Maxime Picat, ha dichiarato che la vettura non avrà un erede. Questo è un peccato, perché la RCZ ha del talento da vendere.

Mi trovo davanti ad una R nera, la versione più estrema della coupé francese, sapientemente messa a punto dai tecnici di Peugeot Sport.

A prima vista, la R non è molto diversa da una RCZ normale; ma se si osserva con attenzione si intuisce subito che c’è qualcosa di speciale. Basta sbirciare attraverso i cerchi in lega anteriori da “19, che calzano pneumatici da 235/45, per ammirare i generosi freni a disco da 380 mm a sei pompanti; e la dimensioni dei freni la dice lunga sulle capacità di un’auto di accumulare velocità.

I numeri della R

Il 1.6 THP è stato profondamente rivisto; ora eroga 270 cv a 6.000 giri e 330 Nm di coppia, davvero tanti per un millesei. Per mettere a terra tanta cavalleria è stato montato un differenziale autobloccante Torsen, mentre l’assetto è stato abbassato di un centimetro e irrigidito. Lo 0-100 km/h viene coperto in 5,9 secondi mentre la velocità massima è di 250 km/h.

Gli interni sono molto curati: i sedili in pelle-Alcantara® sono fantastici e c’è pelle a profusione impreziosita da cuciture rosse. Il volante è delle dimensioni giuste (sulla RCZ non troviamo l’i-cockpit della 208 GTi), e la posizione di guida è quasi perfetta. La plancia presenta anche un curioso orologio analogico (stile Maserati?) e alcuni tasti dell’autoradio stile anni ’90 che stonano un po’ in un abitacolo così.

Ho già avuto modo di provare la RCZ nella versione 1.6 THP da 200 cv: è un’ottima gran turismo, ma le mancano quella verve e quella incisività di una sportiva vera.

Giro la chiave della R con qualche timore e qualche perplessità, ma ci vogliono poche centinaia di metri per farmi passare ogni dubbio.

Dalla pista alla strada

La R è tesa, concentrata, e il telaio ti informa di qualsiasi cosa passi sotto le ruote. La presenza del differenziale si fa sentire anche a basse velocità ed è così “tirato” che sembra essere stato tirato giù dalla macchina da gara e trapiantato brutalmente sulla versione stradale.

Anche il sound esprime intenzioni bellicose: ad ogni flessione del piede destro il suono si fa più pieno e profondo, mentre il turbo soffia e sbuffa con esuberanza e, devo ammettere, con una certa soddisfazione.

Trovata la strada giusta - quella che porta in cima al Mottarone, monte situato tra il lago d’Orta e il Lago Maggiore - viene subito fuori la vera anima della Peugeot.

Niente modalità sport o diavolerie che cambiano erogazione e sound del motore, solo un tastino nero con scritto “ESP OFF”. La R è un’auto professionale, con uno sterzo fisico e un handling senza compromessi.

La determinazione con cui affronta il misto stretto e sconcertante.

Le doti dinamiche

Non c’è ritardo nell’inserimento, così come non c’è rollio durante la percorrenza, mentre il differenziale autobloccante tira le ruote anteriori verso il punto di corda come se fossero attratte da una gigantesca calamita.

Di quel leggero sottosterzo rassicurante che sopraggiunge con l’avvicinarsi del limite, non c’è neanche l’ombra; l’RCZ in compenso ripaga con un telaio sincero e uno sterzo così ricco di feedback da farvi capire esattamente quanto grip avete ancora a disposizione.

L’anteriore è saldo e fermo, mentre il posteriore segue veloce e fedele come un segugio; l’equilibrio generale è leggermente sovrasterzante, ma grazie al passo lungo il sovrasterzo non coglie mai alla sprovvista e si può correggere con pochi e rapidi interventi sul volante.

La spinta del motore non è una di quelle che ti incollano al sedile, ma tira con forza fino ai 6.000 giri con determinazione, accompagnata da un sound all’altezza delle prestazioni. Il ritardo della risposta c’è, ma è comunque contenuto, soprattutto considerata la cilindrata del propulsore.

Il cambio dalla corsa corta e dagli innesti un po’ duri è un piacere da manovrare, mentre i rapporti ravvicinati aiutano a non trovarsi mai a corto di fiato. L’unico difetto è qualche impuntamento di troppo tra la seconda e la terza, il che risulta fastidioso nella guida sportiva.

Ad andature civili il motore si dimostra elastico e si può tranquillamente lasciare la sesta inserita e viaggiare con un filo di gas, evitando frequenti soste dal benzinaio. Non ricordo qual è stata l’ultima auto da 270 cv che ho provato in grado di fare 17 Km con un litro nei percorsi extraurbani.

Conclusioni

È un peccato che la RCZ non avrà un erede, perché la R è la Peugeot migliore che abbia mai guidato, e una della sportive a trazione anteriore più efficace, veloce e coinvolgente.

Il prezzo della R è di 41.900 €, mille euro in più di una Audi TT entry level.

Se le vostre priorità sono il piacere di guida e le prestazioni, l’RCZ è il meglio che potete trovare: freni, cambio, motore e sospensioni sono messi a punto alla perfezione e collaborano per rendere la R un’arma micidiale.

Non avrà lo stesso appeal o la stessa quantità gadgets tecnologici delle coupè tedesche, ma è anche l’unica ad offrirvi un’esperienza di guida così elettrizzante.

Peugeot RCZ-R, la prova su strada

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