• pubblicato il 04-03-2016

Seat Leon Cupra 290 VS Volkswagen Golf R: gemelle diverse

di Francesco Neri

La nuova Leon Cupra guadagna 10 Cv extra e sale a quota 290, avvicinandosi pericolosamente alla sorella tedesca Golf R

A primo occhito la Seat Leon Cupra e la Volkswagen Golf R possono sembrare due auto totalmente diverse, ma condividono molto più di quanto l’aspetto lasci trasparire. Il pianale delle vetture è lo stesso, tanto per cominciare, come pure il motore TFSI 1984 cc turbo benzina.
Su questa base di partenza le vetture si sono sviluppate seguendo due strade diverse: trazione integrale con giunto viscoso Haldex per Golf e trazione anteriore con differenziale autobloccante Torsen per Leon. Questo mese la Leon Cupra ha ricevuto un “upgrade” e la potenza è cresciuta da 280 a 290 CV, arrivando molto vicina ai 300 CV della tedesca. Non solo: con un prezzo di listino di 35.000 euro la spagnola costa ben 7.200 euro in meno della sorella tedesca Golf (che diventano 9.300 euro con il DSG), che però offre una maggiore versatilità grazie alla trazione integrale.
Ma qual’è la migliore da guidare?

Il confronto tecnicoo

Sia la Cupra che la R sono sempre state auto veloci, ma mai come in questa generazione hanno toccato livelli così alti di prestazioni e soprattutto di piacere di guida. Il 2.0 litri TSFI della Cupra eroga 290 CV e 350 Nm, mentre quello della R è stato portato a 300 CV e 380 Nm.
Con 1346 kg la Seat Leon Cupra 290 risulta la più leggera; la Volkswagen Golf R, infatti, paga il prezzo della trazione integrale e frema l’ago della bilancia a 1411 kg. Nonostante il maggior peso, le quattro ruote motrici forniscono alla R un vantaggio in termini di scatto: la Golf impiega 4,9 secondi per passare da 0 a 100 km/h, mentre le Leon ce ne impiega 5,7; la velocità massima è di 250 km/h per entrambe.

Il confronto al volante

Le abbiamo provate entrambe sia in pista sia su strada, e c’è da dire che si casca in piedi in entrambi i casi. La Golf é veloce, efficace e concentrata. Il motore TFSI è praticamente privo di turbo lag, merito di una turbina piccola a bassissima inerzia, mentre la trazione in uscita dalle curve è granitica. La razione integrale 4Motion tuttavia non vi permette giocare a fare Colin McRae, e trasmette coppia alle ruote posteriori solo quando le anteriori stanno perdendo trazione. Il risultato è che sembra di guidare una vettura a trazione anteriore con una dose di extra grip: facile, velocissima, ma poco propensa alla guida “da teppista”. Questo non significa che la R sia apatica: lo sterzo è comunicativo e diretto quanto basta mentre il telaio è rigido e lo si sente cucito addosso. Di sottosterzo ce n’è poco e il posteriore della Golf, se provocato, si alleggerisce in ingresso provocando un rapido (e a volte brusco) sovrasterzo. L’unico modo per fare un traverso è innescare un pendolo, e una volta intraversata l’auto bisogna agire sul gas con delicatezza per non far raddrizzare di colpo il muso.
La Leon Cupra ha lo stesso posteriore nervoso e lo stesso motore infinito della Golf, ma risulta un’auto più intuitiva e cristallina nella guida sortiva. Il differenziale autobloccante è regolato in modo sublime: lavora quel che basta per far chiudere la traiettoria senza dare scossoni al volante, grazie anche ad un servosterzo tarato molto bene. L’auto sembra più affilata e leggera della Golf (di fatto lo è) e lo sterzo è più comunicativo e dettagliato.
Il 2.0 TFSI spinge fortissimo su entrambe: sia le Leon che la Golf accumulano velocità in modo quasi ridicolo, velocità che mantengono anche in curva grazie ad una generosa gommatura. La spagnola è disponibile anche con un pacchetto Performance che comprende cerchi da 19”, pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 e impianto frenante Brembo, un optional altamente consigliato per chi pensa di andare in pista.
Il cambio DSG è come sempre il miglior alleato che si possa avere, tanto non far rimpiangere un cambio manuale: non è solo rapido, ma è puntuale e dolce, quanto meglio si possa desiderare da un cambio automatico.

Conclusioni

La Volkswagen Golf R è probabilmente la più versatile delle compatte sportive: è comoda, veloce in maniera imbarazzante e pratica in ogni condizione. Quest’ultima generazione in particolare ha fatto un grande salto avanti in termini di coinvolgimento e piacere di guida.
La spagnola paga il prezzo delle due ruote motrici in meno, risultando un po’ spigolosa e nervosa quando l’asfalto non è caldo e asciutto, ma nelle condizioni giuste è semplicemente fenomenale. In rettilineo sembra veloce tanto quanto la Golf, ma in curva riesce a mantenere più velocità grazie al peso minore e alle gomme più perfomanti. Anche lo sterzo è sensibilmente migliore, e nel complesso la vettura è più emozionante e coinvolgente. Contando che costa quasi 8.000 euro in meno, mi sembra che abbiamo trovato la nostra vincitrice.

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