• pubblicato il 01-06-2015

ATS Stile50 Speedster, piacere di guida old school

di Francesco Neri

Abbiamo provato in anteprima la ATS Stile50 Speedster, una sportiva artigianale dallo stile retrò

IN BREVE
La Stile50 Speedster è un'auto esclusiva pensata per clienti esigenti che vogliono un prodotto artigianale e cucito su misura. La guida è fisica ma ripaga con grandi soddisfazioni.

La Stile50

Quando si parla di auto sportive bisogna dimenticare i dati sul bagagliaio, sui consumi e sull’accesso comodo al sedile del guidatore, quello che conta è quello che si prova al volante.

Cercare di infilarsi nell’abitacolo della ATS Stile50 Speedster è proprio una di quelle operazioni acrobatiche che non bisogna giudicare, ma piuttosto apprezzare e che servono a fornirti il tempo necessario per capire che stai per guidare qualcosa di diverso.

Storia

La ATS (automobili turismo e sport), per chi non lo sapesse, è stata una piccola Casa costruttrice italiana che per un brevissimo periodo (1962-1964) diede alla luce alcune vetture sportive stradali e monoposto da gara, ma a causa della mancanza di fondi non riuscì a portare avanti il suo progetto.

Oggi l’ATS è stata riportata alla luce da un giovane imprenditore e il suo team, e gode di una nuova sede situata nel Nord Italia, tra Milano e il Lago Maggiore. Su questo sito potrete leggerne la storia e vedere la gamma degli attuali modelli (www.ats-automobili.com).

Per ora i modelli in listino sono due: la Sport, una vettura praticamente da corsa fatta per gli amanti dei trackday, e la Stile50, una barchetta sportiva dallo stile retrò ispirata alle vecchie GT italiane degli anni '50. È prevista anche una GT ma è ancora un progetto, si parla di un possibile v8 da circa 600 CV a 9.000 Giri/min.

Primo contatto con la Speedster

In questo momento sto cercando di calarmi nel sedile della Stile50 Speedster, che si differenzia per l’assenza delle portiere e del parabrezza. Questo esemplare in particolare è in via di sviluppo, ma oggi abbiamo l’opportunità di provarlo in anteprima e avere un assaggio delle sue capacità.

Le sue linee sono una combinazione riuscita di stile british e stile italiano, diciamo a metà tra una Ginetta e una Morgan, dotata di deliziosi dettagli retrò e meccanica moderna.

La posizione di guida è praticamente sdraiata a pochi centimetri da terra, e pur essendo più alto di un metro e ottanta, le mie gambe sono quasi del tutto distese.

Schiaccio il pulsante start in metallo e il motore si avvia con un ringhio tipico da quattro cilindri, ma più rauco e metallico del solito. La prima cosa che noto è che la pedaliera regolabile in alluminio è disassata sulla sinistra, e che ci vuole un attimo prima di abituarsi alla posizione dei pedali.

Il volante invece è piccolo e squisitamente rifinito, anche se mi arriva più o meno all’altezza del petto.

Le sensazioni di guida

Metto la prima, rilascio la dura frizione e parto. La prima cosa che attira la mia attenzione è il cambio: il manuale a 5 rapporti ha una corsa davvero corta e gli innesti secchi richiedono un certo sforzo, bisogna manovrarlo con decisone e con il tempismo giusto, ma ripaga con una piacevole sensazione meccanica di passaggio di marcia ben riuscito.

Il motore è un 1.6 turbo di derivazione Opel e sviluppa circa 210 CV che, associati ad un peso a secco di 650 Kg, sono un bel viaggiare.

Questo esemplare non dispone ancora della cavalleria al completo, ma il motore fa comunque il suo dovere e spinge in modo corposo e progressivo verso la zona rossa del contagiri, accompagnato da un sound pieno e dal sibilo del turbo.

Lo sterzo privo di servoassistenza è diretto e comunica tutto quello che succede alle ruote anteriori, c’è qualche vuoto nella prima parte della corsa, ma mi è stato confidato che i prossimi modelli monteranno una scatola dello sterzo migliore e senza “buchi”.

La trazione è sull’asse posteriore e gestisce egregiamente la potenza tramite un differenziale autobloccante Quaife (optional); l’auto sovrasterza solo se provocata e i traversi avvengono in maniera facile e naturale grazie alla prontezza dello sterzo e la sincerità del telaio.

Non è un’auto pensata per la guida al limite, ma piuttosto per godersi le strade ad andatura media o medio-alta con il vento tra i capelli. I freni Tarox fanno il loro lavoro, ma sono sprovvisti di servofreno, quindi dovrete pestare parecchio sul pedale per limare la velocità.

Guidare la ATS Speedster è una sensazione, scusate l’ovvietà, retrò. Non è una di quelle sportive “facili” di oggi su cui ci si siede, ci si allaccia la cintura e si parte come missili; lei richiede tempo per entrarci in confidenza e la guida fisica fa parte del divertimento. La si scopre poco a poco e più la conosci, più si aumenta il ritmo e si inizia a godere delle sue qualità.

Avremmo occasione di provare meglio la Stile50 quando saranno ultimati i lavori di fino, ma la direzione sembra quella giusta, ovvero costruire un’auto molto esclusiva per appassionati della guida in grado di offrire un’esperienza diversa: lontana da quella delle sportive dalle prestazioni super-accessibili di oggi, ma allo stesso tempo più tranquilla e meno esasperata di quella che una Lotus, tanto per citarne una, può offrire.

Il prezzo si aggirerà attorno ai 60.000 Euro, e la lista degli optional e dei dettagli da personalizzare la rendono un'auto molto esclusiva e cucita su misura. Siamo curiosi di provare la versione definitiva.

SCHEDA TECNICA
  • Telaio
    Tubolare hi-rigidity in acciaio inox con doppio roll bar da 50mm
  • Motore
    Frontale longitudinale , 4 cilindri 16v turbo
  • Cilindrata
    1598cc
  • Potenza
    210hp
  • Coppia
    ND
  • Trazione
    Posteriore, differenziale a slittamento limitato Quaife ATB
  • Frizione
    Monodisco
  • Cambio
    Manuale a 5 rapporti (in opzione 6 rapporti sequenziale)
  • Sospensioni
    indipendenti con configurazione strada/race, barre antirollio
  • Peso a secco
    650 kg
  • 0-100 Kmh
    4,5 sec
  • Velocità massima
    220 kmh
  • Ruote anteriori
    ruote in lega da 15x8" J 4 bulloni
  • Ruote posteriori
    ruote in lega da 15x8" J 4 bulloni
  • Freni
    Tarox a 6 pistoncini con dischi anteriori 250 millimetri autoventilanti e 250 millimetri posteriori autoventilanti, tubi in treccia Goodrich
  • Prezzo
    circa 60.000 Euro
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