• pubblicato il 20-03-2016

Audi Sport: la gamma RS in pista sul circuito di Imola

di Francesco Neri

Abbiamo guidato le vetture più veloci della gamma RS di Audi Sport: RS3, RS6 e RS7 Performance e la nuova R8 Plus

Lo dico subito: Imola è una delle mie piste preferite. È un circuito in cui si respira storia, oltre ad essere eccitante da affrontare. È veloce quanto basta, ricco di sali-scendi e ha un paio di punti ciechi molto emozionanti. Per questo non riesco a immaginare un luogo migliore dove provare la gamma Audi Sport al completo. Sì, ho detto Audi Sport: la Casa tedesca infatti ha deciso di distinguere, anche nei concessionari (ce ne saranno17 dedicati in tutta Italia), le vetture più performanti da quelle “normali”, se così possiamo definirle.
Sotto il sole di mezzogiorno luccicano un’Audi RS3 grigio scuro, una RS7 bianca e una RS6 grigio pastello (entrambe con il kit Performance) e una R8 Plus rossa, tutte parcheggiate nella corsia dei box in attesa di essere guidate.

Audi RS6 e RS7 Performance

Salgo prima sull’Audi RS6. Della serie “la potenza non è mai troppa”, la vettura monta il nuovo kit Performance (come pure la RS7) che aggiunge altri 45 CV e un assetto specifico ribassato di 20 mm. In questo modo lil V8 4.0 litri biturbo produce 605 Cv e 750 Nm di coppia, abbastanza per lanciare la RS6 e la RS7 da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e da 0 a 200 km/h in 12,1 secondi, impiegandoci rispettivamente -0,2 secondi e - 1,4 in meno rispetto alla versione standard.

Esco dai box e senza complimenti incollo il gas al pavimento. La RS6 va forte, molto forte: siamo sul livelli di spinta di una Nissan GTR, per intenderci. Il motore sale di giri così in fretta che ci si ritrova in un batter d’occhio a sbattere contro il limitatore; la tecnica migliore è quella anticipare la cambiata e non far salire l’ago oltre i 6.000 giri, dove il fiato inizia a mancare. Ma quello che più mi sorprende è come affronta le curve. Si tratta pur sempre di un’auto da due tonnellate, ma l’entusiasmo con cui punta la corda è notevole, e si può aggiustare la traiettoria a metà curva con sterzo e gas. Merito anche del differenziale posteriore autobloccante sportivo e del sistema torque vectoring che rendono la coda più propensa a collaborare, anche se il sovrasterzo di potenza non lo otterrete facilmente, almeno sull’asciutto. Il cambio invece è impeccabile: puntuale, dolce e preciso, tenendovi la marcia al limitatore finché non sarete voi a dargli il comando, com’è giusto che sia.
Imola è un circuito stressante anche per i freni delle auto da gara, figuriamoci per quelli di una station wagon da 600 CV e 2.000 kg, quindi dopo un paio di giri e qualche staccata un po’ tirata sono costretto a rallentare.

Salgo sulla RS7, la super coupé-berlina di Casa, di fatto una RS6 vestita con un abito più sensuale e meno da famiglia. Una volta in pista è davvero difficile notare una differenza tra le due vetture, se non che la RS7 ha una corsa del pedale molto lunga a causa dei giri in pista accumulati. Ma a parte questo, le vetture sono  pressoché identiche: veloci in modo imbarazzante e facili da portare al limite. Si può sentire gli ammortizzatori che lavorano per cercare di contenere il peso nei cambi di direzione e nei curvoni veloci in appoggio, mentre le enormi gomme fanno gli straordinari.

Audi RS3

Salire sull'Audi RS3 è come prendere una boccata d’aria fresca. È più compatta, più intima e meno intimidatoria. La hatchback più estrema di Audi Sport ha comunque dei bei numeri da sfoggiare: il motore 2.5 litri cinque cilindri turbo produce 367 CV e 465 Nm (di cui gran parte disponibili già a 1625 giri) incaricati di spingere 1.520 kg di massa. Lo 0 a 100 km/h avviene in 4,3 secondi mentre la velocità è limitata a 250 km/h, ma si può portare a 280 km/h su richiesta. Dopo la spinta brutale della RS6, la RS3 sembra quasi lenta. Quasi. Si riesce a mantenere molta velocità in curva ed è più agile e affilata della rivale Classe A 45 AMG.
Il motore ha un sound glorioso che suona a metà tra una Huracan (di fatto ha la metà dei suoi cilindri) e una Audi Quattro Sport degli anni ’80: scoppia, urla e allunga con note dolci e coinvolgenti.
Lo sterzo è leggero e le informazioni sono un po’ filtrate, ma in pista questo non rappresenta un limite. L’asse posteriore è una vera sorpresa: è mobile quanto basta e aiuta a chiudere la traiettoria, se poi alzate il piede è date un colpo di sterzo in inserimento potete fare danzare l’auto tra le curve. Quando il posteriore parte basta dare gas e aprire lo sterzo di qualche grado per rimettere l’auto dritta e pronta per per essere sparata verso curva successiva.

Audi R8 Plus

Salire sull'Audi R8 Plus non è per niente complicato, si apre la portiera e si entra con la stessa facilità di una TT. È davvero un’auto che può essere utilizzata tutti i giorni. Questa nuova versione è molto bella e vagamente futuristica, anche se ha perso un po’ di iconicità nel design, come la parte in carbonio che tagliava in due la vettura. Il volante pieno di tasti fa un po’ Ferrari, ma a parte questo gli interni hanno una forte personalità e una qualità eccelsa. La versione Plus monta un motore V10 5,2 litri potenziato che eroga 610 CV a 8.250 giri e 560 Nm di coppia, abbastanza per spingere la R8 da 0 a 100 km/h in 3,2 secondi e farla allungare fino a 330 km/h. Anche la gommatura è cresciuta: i cerchi sono da 20” anziché 19” e le gomme misurano 245/30 davanti e 305/30 dietro, mentre sulla bilancia la Plus perde 50 kg fermandosi a quota 1.555 kg.

Rispetto alle sorelle RS, la R8 in pista gioca in un altro campionato. Frena, curva e percorre il faticoso (per la macchina) circuito con una facilità sconcertante. Lo sterzo è più leggero di quello del vecchio modello, ma non per questo meno ricco di feedback. L’Auto sembra più agile, sincera e facile. Si può andare forte, fortissimo, con la certezza che lei non vi tradirà.

C’è anche molto meno sottosterzo che in passato, o meglio, c’è meno escursione degli ammortizzatori anteriori in fase di accelerazione. La vecchia Audi R8 V10 GT aveva un grosso peso che grava alle vostre spalle, mentre qui sembra tutto più bilanciato e compatto.

Il motore tira con entusiasmo anche se in modo abbastanza lineare, entusiasmo che diventa spinta forsennata negli ultimi mille giri. Non ha la stessa sconvolgente brutalità ai medi regimi della RS6, ma in quanto ad allungo non ci sono paragoni, e il suono del V10 a pieni polmoni vale il prezzo del biglietto.
Il cambio S Tronic a sette rapporti è un alleato perfetto, davvero impeccabile sia nel salire sia nello scendere di marcia. Mi chiedo se la sorella Lamborghini Huracan saprebbe fare di meglio.

La trazione integrale Quattro con differenziale centrale a frizione multidisco trasferisce la coppia fino al 100% dietro (o davanti) nel caso di necessità, e si sente. Se guidata in modo pulito l’auto risulta neutra e composta, ma pestando decisi sul gas a metà curva c’è abbastanza potenza per farla sovrasterzare, cosa che non guasta mai.
L’ultimo appunto riguarda la frenata. Gli enormi dischi carboceramici limano grosse fette di velocità senza sforzo, mentre il pedale è estremamente modulabile e vi invita a staccare sempre più tardi, senza mostrare cedimenti neanche dopo svariati giri lanciati.

Conclusioni

La volontà di Audi di creare un brand Audi Sport con servizi dedicati ha perfettamente senso. Le Audi RS sono sempre state veloci, non c’è dubbio, ma questa ultima generazione ha ricevuto quel pizzico di verve e malizia che mancava alle passate RS, ed è giusto sottolinearlo con questa “distinzione di brand”. Non mi riferisco alla potenza, ma alla messa a punto del telaio e all’attenzione per il piacere di guida, quello a cui tutti noi teniamo di più.

Prezzi

RS3                               49.900 Euro

RS6 Performance        125.000 Euro
RS7 Performance        133.900 Euro
 R8   Plus                      195.800 Euro

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