• pubblicato il 18-02-2016

Auto sportive turbo vecchia scuola

di Francesco Neri

Oggi i motori turbocompressi sono efficienti, progressivi ed educati. Trent’anni fa, invece, la parola “turbo” era sinonimo di prestazioni, e soprattutto di “calcio nella schiena”

Quando sento la parola turbo mi vengono in mente: coppia, lag, potenza improvvisa e sbuffi delle valvola wastgate. Eppure oggi i motori turbo sono cambiati moltissimo. Negli ultimi anni si è cercato di ridurre il turbo lag al minimo, in alcuni casi è stato addirittura eliminato (Ferrari 488 GTB), e la progressione dei propulsori turbocompressi odierni fa invidia alla maggior parte degli aspirati. Eppure, per quanto questi motori siano sulla carta oggettivamente migliori rispetto al passato, il nostro cuore batte forte per i vecchi turbo da calcio nella schiena.

Mi vengono i brividi alla sola idea che le Formula 1 di fine anni ’80 che sviluppavano 1200 CV in configurazione da qualifica, con un turbo lag così pronunciato da richiedere secondi prima che il motore cominciasse a spingere. Credo di aver passato fin troppo tempo su YouTube a guardare i video del campionato Rally Gruppo B o di auto giapponesi elaborate con migliaia di cavalli che sparano più fiammate di un AK47.
Per questo ho deciso di stilare un elenco di vetture per rendere omaggio al “turbo old school”, vetture caratterizzate da turbo lag, spinta violenta e indole selvaggia.

Lotus Esprit

La Lotus Esprit ha una presenza scenica da vera supercar: spigolosa, bassa e minacciosa come poche.  Nel 1987 cominciò la produzione della 2.2 Turbo SE che grazie ad una turbina Garret da 0,85 bar produceva 264 cavalli (280 CV con overboost e 1,05 bar di pressione). Grazie al suo peso leggero la Esprit turbo era un vero e proprio missile, e batteva in accelerazione diverse rivali più potenti e costose.

Maserati Ghibli

La Maserati Ghibli, quella prodotta negli anni ‘90, era una vera e propria belva. Il suo aspetto tutto sommato sobrio nascondeva un temperamento da vera ribelle. La versione cup, dotata di un motore 2.8 Biturbo da 330 CV, era a suo tempo l'auto stradale con il rapporto di CV/Litro più alto al mondo (165), e sfiorava i 270 km/h. Il calcio nella schiena era assicurato, mentre per portarla al limite ci volevano un gran manico e grossi attributi.

Audi Quattro Sport

La regina del turbo lag e degli sbuffi in rilascio è lei, l'Audi Quattro Sport. Il suo motore 5 cilindri in linea 2.2 litri produce uno dei suoni più riconoscibili ed epici di sempre. Basta cercare “Audi Quattro sound” su You Tube per farsene un’idea. Prodotta in pochi esemplari stradali, la Quattro Sport è stat pensata per vincere il campionato rally Gruppo B. Il suo motore sovralimentato da una turbina KKK produce 306 CV a 6.700 giri e 370 N·m a 3.700 giri. Una spinta selvaggia con una colonna sonora all’altezza.

Porsche 959

Un’altra leggenda del motorsport (originariamente destinata al campionato rally Gruppo B) è la Porsche 959. La sua diretta rivale era la ferrari F40, ma a differenza dell’italiana montava un sistema di trazione integrale. Sotto il cofano posteriore si cela un motore 6 cilindri 2850 cc boxer biturbo da 450 cv che assicurava prestazioni eccezionali. 317 km/h di velocità massima e 0–100 km/h in 3,7 oggi sono numeri di tutto rispetto, ma negli Anni Ottanta erano incredibili.

Ferrari F40

La Ferrari F40 ha bisogno di poche presentazioni, è semplicemente la vettura turbo per eccellenza. Scusate, biturbo. Fu definita dalla stampa: “una fabbrica di rumore fino a 4.000 giri”, soglia oltre la quale la F40 vi proietta nell’iperspazio come il Millenium Falcon di Han Solo. 478 CV sono tanti anche oggi, ma certi scalciano più di altri. Probabilmente una delle migliori auto di sempre, indipendentemente dall’erogazione.

Saab 900 Turbo

Trazione anteriore e turbo, negli anni ’80, erano sinonimo di sottosterzo. La Saab 900 Turbo vantava una geometria degli ammortizzatori anteriori anche raffinata, ma niente da fare. Questo niente toglie al fatto che la 900 Turbo è una gran macchina. Il motore 2.0 litri sovralimentato erogava 145 CV (175 CV successivamente). Certo, oggi 175 CV fanno quasi sorridere, ma una volta erano anche meno educati.

Renault 5 Turbo 2

Altra regina dei rally. La Turbo “Maxi” è una vera e propria leggenda. Al contrario dell’Audi Quattro, la Renault 5 Turbo 2 aveva la sola trazione posteriore, un passo corto e il motore centrale. Il 1.4 litri turbo da 160 CV e 200 Nm faceva schizzare l’auto da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi e di toccare i 200 km/h. Un proiettile per mani esperte.

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