• pubblicato il 11-11-2013

BMW M135i 5p. vs Mercedes A 45 AMG: duel

di Henry Catchpole

La M Division deve preoccuparsi? È tempo di scoprirlo...

VALUTAZIONE
/5

VI CHIEDO UN FAVORE: per il momento ignorate le bellezze bucoliche del Lake District che vedete nelle foto e fate un salto all’aerodromo di Bruntingthorpe. Il cielo è di un azzurro intenso, il sole picchia senza pietà e la pista è deserta. Ferme una accanto all’altra, in attesa di lanciarsi all’attacco dell’asfalto ardente che si stende dritto come un fuso davanti a loro ci sono una Mercedes A45 AMG e una BMW M135i. La radio gracchia il countdown: «3, 2, 1… via!». Non fa a tempo a dirlo che le auto si sono già lanciate verso l’orizzonte.

Quello che succede dopo ha dello straordinario. La superficie non è il massimo (non proprio liscia, un po’ in salita e leggermente sporca) ma la Mercedes da 360 CV scatta in avanti come un predatore pronto a saltare sulla preda, con il posteriore abbassato come a darsi più spinta e le quattro ruote che pattinano. La M135i da 320 CV pattina un po’ di più della Mercedes ma poi trova più trazione di quanto mi aspettassi. Entrambe fanno meglio di quanto dichiarato: la BMW tocca i 100 in soli 4,8 secondi e arriva a 160 in 12,9. La Mercedes è persino più veloce, staccando lo 0-100 in 4,5 secondi e superando i 160 in 11,2. Tanto per fare un paragone, la classe A batte una RS 4 che si trova anche lei in quel momento a Bruntingthorpe e quando lanciamo la Mercedes e la BMW sul quarto di miglio, entrambe si piazzano a soli due secondi da una Nissan GT-R MY 2013. Incredibile, considerando che sono due compatte sportive completamente di serie.

Ma la cosa ancora più impressionante è che sembrano ripetere l’exploit senza problemi: non è stata fortuna la loro… È vero che la AMG permette di fare solo tre partenze consecutive, quindi bisogna lasciare passare un po’ di tempo tra un tentativo e l’altro, ma sarebbe comunque logico farlo. Per attivare il “Race Start” della Mercedes bisogna fare una serie di passaggi: per prima cosa si deve mettere l’handling in Sport (premendo una volta il pulsante ESP) e il cambio in M (ovvero manuale, anche se stranamente, quando si attiva il launch control, il cambio fa tutto da solo). A questo punto dovete mettere il piede sinistro sul pedale del freno, tirare entrambi i paddle e poi tirare verso di voi solo quello di destra, a mo’ di conferma. Ora si preme l’acceleratore fino a terra e quando il regime si è assestato si molla il freno.

Con la BMW la partenza è molto più facile (perlomeno con l’otto marce automatico di questo esemplare). Se si è già in modalità Sport Plus o comunque l’ESP è disattivato, basta mettere il piede sinistro sul freno, far salire i giri tra i 1.600 e i 1.800 e poi mollare i freni. Se volete sfruttarla al meglio, l’ideale è lasciare che l’auto salga da sola di marcia invece che cercare di anticipare voi le sue mosse.

Dopo Bruntingthorpe andiamo finalmente nel Lake District. Il pezzo di autostrada non è il massimo, ma se non altro mi permette di conoscere meglio le due auto. L’abitacolo della A45 è un bel posto in cui stare quando si devono fare parecchi chilometri, anzi, se devo essere sincero, con quella plancia curva con le ventole incorniciate di rosso, probabilmente è la Mercedes con gli interni più belli. Però non è perfetta: per esempio i pedali sono spostati verso destra e i sedili sono un po’ troppo rigidi per essere davvero confortevoli. In confronto alla sportiva di Stoccarda, la BMW sembra una berlina executive, ma il sistema iDrive è piacevole e più intuitivo da usare rispetto al COMAND della Mercedes.

Anche il volante delle due auto è interessante: quello opzionale “Performance” della Mercedes è più curato e ricoperto di Alcantara nei punti giusti ma è leggermente troppo grosso e i paddle intralciano un po’ i movimenti. Il volante della BMW ha le giuste dimensioni ma la corona è un po’ troppo grossa e morbida.

Il programma di oggi è di andare fino ad Ambleside, sulla punta del Lake Windermere e poi continuare verso gli spettacolari passi di Wrynose e Hardknott. Purtroppo, quando arriviamo ai tornanti in salita che portano fino ai passi, tutto quello che riusciamo a vedere è la nebbia (e una Mazda 2 piena di signore olandesi di mezza età che sono uscite di strada e chiedono aiuto. Ma questa è un’altra storia). Per fortuna al cameraman Sam Riley viene un’idea grandiosa e così deviamo verso Greendale e ci lanciamo sulle stradine intorno a Wastwater, il più profondo lago della Cumbria.

Mentre il fotografo Smith cerca il posto più adatto a scattare le foto, io prendo la A45 e vado a farmi un giro. Il quattro cilindri turbo è un motore curioso. Sicuramente sa fare il suo mestiere – e l’ha dimostrato a Bruntingthorpe – ma dopo un latrato incoraggiante alla partenza, che si assesta in un borbottio gorgogliante, il sound sembra affievolirsi in un ronzio noioso. La colonna sonora si salva solo perché quando si sale di marcia a tutto gas gli scarichi scoppiettano.

NELLA GUIDA NORMALE gli ammortizzatori passivi della A45 sono un po’ troppo rigidi per quasi tutti i gusti, ma è un difetto giustificato dall’assoluto controllo che la Mercedes dimostra non appena si aumenta un po’ il passo. Come la GT3 RS, più alzi il ritmo più gli ammortizzatori diventano impressionanti e persino nelle curve più strette prese d’assalto la Mercedes non ha praticamente rollio. Le strade del Lake District sono spesso strette e sconnesse a causa delle radici degli alberi che cercano di spaccare l’asfalto per emergere in superficie, quindi è una prova tutt’altro che semplice per le due compatte sportive, ma la AMG è facile da infilare nelle curve e anche in queste condizioni non proprio ideali riesce a tenere un ottimo ritmo.

Per essere veloce è veloce, però non è coinvolgente. Su strada, a qualsiasi velocità, non lascia spazio alla fantasia. Sembra una trazione anteriore che va a manetta. Non c’è il minimo sussulto, né davanti né dietro. Il volante, con la parte inferiore della corona piatta, sembra un po’ troppo lento considerando quanto è rigido e reattivo il telaio, quindi è difficile sbilanciare l’auto girandolo bruscamente, al massimo si va in sottosterzo per un microsecondo. La trazione garantita dal sistema integrale è assoluta: potete aprire il il piede dal gas, ma sulle strade normali e in condizioni normali (anche a ritmo elevato) è precisa ma inerte.

Basta pigiare lo starter della BMW per rendersi conto di quanto due cilindri in più possano dare carattere a una macchina. Il sound è più deciso senza essere smaccato e ha un gorgoglio profondo che la Mercedes si sogna. Al volante, la serie 1 sembra più stretta e le sospensioni hanno più corsa di quelle della AMG, quindi all’inizio sembra avere un equilibrio più precario rispetto alla Mercedes, ben piantata per terra. Lo sterzo un po’ troppo veloce rende la BMW più vivace e nervosa mentre sfreccia tra le siepi, i muretti a secco e le pareti di roccia. Se si infila il muso in un tornante lei reagisce all’istante e vi permette di disegnare la traiettoria dosando l’acceleratore, appoggiandosi alla gomma posteriore esterna e facendo pattinare quella interna di tanto in tanto.

Le due auto hanno la stessa coppia e la A45 pesa solo 50 kg più della BMW a cinque porte con il cambio automatico ma la M135i è molto più veloce e reattiva tra le curve. Molto dipende dal cambio, perché anche se la AMG con il suo doppia frizione Speedshift sulla carta è avvantaggiata, lo ZF automatico della BMW è il più reattivo e ti fa sempre sentire di avere la situazione sotto controllo. Il cambio della Mercedes è ottimo quando sale di marcia ma nelle curve fa fatica e spesso non obbedisce ai comandi, obbligandovi ad affrontare la curva con un rapporto più alto del dovuto. Inoltre la BMW è più piacevole se volete semplicemente rilassarvi e godervi il viaggio, lasciando che la M135i faccia tutto al posto vostro.

Nemmeno la BMW però è perfetta. Le sospensioni, soprattutto al posteriore, sono più morbide rispetto alla vecchia serie 1 e affrontano bene i vari tipi di strada, ma di fronte alle sconnessioni più marcate la BMW ondeggia. Lo sterzo è fin troppo incisivo nelle curve veloci, soprattutto quando non si sta cercando di staccare un tempone. Poi si sente la mancanza del differenziale. Ma anche se la BMW è un po’ troppo brusca al posteriore e agitata all’anteriore è davvero eccitante e ti fa sentire sempre al centro dell’azione.

Dopo averle guidate entrambe è chiaro a chi va la vittoria. La classe A è sicuramente veloce ma ha poco carattere, il che è davvero strano per una AMG. È una di quelle auto che ti spinge ad alzare sempre più il ritmo, nella speranza che a un certo punto diventi coinvolgente e inizi ad avere senso. Per dimostrarvi che è speciale, la Mercedes non punta sull’esperienza di guida (solo a tutto gas diventa un po’ vivace) ma sull’abitacolo. La BMW invece è coinvolgente anche quando la si guida rilassati, un bene visto che spesso è difficile tirarle il collo in tutta sicurezza. Se presa singolarmente, la BMW è fantastica, accanto alla Mercedes sembra ancora più coinvolgente. Signore e signori, ecco a voi la vincitrice di questa sfida.

BMW M135i 5p. vs Mercedes A 45 AMG: duel

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