• pubblicato il 25-06-2012

Caterham Seven Supersport: viaggio verso l'ignoto

di Henry Catchpole

Il piano: vedere come se la cava sulla neve

VALUTAZIONE
5/5

Dopo gli ultimi due inverni rigidissimi c'era da scommettere che sarebbe venuta giù tanta neve da arrivare ai tetti delle case. E invece tutto quello che si è visto è stata un po' di brina ghiacciata. Il che, se state progettando di mettere alla prova una Caterham Seven Supersport con le gomme invernali, è una bella fregatura. Ma come dice il saggio, «se la montagna non va alla Caterham, dobbiamo trainare la Caterham fin sulle montagne». E se si va in cerca della neve quale posto migliore delle finali del trofeo Andros? Beh, un sacco di posti, come scopriremo tra poco…

Percorrendo l’autostrada che taglia la campagna vasta e desolata della Francia settentrionale, l’occhio continua a cadermi sulla sgargiante Caterham arancione con i fari neri che mi segue negli specchietti. La Supersport fa parte della gamma R delle Seven ed è la entry level delle Caterham per i trackday. Ha un motore 1.6 da 140 CV, il differenziale a slittamento limitato, i sedili sottilissimi e poco altro. L’unica volta che ne ho guidata una è stato all’autodromo di Bedford al Track Car of the Year su EVO 91 ed è stata brillante. Però una buona track car non è necessariamente anche la miglior stradale e nessuno sa cosa può succedere all’handling se si sostituiscono le slick da corsa con delle Avon Ice Touring da neve.

La meta del viaggio non sono le Alpi – come sarebbe prevedibile – ma la località sciistica di Super Besse nel cuore della Francia, poco a sud di Clermont-Ferrand. Lì, nei due giorni che rimarremo, un gruppetto di piloti tra cui le ex star della F1 Alain Prost, Olivier Panis e Jacques Villeneuve gareggeranno su strane auto silhouette con sottili gomme chiodate. Scommetto che molti di voi in questo momento mi daranno del mollaccione perché non sono al volante della Caterham. Ma avendo già posseduto una Seven, con la quale mi sono fatto la mia bella dose di km autostradali in inverno, non ho intenzione di ripetere l’esperienza. L’idea di beccare un sacco di freddo ti rovina le vacanze prima ancora di partire.

Dopo una notte in un motel molto molto alla mano – e mezz’ora per fare retromarcia col carrello al buio – il mattino dopo facciamo sgranchire le gambe alla Caterham nel paesino di Mont-Dore ai piedi delle montagne. Adoro il rituale di salire sulla Seven: allargare bene le cinghie della cintura di sicurezza a quattro punti, poi mettersi in piedi sul sedile e far scivolare lentamente le gambe nello stretto tunnel sotto il volante, come se si stesse entrando in un bagno caldo. Una volta dentro si è avvolti dall’abbraccio dell’auto (succede a tutti, anche a chi è smilzo come me), un vecchio cliché che sulla Caterham è più vero che mai. I pedali del freno e dell’acceleratore sono così vicini che mi pare il caso di guidare senza scarpe. Quando metto le mani sul piccolo volante rimango un attimo sorpreso: è la prima volta che ne vedo uno completamente ricoperto di Alcantara nero su una Seven, un piccolo lusso in un abitacolo molto spartano. Guidare con le gomme da neve su questo asfalto asciuttissimo è una strana sensazione, perché si sente il battistrada che si contorce leggermente per la forza g laterale. Nelle prime curve è fluida e rilassata. Io e Dean invece siamo un po’ tesi quando arriviamo a Super Besse. Non c’è neve. Neanche l’ombra. Il cielo è di un bianco uniforme ma il panorama intorno a noi è di un marrone deciso. Troviamo il luogo dove si svolgerà la corsa su ghiaccio e parcheggiamo. Tra i camion e i lampioni scopriamo quello che sembra un gigantesco serpente albino arrotolato su se stesso: il circuito è così artificiale che sembra una pista di pattinaggio su ghiaccio nel mezzo di Dubai.

Vista la neve che imbianca le cime più alte intorno a noi, io e Dean consultiamo una cartina stradale della zona e decidiamo di provare a raggiungere il Col de la Croix Saint Robert. Il cartello “Fermé” ai piedi del colle promette bene, ma quando raggiungiamo la barriera non c’è nessuna traccia di neve. Cerco di passare sotto la sbarra rossa e bianca ma la Caterham è giusto un filo troppo alta. Poi Dean scopre che la barriera non è chiusa col lucchetto…

Avere un colle tutto per sé è affascinante e la strada sembra fatta apposta per la Seven: così stretta (troppo stretta per la maggior parte delle supercar) e con cambi di pendenza e curve per divertirsi come matti, è ancora meglio di una pista. Le gomme invernali sono fantastiche: anche se non abbiamo ancora trovato la neve, la strada è bagnata e la temperatura sfiora gli zero gradi, ma quando vedo un tratto fangoso sulla strada non mi devo preoccupare che l’auto perda grip o finisca in un irrecuperabile sottosterzo. E così posso davvero godermi la guida.

Purtroppo, quando la neve finalmente si decide a comparire è talmente alta che se cercassi di farmi largo la griglia della Caterham si imbiancherebbe a tal punto che sembrerebbe si sia fatta una pista di coca. Così torniamo indietro e prendiamo la strada verso Mont-Dore, che si rivela un’ottima mossa.

Eravamo stati a Clermont-Ferrand durante l’Ecoty 2007 (all’epoca avevo guidato fin lì una Lotus 2 Eleven) e c’è una strada che mi è rimasta impressa. È proprio quella su cui ci troviamo adesso: la D996, la Col de la Croix Morand.

Inizia in fondo alla valle, da dove i picchi innevati sembrano distanti e irraggiungibili come le nuvole che li sfiorano. All’inizio la strada sembra scavarsi un varco tra le rocce, poi si snoda serpeggiando tra i prati prima di tuffarsi in una foresta di pini che nascondono le cime delle montagne e amplificano il sound dello scarico. Quando i pini scompaiono all’improvviso la vista è spettacolare: la strada si aggrappa serpeggiando alla parete quasi verticale della montagna.

Forse è il settaggio che ho scelto a ispirarmi particolarmente, sta di fatto che mi innamoro all’istante della Supersport. Non sarà la Caterham più potente che abbia mai guidato ma di sicuro è quella con il miglior set up. Davanti ha la barra antirollio più sottile del mondo e quello che sembra un camber negativo mentre dietro la barra antirollio è bella tosta. C’è molto più di questo, ma il risultato di questa alchimia di telaio è un’entrata in curva meravigliosa e un’uscita progressiva e prevedibile al posteriore. In ingresso nelle curve più lunghe o nelle chicane sinistra-destra basta sollevare un poco il piede dal gas, buttarsi dentro con un po’ più decisione del solito (girando il volante pochi millimetri in più) e poi riaprire il gas quando si sente il posteriore che scarica il peso. La Seven non è sempre facile da mandare di traverso: di solito è gestibile fino a un certo punto, superato il quale non si riesce a riprenderla. Ma la Supersport sembra felice di lasciarsi maltrattare e per quanto ci si dia dentro non ha intenzione di ribellarsi. È quasi come guidare una Escort Mk2.

La strada è sempre libera dalla neve ma quando arrivo in cima e torno sui miei passi per rifare tutto da capo non me ne può importare di meno perché strapazzare così un’auto in queste condizioni atmosferiche e su una strada così ripida e fiancheggiata da dirupi è spettacolare. Direi che questa esperienza rientra senza dubbio nella mia top five.

A un certo punto però sento un fischio. Durante il secondo giro in vetta, a metà salita il pedale della frizione va lungo, sempre più lungo e tre secondi dopo smette di funzionare. Accidenti. Accosto, spengo il motore, impreco e scendo. Sta diventando buio e ci troviamo sul fianco di una montagna freddissima con una Caterham con la frizione rotta. Un bel problema. Per la prima volta in tutta la giornata sono contento che non nevichi.

Dopo mezz’ora a trafficare nel motore con la sola luce del display del telefonino, arriviamo alla conclusione che la frizione è ko. So che non c’è nulla che potessi fare (non ho l’abitudine di far fuori le frizioni) e non è nemmeno colpa della Caterham perché è un’unità sigillata che arriva dal fornitore. È solo sfortuna. Pura sfortuna. Perlomeno abbiamo il carrello…

Spingendola per farla partire e poi giocando con il regime riesco a riportare in hotel la Supersport, dove la situazione ci sembrerà un pochino migliore domani, dopo un paio di birre e una bella nottata di sonno.

Quando il sole sorge, la frizione ovviamente è ancora rotta e continua a non esserci traccia di neve. Non riesco a rassegnarmi perché le occasioni di divertimento sarebbero davvero tante, per cui decidiamo di fregarcene della frizione. Se l’auto in questione fosse stata una GT-R o una 458 non avremmo avuto altra scelta che tornare a casa ma con il cambio manuale e nessun computer a mettere becco nella guida è sorprendente quante cose si possano fare.

La difficoltà è partire: senza frizione serve una spinta o una discesa. Ma quando il motore è in moto è facile infilare la prima. Si accelera come se niente fosse, si mette in folle e quando il regime è sceso a sufficienza ma non troppo si infila la seconda. Si accelera, si mette in folle, calo di giri, terza. Per scalare invece bisogna salire di giri con un tacco punta, poi si mette in folle e si infila la marcia più bassa.

Le prime due ore così sono state un po’ difficili ma dopo un po’ ci ho preso la mano ed è diventato persino divertente. Sono riuscito addirittura a tenere lo stesso ritmo di una Caterham con la frizione a posto. E anche ad andare di traverso. La cosa più difficile è trovare un posto dove fare manovra senza fermarsi e poi, quando invece fermarsi è assolutamente necessario, essere sicuri di farlo col muso in discesa. Ovviamente le città sono da evitare. Incredibilmente la mattinata in giro senza frizione si rivela un vero successo: l’unico neo è che a giudicare dal tempo e dalla strada potrebbe essere una tiepida giornata autunnale e quindi non siamo ancora riusciti a mettere alla prova le gomme da neve. Poi, quando ci fermiamo a pranzare nell’unico edificio sulla cima del Col, delle grosse nuvole grigie si ammassano sulla montagna. Comincia a nevicare piano piano, poi sempre più forte. Mentre noi divoriamo un pasticcio di patate e formaggio guardiamo la neve che imbianca il prato, le rocce e la strada.

Evviva, finalmente abbiamo il nostro parco giochi!

La gente che per due giorni ci ha guardato con aria stupita adesso è incredula quando sfreccio davanti al rifugio a tutta birra con la Caterham scoperta mentre altri abbandonano in fretta il pranzo per andare a montare le catene. Tutti però sorridono, forse perché una Seven è troppo piccola per essere offensiva, persino in arancione. Le gomme Ice Touring offrono un mix delicato tra presenza e assenza di grip. Ma, soprattutto, con loro hai la certezza che se freni ti fermi davvero e ciò ti permette di osare.

Andare di traverso è più facile che mai, basta sfiorare l’acceleratore per mandare il posteriore in sovrasterzo. Ma come succedeva sull’asciutto, c’è sempre tanto feedback e si ha sempre il controllo della situazione, non ci si sente come un passeggero in balia di quello che sta succedendo. In una serie di curve verso la cima del passo è anche possibile guidare intraversando l’auto, poi sollevare il piede, riaprire il gas e intraversarla dall’altra parte.

È bello vedere che non siamo gli unici a goderci la neve fresca: una M3 E30 che sembra preparata proprio per questa occasione ci sfreccia accanto. Dentro ci sono due tizi sorridenti sulla cinquantina e mi sembra quasi di sentire la loro telefonata di dieci minuti prima: «Allez, Pierre, tira fuori la BMW».

La Seven però non ha eguali, supera qualsiasi cosa le si pari davanti e parte di traverso così velocemente e con angoli così esagerati che non posso fare a meno di ridere di cuore. È così divertente che continuo a guidare e Dean a scattare foto con la neve sempre più alta e i miei capelli sempre più bianchi: ci fermiamo solo quando ormai è scesa la notte.

Non facciamo in tempo a tornare a Super Besse (ci sono troppe città da attraversare senza usare la frizione) per vedere Alain Prost vincere il campionato con una Dacia Lodgy, ma forse nemmeno lui oggi si è divertito quanto noi, con una Supersport, le gomme da neve e una strada di montagna tutta curve e saliscendi. Credevo che sciare fosse la cosa più bella che si potesse fare in montagna d’inverno ma chiaramente mi sbagliavo.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    4 cilindri in linea, 1.595 cc
  • CO2
    N/A
  • Potenza
    140 CV @ 6.900 giri
  • Coppia
    162 Nm @ 5.790 giri
  • Trasmissione
    cambio manuale a sei marce, trazione posteriore, diff. a slittamento limitato
  • Sospensioni ant.
    doppi bracci, molle elicoidali, ammortizzatori, barra antirollio
  • Sospensioni post.
    Ponte De Dion, molle elicoidali, ammortizzatori, barra antirollio
  • Freni
    dischi solidi da 230 mm ant. e post.
  • Cerchi
    6 x 14" ant. e post.
  • Pneumatici
    185/60 R14 ant. e post.
  • Peso
    520 kg
  • Potenza-peso
    273 CV/tonnellata
  • 0-100 km/h
    4,9 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    193 km/h
  • Prezzo
    circa 27.500 € (già assemblata)
  • In vendita
    adesso
Caterham Seven Supersport: viaggio verso l'ignoto

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