• pubblicato il 11-04-2016

Ford Mustang 2.3 EcoBoost

di Francesco Neri

Abbiamo messo alla frusta la nuova Ford Mustang con il motore 2.3 EcoBoost da 320 CV

Il downsizing ha colpito ormai ogni categoria di auto, muscle car comprese. La Ford GT, l’ultima supercar dell’Ovale Blu, ha perso due cilindri, la Mustang ne ha persi addirittura quattro. In realtà la versione V8 c’è ancora, ma quella più appetibile per il mercato europeo è senza dubbio la versione quattro cilindri turbo 2.3 litri di cilindrata. Pur avendo quattro cilindri, 100 CV e 90 Nm di coppia in meno della sorellona 5.0, la Mustang EcoBoost impiega solo 2 decimi in più da 0 a 100 km/h, grazie anche al peso inferiore di 60 kg. Ma si sa, questa non è mai stata un’auto pensata per sfidare il cronometro, piuttosto per godersi il suo temperamento da teppista. Quello che ci chiediamo è: questa versione 2.3 turbo quattro cilindri è una vera Mustang? Scopriamolo.

Aria americana

Esteticamente sembra molto più cattiva e snella rispetto alle Mustang precedenti. Si vede che quest’auto è stata studiata per andare in contro ai gusti di noi europei; le linee sono più dritte e i fari sono più sottili, invece di essere grandi come finestre. Per riassumere: è meno pomposa e goffa, ma mantiene comunque una bella presenza scenica.
Gli interni, invece, mantengono la solita presenza plastica. I materiali non sono molto curati, e leve, levette e pulsanti hanno un’aria giocattolosa e grezza, ma sapete una cosa? Non ha importanza. La targhetta “mustang” bene in evidenza, il cofano lungo e muscoloso che domina la visuale e il volante dalle giuste dimensioni di fronte a voi vi fanno dimenticare ogni altro difetto. In un certo senso fa parte de gioco.

Quest’ultima generazione è anche tecnologicamente più avanzata, o per meglio dire, attuale. Il sistema di sospensioni a ponte rigido posteriore è scomparso, lasciando spazio ad una più moderna architettura multilink. Questo significa che ora l’auto dovrebbe essere più precisa in curva, senza andare in crisi quando la strada inizia a serpeggiare. Anche il differenziale autobloccante (indispensabile per auto di questo tipo) dovrebbe dare una bella mano in uscita di curva (e durante i traversi).
La nostra auto ha pure il cambio automatico a variatore di coppia a sei rapporti (in vero stile USA) con comandi al volante. Peccato, perché mi sarebbe piaciuto provarla con un bel cambio manuale.

Guida americana

Dopo cinque minuti passati al volante ogni mia preoccupazione scompare: la Mustang è ancora una muscle car. Nonostante gli ammortizzatori siano moderni, l’auto è ancora molto morbida, e anche ad andature normali ci sono molti movimenti di rollio e beccheggio. Questo è senza dubbio un pregio nell’uso quotidiano, ma la precisone di guida non è fantastica. Le modalità di guida sono tre, da “comfort” a “race”, così come quelle dello sterzo. Anche il cambio automatico non è proprio un fulmine, e anche se è abbastanza veloce nel salire e scendere di marcia, ha comunque molti slittamenti dovuti al variatore di coppia che rendono meno reattivo l’acceleratore e “mangiano” un po’ di potenza. I 320 Cv e i 430 Nm di coppia rendono la Mustang veloce quanto basta: il sound è cupo, il turbo lag è poco e la progressione è buona. Non avrà il sound è l’abbondanza del V8, ma questo quattro cilindri 2.3 non sfigura affatto. I kg in meno del motore inoltre rendono il muso più leggero e rapido nell’inserimento in curva, che già non è proprio immediato.
La Mustang non apprezza la guida con il coltello tra i denti: lo sterzo non è molto diretto e preciso, e il limite dell’auto lo si scopre quando comincia il sottosterzo. Detto questo però, la Mustang non è una belva pronta a fregarvi. Il suo comportamento è sincero, e anche se si disinseriscono tutti i controlli l’auto reagisce sempre in modo progressivo e lineare. In effetti, è proprio qui che la Mustang prende vita.
Il sovrasterzo è il suo elemento naturale: c’è abbastanza potenza per far fumare le ruote dietro e disegnare strisce nere sull’asfalto a comando, ma non ce n’è così tanta da farvi prendere brutti spaventi. Non è agile e cucita addosso come una Toyota GT86 (e lo sterzo è meno preciso), ma è altrettanto divertente se avete voglia di consumare le gomme.

Meglio della V8?

Non c’è una risposta giusta a questa domanda. La Mustang GT V8 ha più fascino, più potenza ed è senza dubbio più abile nel fare fumo, e considerando la differenza di prezzo (la Ecoboost costa 38.000 euro, mentre la V8 GT 43.000) sembrerebbe la scelta più appropriata, ma la EcoBoost non è un “vorrei ma non posso”, tutt’altro. Il motore spinge quanto basta e ha personalità - sia nel sound che nella spinta -, mentre i costi di gestione sono tutto sommato accettabili. Forse, tra le auto che sono state colpite dal downsizing, la Mustang è una di quelle più riuscite. Ma se avete l’America nel cuore…

Ford Mustang 2.3 EcoBoost

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