• pubblicato il 16-07-2012

Infiniti Emerg-e: I have a dream

di Mike Duff

Una coupé sportiva da 402 CV che stacca lo 0-100 in 4 secondi netti ed è silenziosa come solo un'auto elettrica sa esserlo

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Tutti sappiamo che un’auto bellissima esposta in un Salone spesso è poco più di un modellino. Una concept seducente molte volte non è altro che una linea indicativa del design futuro della Casa in questione. Siamo sinceri, la prima reazione di fronte alla Infiniti Emerg-e (si pronuncia “Emergi”), fresca di debutto a Ginevra, è proprio questa: un bell’esempio di aria fritta, un potenziale che la Casa non trasformerà mai in realtà. Perché stiamo parlando di una coupé elettrica a trazione posteriore con un motore a benzina centrale “range-extender” (che serve solo ad aumentare l’autonomia di quello elettrico), capace di toccare i 100 in 4 secondi netti e di fare 500 km con una ricarica. Non può mica essere vero. E invece sì.

Perché dietro quelle linee svolazzanti e quel nome bizzarro, la Emerg-e, basata sulla struttura della Lotus, è quasi pronta per la produzione. La Infiniti si è già impegnata a produrne due prototipi e Andy Palmer in persona – boss del prodotto globale alla Nissan, con cui la Infiniti è imparentata strettamente – ha già confermato l’ormai prossima produzione di un’auto molto simile a questa: «se faremo una nuova ammiraglia avrà il DNA della Emerg-e. E per come stanno le cose succederà di sicuro».

Anche se sfoggia con orgoglio un logo giapponese, la Emerg-e proviene quasi interamente dalla Gran Bretagna. Lo stesso Palmer è inglese e il progetto è stato seguito dal Nissan European Technical Centre di Cranfield, in Bedforshire. La concept è stata sviluppata in parallelo con il progetto Lotus finanziato dal governo inglese, il cui obiettivo è creare una sportiva elettrica con una autonomia non disprezzabile. In altre parole, i sudditi di sua Maestà hanno contribuito con i propri soldi all’auto che vedete in queste pagine.

La linea fluida della Emerg-e è opera dell’Infiniti Californian Design Studio, anche se la costruzione della concept è stata supervisionata dalla Nissan Design di Londra. Sotto i pannelli in carbonio invece si nasconde un telaio in alluminio basato su quello della Lotus Evora. Anche la trasmissione è la stessa, ma è dotata di due motori elettrici da 150 kW ciascuno (201 CV), uno per ogni ruota posteriore. Questi due propulsori sono alimentati da un pacco di batterie da 14,8 kWh ricaricabili attraverso una normale presa domestica in 10 ore, o tramite il tre cilindri 1.2 a benzina da 47 CV che funziona come generatore elettrico. Non c’è nessun collegamento fisico tra questo motore e le ruote: la potenza viene trasferita elettricamente. L’autonomia in modalità elettrica è di soli 50 km, ma se il tre cilindri ricarica la batteria, si può arrivare fino a 500 km prima di dover fare il pieno, di benzina o di elettricità.

La prima cosa che ho chiesto a Palmer a Ginevra – mentre la Emerg-e girava silenziosa sulla pedana dietro di lui – è perché la Infiniti ha deciso di creare un’auto del genere. Dopotutto la Nissan aveva criticato apertamente i costruttori che avevano optato per queste “range-extender” come alternative alle auto completamente elettriche come la sua Leaf, sostenendo che un motore a combustione interna rende tutto più complesso e costoso.

Palmer non si perde in giri di parole: «Ci consideriamo leader nel campo delle zero emissioni. Avremmo potuto tranquillamente progettare una Emerg-e completamente elettrica e a livello di ritorno di immagine al Salone sarebbe andata benissimo. Ma il brand Infiniti sta già per lanciare un veicolo completamente elettrico con la meccanica della Leaf. E il fatto che siamo una compagnia votata all’elettrico non vuol dire che odiamo tutto il resto. Tutt’altro. Siamo completamente aperti alle nuove tecnologie: produciamo anche auto ibride e stiamo lavorando alle celle a combustibile. Se dovessi definire la Nissan da questo punto di vista direi che è agnostica… Siamo convinti che chi cerca un’auto del genere è quel tipo di persona che ama le GT e quindi un’autonomia di 150 km non gli basta. 500 km invece potrebbero andare bene».

In termini tecnici un generatore “range-extender” (letteralmente, estendi-autonomia) è più facile da inserire nella struttura rispetto a una trasmissione ibrida parallela a quella di un motore a benzina. Il tre cilindri Lotus è progettato per ottenere la massima efficienza, girando a un regime fisso e, dato che deve solo far ruotare l’asse di un generatore, lo si può montare in un punto dove praticamente non lo si sente e non lo si vede.

La Lotus usa una batteria raffreddata a liquido, mentre la Nissan preferisce quella ad aria e Palmer sostiene che un’eventuale versione di produzione potrebbe seguire questa filosofia. «La questione fondamentale sono i costi, tutto il resto è secondario», dice, «e i costi dipendono da una combinazione della densità dell’energia, della capacità termica e del peso della batteria accettabili per il progetto. Si può aumentare il nickel per ridurre peso e dimensioni ma la batteria scalda di più e quindi si apre il problema del raffreddamento. Senza contare che il nickel è un materiale molto costoso. La sfida allora è trovare un equilibrio tra le prestazioni della batteria e il costo finale dell’auto. Se metà dei soldi se ne vanno per la batteria ovviamente diventa difficile fare un prezzo onesto». Con i suoi 1.598 kg la Emerg-e pesa 162 kg più della Evora S V6 con compressore ma a livello di prestazioni è impressionante. Oltre allo 0-100 in 4 secondi la Nissan dichiara uno 0-200 km/h (la velocità massima autolimitata per preservare la vita della batteria) in soli 30 secondi. «Sarà tra le auto elettriche più veloci del mondo», ci assicura Palmer.

Il che ci porta a una grossa domanda: se la produzione avrà il via libera, la Nissan userà la struttura Lotus? Hethel ha molta esperienza quando si tratta di produrre auto per altri, dalla Vauxhall VX220 alla Tesla Roadster. Per la prima volta da quando abbiamo iniziato la nostra chiacchierata Palmer esita: chiaramente sta mettendo a confronto le sue possibili risposte con il copione imposto dal marketing secondo cui la Nissan potrebbe già essere nel pieno dei negoziati. «Non è un segreto che negli anni abbiamo intavolato diverse discussioni con la Lotus», dice soppesando ogni parola. «In passato siamo ricorsi a loro per l’elaborazione delle sospensioni e se la sono cavata meravigliosamente. Adesso tu mi chiedi se potrebbero fare tutta un’auto per noi: c’è questa possibilità, certo, ma non è l’unica. Ti dico solo che il loro modo di lavorare sulle auto a tiratura limitata è molto interessante. Ne stiamo discutendo con la Lotus, ma non è detto che questa sia la soluzione definitiva».

Palmer ritrova la sua sicurezza quando ci dice che probabilmente la Infiniti produrrà un’auto molto simile alla Emerg-e: «A questo stadio non posso promettervi nulla perché non abbiamo ancora firmato nessun contratto. Ma è nostra intenzione procedere. E se succederà, la vettura avrà questo aspetto… Il motivo per cui stiamo esitando è che la produzione di auto in serie limitata e di segmento superiore di solito fa lievitare i prezzi e dobbiamo essere sicuri di creare la giusta atmosfera intorno al marchio Infiniti per poter attirare i potenziali clienti. Comunque la si consideri, sarà un’auto costosa».

Anche se non è ancora un marchio forte in Europa, la Infiniti sta rispettando perfettamente le consegne e non dovrebbe aver problemi a produrre 500.000 auto l’anno entro il 2016, giustificando così la produzione limitata di un modello di punta come la Emerg-e. Nella conferenza stampa di Ginevra la Casa ha anche confermato che metterà in produzione la “FX Sebastian Vettel”, una mostruosa SUV costruita per celebrare il legame del marchio con il team Red Bull F1. Per l’ora di pranzo erano già state vendute ai visitatori del Salone tre delle 200 offroad in edizione limitata da oltre 100.000 euro. A giudicare da questo successo, pare proprio che la Infiniti non avrà difficoltà a trovare gente pronta a sborsare i soldi necessari per un’auto del calibro della Emerg-e.

Come diceva Buzz Lightyear in Toy Story: «Verso l’Infiniti… e oltre!»

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