Auto Sportive

Lamborghini Aventador S, prova su strada

Con la versione S, l’Aventador diventa più agile e veloce che mai

di Francesco Neri -
Lamborghini Aventador S

Se pensate che la Lamborghini Aventador S sia solo un semplice restyling con un upgrade di 40 CV vi sbagliate di grosso. La più grande e spavalda delle Lambo è stata affinata, migliorata e rivista in ogni dettaglio per renderla più guidabile, emozionante e gratificante. Esattamente come un wrestler che si trasforma in un pugile dei pesi medi. Questo grazie anche all’asse posteriore sterzante, che ruota in contro fase alla basse velocità per renderla più agile e in fase alle alte per renderla più stabile. Il sistema è controllato da una centralina che monitora motore, sterzo, sospensioni, differenziali e controlli elettronici, così da far lavorare all’unisono tutti gli elementi.

Il motore è lo stesso, magnifico V12 6,5 litri aspirato, ma ora guadagna 150 giri in più e 40 CV, per un totale di 740 CV a 8.400 giri e 690 Nm di coppia a 5.500 giri. Abbastanza per lanciare la Lambo da 0 a 100 km/h in 2,9 secondi, da 0 a 200 km/h in 8,8 (la Ferrari Enzo ne impiega 9,9), fino alla velocità velocità massima di 350 km/h.

Anche l’aerodinamica è stata profondamente rivista: la deportanza ora dovrebbe essere superiore del 130%, pur vantando una maggiore efficienza. Questa la dichiarazione della Casa.

Vista dal vivo sembra una scultura aliena. Le sue proporzioni, i suoi 2,3 metri di larghezza e il suo lunotto quasi orizzontale non possono essere stati concepiti da esseri umani, o almeno, non per degli umani. Non c’è quell’eleganza nobile che si trova nelle cugine di Maranello, solo brutalità e forme esotiche. È la Lambo delle Lambo.

SUA MAESTÀ SU STRADA

Se avete sentito dire che quest’auto è “troppo potente e troppo grossa per le nostre strade”, credetemi, sono tutte menzogne. Lo pensavo anch’io, prima di provarla. Si potrebbe usare tutti i giorni. Certo, occorrono solo molta attenzione e moltissimi sacrifici, e probabilmente non troverete mai parcheggio. Ma si può fare. Non è tanto la rigidità il problema (tutto sommato non è tragica), quanto l’altezza e la larghezza. Ma una volta che si impara a fermarsi – letteralmente – sui dossi e a stare più al centro possibile della carreggiata, si realizza che in fin dei conti la Aventador S può essere usata anche per andare a far la spesa, se lo volete.

Per decenza vi risparmio il capitolo consumi.

Ma come si comporta su strada? Ad andature da utilitaria la Lamborghini Aventador S è piuttosto maldestra. Nelle curve strette i differenziali sono così legati da far slittare le ruote anche senza accelerare, mentre la trasmissione rende la marcia scattosa e poco fluida. Tuttavia l’acceleratore rimane perfettamente dosabile e, in modalità strada con il cambio in automatico, anche mia mamma potrebbe guidarla senza problemi. In questa modalità la Lambo è fin educata e il cambio mette tutte e sette le marce prima dei 60 km/h, tanta è la coppia.

Sembra un po’ ovvio, ma il 70% dell’esperienza Aventador S risiede in quel V12 6,5 litri che vive due spanne dietro le vostre spalle. Scalda, miagola, sbraita e scoppia così tanto che i fuochi d’artificio di capodanno in confronto sembrano miccette per bambini. Questo a qualsiasi velocità.
Se inclinate il piede di qualche grado, poi, entrate in un altro mondo. Immaginate l’erogazione di una vecchia Honda Civic Type R V-TEC, ma al cubo. Fino a 5.000 giri il V12 è – relativamente – vuoto, dopodiché esplode in tutta la sua gloria fino alla zona rossa posta ad 8.500, con un urlo così incivile e maleducato da far rizzare i peli anche a chilometri di distanza. I video su Youtube non rendono l’idea dei decibel che quest’auto è in grado di generare. Non riesco a credere che tutto ciò sia legale.

Bisogna ammetterlo: gran parte della brutalità di quest’auto deriva dal cambio a frizione singola a 7 marce. Non è dolce e rapido come un doppia frizione, ma si addice perfettamente al carattere dell’auto. In modalità Sport – a parer mio – si prende fin troppo tempo tra una marcia e l’altra, rendendo la guida ancora meno fluida. Se invece optate per la modalità “Corsa”, avrete l’impressione che un giocatore di football americano vi placchi da dietro ogni volta che tirate la levetta destra verso di voi. Se dovessi essere oggettivo lo definirei “inutilmente violento”, ma la verità è che lo adoro.

MEGLIO LE CURVE

Mantenere un’andatura conforme al codice della strada è pressoché impossibile. Non perché sia difficile resistere alla tentazione di seppellire il pedale destro – e credetemi, lo è – ma perché in prima marcia superate ogni limite extraurbano e in seconda siete a velocità da codice autostradale.
Meglio che non vi dica che cosa succede nelle restanti marce.

Nel misto guidato l’Aventador va forte, fortissimo. E si muove anche bene, molto più di quanto la sua larghezza da campo da calcio lasci immaginare. La trazione integrale, goffa e rognosa quando si esce dai parcheggi o nelle rotonde, lavora egregiamente in velocità. L’asse posteriore sterzante rende l’auto più agile in ogni circostanza e l’avantreno parecchio più incisivo, senza però dare quella sensazione di “carrello della spesa” che curva di dietro. Questo fa si che la maggior parte della coppia venga inviata dietro, così in uscita di curva l’auto si accovaccia sulle ruote posteriori da 355/30 R21 e vi spara verso la curva successiva. Di sottosterzo neanche l’ombra.

Quindi sembra una trazione posteriore? Non proprio. Il fatto è che ha così tanto grip ed è così brutale nella risposta all’acceleratore che è difficile farla partire in sovrasterzo dolcemente. Non fa dei veri e propri traversi, quanto delle sbandate brusche, rapide e poco rassicuranti. Le fa, ma ti fa capire che non le vuole fare. Questo non significa che l’Aventador S sia un’auto da “sparo” sul dritto. Tutt’altro.

La sua stazza da astronave suggerisce una guida fisica e pesante, ma in realtà, quando lanciata su una strada libera, l’Aventador S danza con una leggerezza quasi inquietante. Il telaio monoscocca in fibra di carbonio la rende rigida, coesa e tremendamente reattiva. Sembra di guidare un’auto da 1300 kg (ne conta 1650 a pieno carico), ma con le spalle di una nave da crociera. Quando si stacca forte fin dentro la curva, il posteriore si scuote lievemente, esattamente come farebbe un grosso go-kart. Ma non spaventa mai, anzi, è il segnale che la state guidando nel modo giusto. La velocità che si raggiunge tra una curva e l’altra, poi, è scioccante.

Per fortuna l’impianto franante è all’altezza della situazione. Quattrocento millimetri di diametro, queste sono le dimensioni dei dischi carboceramici anteriori, mentre quelli posteriori sono “solo” da 380 mm. Ad andature tranquille sono molto meno ostici rispetto al passato, mentre quando si fa sul serio il pedale offre una potenza e una modulabilità esemplari.

Lo sterzo infine è perfettamente pesato e bypassa informazioni chiare e dettagliate. A metà curva, tramite i polpastrelli, si può sentire con chiarezza estrema il peso trasferirsi tra avantreno e retrotreno, con un bilanciamento sorprendente. Insomma, la Aventador S si è tolta il vestito di “auto buona solo sul dritto” e si è trasformata in un giocattolone preciso, relativamente facile da guidare e mostruosamente veloce.

VERDETTO

La Lamborghini Aventador S incarna perfettamente il concetto di supercar: extraterrestre nelle forme, con un motore aspirato così rumoroso da essere antisociale e capace di prestazioni che rasentano il ridicolo. La versione S non solo è più veloce della versione di serie, ma grazie agli affinamenti e all’asse posteriore sterzante è più precisa, rassicurante e coinvolgente. È fatta per essere guidata, e questo è forse il suo pregio migliore. Non bisogna essere dei piloti per portarla al 90% delle sue possibilità; per quanto riguarda il restante 10%, meglio andare in pista.

Infine veniamo alla nota dolente. Ci vogliono circa 345.000 euro per mettersela in garage, ma la lista degli optional è lunga e costosa (“pacchetti” di carbonio qua e là più che altro) e con qualche personalizzazione è facile sfiorare i 400.000 euro. Ma questo è il prezzo per un’auto da sogno.

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