• pubblicato il 04-06-2015

Lamborghini Aventador Roadster vs. Lamborghini Huracán

di Simone Antonietti

Due supercar che fanno battere il cuore e vanno venire voglia di guidare forte. A confronto. Quale sarà la migliore?

In un mondo sempre più frenetico, sono sempre meno gli attimi in cui il tempo sembra rallentare, assorbiti come siamo dalla quotidianità che scivola via veloce.

Per chi scrive, veder sfilare una supercar ha da sempre rappresentato un piccolo momento di evasione dallo scorrere incessante e veloce e dai ritmi imposti dalla società moderna. Pochi attimi in cui il tempo sembra quasi fermarsi, pochi istanti nell’attesa-speranza di sentire il magico sound del motore al suo passaggio.

Nel paddock dell’Autodromo Nazionale di Monza, proprio davanti a me, sono parcheggiate una Lamborghini Aventador Roadster LP 700-4 e una Lamborghini Huracán LP 610-4. Per i non addetti ai lavori, si tratta di due delle migliori supercar in circolazione: 1.310 cavalli pronti a correre (700 la Aventador, 610 la Huracán) per un valore complessivo di ben oltre il mezzo milione di Euro (circa 330.000€ la Aventador, circa 210.000€ la Huracán).

Ah, quasi dimenticavo: ho con me le chiavi delle due auto e, cosa più importante, il permesso di guidarle entrambe.

Purtroppo non tutti hanno la fortuna di poter guidare una Lamborghini nel corso della propria vita. Essere scelti per testare l’intera produzione attuale della Casa del Toro è un privilegio raro e non nascondo di sentirmi in debito per questa irripetibile esperienza che mi è stata concessa.

La domanda alla quale proverò a rispondere è molto semplice ma al tempo stesso sfidante: “Quale delle due supercar è migliore: la Aventador o la Huracán?”.

Esterni: matrimonio tra bellezza e sostanza

Per prima cosa inizio ad osservarle una di fianco all’altra e noto subito alcune somiglianze ma anche tante differenze. La Aventador (soprattutto nella versione Roadster del nostro test) è bella da impazzire. È la classica ciambella col buco, un’auto il cui poster è destinato a troneggiare nelle camerette dei bambini di mezzo mondo per tanti anni a venire. Da qualsiasi prospettiva la si osservi è aggressiva, il suo design e il suo stile comunicano energia e movimento anche da ferma, alla stregua delle sculture futuriste. Dall’altra parte, la Huracan, nonostante il suo prezzo di saldo se confrontato con la sorella maggiore (costa quasi il 50% in meno), richiama lo sguardo con le sue linee perfette, quasi “robotiche” e un pizzico di freschezza in più rispetto alla Aventador.

Credo di aver passato una buona mezz’ora a studiare ogni pannello della carrozzeria, ogni presa d’aria, ogni più piccolo dettaglio. Vi garantisco che il risultato del lavoro svolto dal Centro Stile Lamborghini su entrambe le vetture è incredibile. Le linee esterne sono studiate con cura maniacale per arrivare a celebrare un matrimonio tra bellezza e sostanza: il design italiano che riceve il suo contrappunto nella razionalità tedesca.

I miei occhi continuano a posarsi a momenti alterni su entrambe le auto…poi, quasi inconsciamente, mi accorgo che tendo a soffermarmi qualche secondo in più sulla Aventador. Nonostante siano passati oltre 4 anni dalla sua presentazione, nella versione Roadster (secondo il modesto parere di chi scrive) è ancora “illegalmente” bella.

Interni: qualità sartoriale italiana e tecnologia tedesca

Mi dirigo quindi verso la Aventador. Con grande attenzione tiro la leva per aprire la portiera che subito si solleva aprendosi dolcemente e scenograficamente verso l’alto. La perfezione del meccanismo di apertura ricorda subito che giustamente, chiunque investa cosi tanti risparmi in un mezzo di trasporto nutre delle aspettative molto elevate sul prodotto. Accomodarsi al suo interno suscita sin da subito un’emozione forte, intensa, vibrante. Dovunque si vada a posare lo sguardo, si viene sommersi da un tripudio di eleganza: i sedili, i pannelli delle portiere e il cruscotto sono interamente rivestiti da una pelle lavorata in modo cosi sapiente da sembrare morbida persino agli occhi. E’ incredibile poter vedere e toccare con mano l’abilità sartoriale che è stata necessaria per lavorare ogni più piccolo particolare, a cesellare perfettamente la pratica consolle centrale e il grande contagiri digitale. Allo stesso modo l’immane lavoro di disegnatori e ingegneri ha partorito dei comandi  attentamente studiati da un punto di vista funzionale, ergonomico e stilistico.

Gli interni della Huracán invece sembrano comunicare uno spirito diverso. La primissima impressione dopo essersi calati nel suo abitacolo è che il nuovo corso stilistico Lamborghini sacrifichi un pizzico di eleganza in favore di una leggerezza ritrovata: più software e più tecnica, meno raffinatezze in stile barocco (inutili ai fini delle prestazioni dell’auto). Non fraintendetemi: la pelle dei sedili e le plastiche dei comandi perfettamente rifiniti confermano che siamo seduti su una nuovissima supercar, ma l’elaborato e moderno design degli interni sembra davvero provenire da un futuro neanche troppo prossimo. A catturare la mia attenzione è stato soprattutto l’avveniristico cruscotto virtuale (lo stesso presente anche sulla nuova Audi TT). Lo schermo ha una definizione al livello dei migliori tablet e tramite la consolle centrale (gli indicatori delle temperature e del clima sono anch’essi digitali) è possibile interagire in modo semplice e intuitivo con questo super-cervello che governa ogni aspetto elettronico dell’auto.

Riassumendo, osservando gli interni si nota una differenza generazionale tra le due vetture. La Aventador può vantare una qualità dei materiali impeccabili, ma sul fronte tecnologico e dell’innovazione la Huracán conferma di appartenere alla generazione 2.0 delle supercar. Del resto, la prima è stata presentata nel 2011 ed è impensabile che possa tenere il passo con la più recente Huracán, presentata appena lo scorso anno al Salone dell’auto di Ginevra.

Dopo averne apprezzato e studiato attentamente le forme, mi concedo qualche secondo per ripassare le incredibili caratteristiche tecniche delle due vetture. La Aventador (anche nella versione Roadster che sto per guidare) monta un 6.5cc V12 da 700 cavalli. Per andare da 0 a 100 km/h impiega circa 3 secondi (anche se alcuni giurano che le bastino solo 2,7 secondi) e può raggiungere una velocità massima di 350 km/h. La Huracán monta un 5.2cc V10 da 610 cavalli. Lo scatto da 0 a 100 km/h è coperto in 3,2 secondi (si tratta di un valore dichiarato; in rete si parla di un dato reale più vicino ai 2,5 secondi!) e raggiunge una velocità massima di oltre 325 km/h.

Mentre nella mia testa continuano a riecheggiare queste e altre sbalorditive informazioni tecniche, finalmente è giunto il momento di scoprire come si guidano su strada.

Lamborghini Aventador Roadster: pura estasi dei 5 sensi

Poter godere di una splendida giornata di sole al volante di un’auto cabrio italiana rappresenta una delle esperienze che la cinematografia ha contribuito a mitizzare e a legare indissolubilmente al Bel Paese. Se poi il volante che stringete tra le mani è quello di una Lamborghini Aventador Roadster, una tra le auto più sensuali e potenti del mondo, il sovraccarico sensoriale è dietro l’angolo.

Per la prima parte del test, mi dirigo verso il centro di Monza. Noto immediatamente di sentirmi al centro dell’attenzione, ma forse non potrebbe essere diversamente. Al suo passaggio, tutti si voltano per ammirarla e fanno bene, perchè in fondo si tratta di una scultura su quattro ruote, un David di Michelangelo contemporaneo: bella da impazzire ma anche tecnicamente e tecnologicamente impeccabile. Resto davvero stupito per la semplicità e il comfort di guida: l’auto si muove con facilità per le congestionate strade metropolitane, permettendo al fortunato possessore una sfilata in perfetto stile red-carpet.

Dopo essermi lasciato alle spalle le trafficate strade del centro, è il momento di imboccare qualche strada a scorrimento veloce. Credetemi, per quanto possa essere bello “tirarsela” in città, una macchina come questa deve essere vissuta su strade dove possa esprimere (purtroppo solo in parte) il suo immenso potenziale. In procinto di affrontare un lungo rettilineo, la tentazione di scalare due marce e affondare il pedale sull’acceleratore è irresistibile…La spinta del motore, incessante e inesauribile, francobolla letteralmente al sedile e in un attimo ci si trova teletrasportati fino alla fine del rettilineo, sapendo di poter contare sui devastanti freni in carboceramica (che, per inciso, funzionano fin troppo bene). Ad ogni accelerazione corrisponde un orgasmo dei sensi. Il sound del motore, cupo e grave ai bassi giri, segue la curva del sorriso del fortunato guidatore: diventa progressivamente più intenso, fino a raggiungere oltre i 6.000 giri/minuto una tonalità più acuta ed esplosiva (soprattutto selezionando la modalità “corsa”), per far provare al conducente una delle emozioni più intense e vibranti della sua vita. E la cosa più bella è che ad ogni accelerazione la magia si ripete…che auto incredibile!

In poche parole, quando sopraggiunge una Aventador, è come se arrivasse il capo: i passanti la seguono con lo sguardo e gli automobilisti si incolonnano rispettosi alle sue spalle per godere appieno delle sue linee e del suo sound pazzeschi.

Lamborghini Huracán: lo Spitfire del futuro

Dopo aver guidato la Aventador, è il momento di testare l’ultima baby Lamborghini. A onor del vero, i dati prestazionali sembrano certificare che rispetto alla sorella maggiore sia inferiore nel prezzo e in poco altro. Del resto, anche in questo caso stiamo parlando dell’eccellenza italiana (che tutto il mondo ci invidia) unita alla capacità organizzativa tedesca; arte e design del Bel Paese fusi insieme alla precise componenti ingegneristiche teutoniche. Quindi, per favore, non chiamatela baby.

Dal punto di vista delle sensazioni di guida, è incredibilmente facile da guidare nel traffico. Pensavo fosse impossibile, ma la Huracán conferma i progressi fatti da Lamborghini nella fluidità e nel comfort della guida di tutti i giorni. Il confronto è ancora più marcato se la paragoniamo alle Lamborghini di qualche decennio fa…ormai davvero chiunque potrebbe guidare una supercar in città.

Non fraintendetemi, si tratta pur sempre di una supercar dalle potenzialità incredibili: è sufficiente imboccare una superstrada per scoprire che la Huracán ha un’anima marcata e un carattere esplosivo. Impostate il manettino del volante sulla modalità “corsa”, premete a fondo l’acceleratore e scatenate la belva. Oltre alla spinta anche qui devastante, si avverte subito una profonda differenza nel sound del motore. Mentre il V12 della Aventador raggiunge sonorità intense e gravi, quasi da tenore, la Huracán, soprattutto in modalità corsa, è capace di esprimere note inaspettatamente coinvolgenti e scoppiettanti. Ad ogni accelerazione il latrato del motore cresce progressivamente, invadendo l’abitacolo. La meraviglia però secondo me arriva dopo. Infatti, ogni volta che si rilascia l’acceleratore sembra di avere uno Spitfire a pochi centimetri dalle orecchie…pura estasi! Lo scoppiettio in rilascio riporta alla memoria delle sonorità d’altri tempi e conquista in un attimo. Già mi immagino durante il rigido inverno gli ospedali pieni dei possessori di Huracán ammalati di polmonite. Eh già, perché con un sound cosi, la tentazione di viaggiare tutto l’anno con i finestrini totalmente abbassati è troppo forte!

Dopo essermi goduto appieno questo sound incantevole, purtroppo è già il momento di premere per l’ultima volta l’appariscente pulsante di spegnimento: è arrivato il momento di trarre le conclusioni.

Consigli per gli acquisti

Partiamo dal prezzo: vale la pena spendere il 50% in più per assicurarsi una Aventador? Secondo me no…ma forse si. E vi spiego perché.

Nei miei giudizi cerco sempre di essere freddo e imparziale. Il duro lavoro di disegnatori, ingegneri e di tutte le risorse umane impegnate nell’impresa di lanciare un nuovo modello di autovettura merita rispetto e soprattutto un verdetto serio, che possa orientare il consumatore finale. In questo caso però, a meno che non siate un emiro, un ricco imprenditore oppure un calciatore, difficilmente una di queste due incredibili supercar rientrerà nella lista della spesa. A noi comuni mortali non resta che sognare e fantasticare.

Dal momento che però ho avuto la fortuna di guidarle entrambe, ecco i consigli per gli acquisti. A uno sceicco, o a chiunque possieda un’infinita disponibilità economica, consiglierei di acquistarle entrambe. Perchè ognuna possiede un’anima distinta e perché al volante regalano emozioni intense ma diverse. A un ricco imprenditore suggerirei la Huracán. Il prezzo di saldo (rispetto alla Aventador) la promuove probabilmente come la Lamborghini dal miglior rapporto qualità/prezzo nella storia. Inoltre prestazionalmente parlando, sono auto molto simili e quindi da un punto di vista strettamente economico, non vale la pena spendere quasi il 50% in più per due cilindri extra. Infine, a un calciatore che vuole apparire raccomanderei senza dubbio la Aventador Roadster. Per lo meno fino a quando non uscirà la Huracán Roadster (ne riparleremo tra qualche tempo…).

Dalle emozioni non si vorrebbe mai scendere…

Ah, quasi dimenticavo la categoria numericamente più importante: l’uomo comune. A tutti noi che non possiamo acquistarla, come scrivevo non resta che sognare e tifare per una o per l’altra. E in fondo ammettiamolo, con buona pace di tutti coloro che giudicano una supercar solo in base ai “freddi numeri”: nessuno sceglie di comprare un modello o un altro di Lamborghini solo per una questione di performance. Prima di tutto, si sceglie con il cuore…

Io personalmente tifo Aventador. Nonostante gli interni siano meno tecnologici e nonostante prestazionalmente non valga tutti quei soldi in più rispetto alla Huracán, mi sono follemente innamorato di lei. Guidandola ci si sente come quando in radio passa la tua canzone preferita e aspetti che finisca per uscire dall’auto. E’ cosi. Dalle emozioni (e da una Aventador) non si vorrebbe mai scendere…