• pubblicato il 11-02-2013

Land Rover Range Rover: su e giù per il deserto

di Harry Metcalfe

È più lussuosa che mai ma è ancora in grado di affrontare al meglio l'offroad?

VALUTAZIONE
4/5

Il Marocco è un Paese strano. Un momento prima sei lanciato su una strada deserta e un momento dopo avanzi a fatica dietro a carretti stracarichi trainati da muli o motorini con una pecora legata al serbatoio. Il Marocco non è certo l’habitat naturale della Range Rover eppure è proprio qui che l’abbiamo portata, perché in questo angolo a nord ovest dell’Africa si trovano alcuni dei migliori tratti in fuoristrada del mondo.

Facciamo un salto indietro nel tempo fino al debutto della primissima Range Rover: è qui che i boss della Casa volevano presentare al mondo la loro inossidabile ammiraglia. All’ultimo minuto Lord Strokes (all’epoca presidente e responsabile della British Leyland) ha deciso che sarebbe stato troppo costoso e che era meglio spendere quei soldi nel lancio della Triumph Stag. Così il team Range Rover ha messo via la crema solare e ha presentato la macchina su una spiaggia in Cornovaglia.

42 anni dopo sono al volante di una Range Rover di nuova generazione con le gomme sgonfiate a 1,3 atmosfere per guidare sulla sabbia. Sono pronto a partire. Davanti a me c’è una striscia di spiaggia deserta e a qualche chilometro di distanza ci dovrebbe essere una sezione di dune. Non so quanto senso abbia questa sfida in fuoristrada visto l’uso quotidiano che si fa della Range Rover ma non mi lamento perché so che sarà divertente.

Il trucco quando si guida sulla sabbia è conservare sempre molta inerzia e non fermarsi mai. Quando accelero le gomme della Range Rover non trovano grip e sembrano scivolare sulla superficie in continuo movimento sotto di loro. Con il flusso costante di informazioni che mi arriva dal volante è subito chiaro che questa Range è molto diversa dalle antenate. Ovviamente niente di eccelso ma lo sterzo così tipicamente insensibile delle vecchie Rover sembra scomparso.

Alla mia destra ci sono le spettacolari montagne dell’Atlante e davanti a me un’infinita striscia di sabbia. Quando la Defender che mi fa da apripista svolta a sinistra le dune che mi avevano promesso compaiono all’improvviso. Sembra di stare sulle montagne russe. Ci arrampichiamo sulle dune per poi magari scoprire una volta in cima che la discesa è impossibile, a meno di non tuffarsi in verticale. Spesso le discese sono ripidissime, ma fattibili. Con il muso così sollevato da terra la Range può permettersi qualche salto senza rischiare troppo.

Sembra strano trattare così un’auto con un abitacolo talmente lussuoso da fare invidia a una Aston Martin. La sezione della console centrale tra i due sedili anteriori è più alta di prima e ci sono molti meno pulsanti e pomelli incastonati nel legno della sua grossa plancia. Le loro funzioni adesso sono raccolte in un display, molto più pratico.

La vetratura è ampia come si compete a ogni Range Rover, anzi in questa quarta versione è persino maggiore visto che il tetto può essere completamente trasparente. I tecnici mi hanno detto che questo affascinante optional aggiunge 52 kg ma ne vale la pena perché regala un’incredibile sensazione di benessere e di spaziosità, per non parlare della visuale panoramica.

Davanti, l’enorme cofano squadrato è movimentato dalle tradizionali spigolature Range Rover alle estremità, che ti permettono di sapere esattamente dove finisce l’auto. In questa versione però sono meno pronunciate perché il design esterno è stato rivisto e smussato nelle infinite sessioni di galleria del vento a cui questa nuova versione è stata sottoposta. Il risultato è un design indubbiamente moderno ma forse meno maestoso della versione precedente, soprattutto al posteriore che adesso è molto più affusolato e con un lunotto ridotto.

Andare su e giù per queste dune è sicuramente divertente ma ho bisogno di saperne di più sul comportamento della Range in strada. Così mi costringo a fermarmi, rigonfio le gomme e punto verso le montagne dell’Atlante che dividono il Marocco dal Sahara.

Tornati sull’asfalto scopro che questa SDV8 diesel da 340 CV e 700 Nm è una scheggia, come suggerisce il suo 0-100 in 6,9 secondi. A carico parziale si sente un leggero clatter proveniente dagli iniettori; a pieno carico invece la nota del motore cambia trasformandosi in quella tipica di un potente V8. Con otto marce tra cui scegliere, il motore non è mai vuoto di spinta e tenere un buon passo diventa facile.

Ma non è solo il motore che garantisce prestazioni di questa portata. È anche merito della carreggiata allargata e della tecnologia antirollio. Quando si infila in curva non ha più quella tendenza a inclinarsi prima dei cambi di direzione, tipica della Range Rover, anche se c’è sempre un leggero ritardo nella risposta dell’anteriore. L’effetto collaterale di questa nuova agilità è che sei tentato di tirarle il collo, proprio come faceva chi si metteva al volante della Range Rover Sport per la prima volta. Il nuovo servosterzo elettrico dà qualche problema in autostrada: si fa uno sforzo eccessivo per mantenere una traiettoria diritta.

A metà tragitto colgo l’occasione di provare la nuova Range Rover TDV6 3.0, che secondo i tecnici Land Rover potrebbe essere il fiore all’occhiello della gamma (ci sono anche due motori a benzina: un V8 da 375 CV e un V8 con compressore da 510). Il diesel più piccolo, che ha 249 CV e 600 Nm, mi sembra anche più curato della versione V8. Le marce più corte compensano la minor potenza ma la più grossa sorpresa è la sensazione di agilità che secondo i tecnici è merito del peso ridotto dell’auto (la V6 è più leggera di ben 200 kg rispetto alla SDV8) e del motore sull’asse anteriore. La V6 non ha la tecnologia antirollio ma, a meno di non tirare davvero da matti, non se ne accorgerà nessuno. L’unica vera differenza tra le due versioni diesel è che con l’erogazione modesta del V6 di tanto in tanto capita di faticare nei sorpassi, ma è l’unica occasione in cui ti manca davvero la grinta della V8.

Un’altra lunga sezione in fuoristrada ci porta a 2.800 metri di altezza sulle fantastiche Montagne dell’Atlante. Se le prestazioni in fuoristrada della Range Rover sono fantastiche come sempre, è su strada che hanno fatto un enorme passo avanti. L’impressione è che la Range Rover abbia finalmente abbandonato le sue radici campagnole per diventare una vera auto di lusso e adesso è pronta per dare battaglia a rivali di tutto rispetto come la Bentley Continental GT e forse addirittura anche la faraonica Rolls-Royce Ghost. Il fatto che sia in grado di farlo senza rinnegare la sua anima di fuoristrada capace di guadare un fiume o attraversare un deserto è un risultato veramente incredibile.

Ma per tutte queste doti c’è un prezzo da pagare, ovvero tra i 7.000 e i 13.000 euro più del modello precedente. Se i soldi per voi non sono un problema scegliete la Range Rover SDV8 4.4 che offre prestazioni record a costi di gestione ragionevoli.

Con i cerchi da 22 pollici optional e gomme decenti l’handling su strada è di un altro pianeta rispetto al passato. La Range Rover ha sempre offerto un’esperienza di guida unica e questo non cambia, solo che è molto migliorata. Non mi meraviglio che la Bentley abbia dei ripensamenti sulle specifiche della sua attesa SUV ultralusso: questa nuova Range Rover le ha già rubato la scena.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    V8, 4.367 cc, turbodiesel
  • CO2
    229 g/km
  • Potenza
    340 CV @ 3.500 giri
  • Coppia
    700 Nm @ 1.750-3.000 giri
  • Trasmissione
    cambio automatico a otto marce, trazione integrale, Terrain Response, DSC
  • Sospensioni ant.
    doppi bracci, molle ad aria, ammortizzatori adattivi, Dynamic Response
  • Sospensioni post.
    multilink, molle ad aria, ammortizzatori adattivi, Dynamic Response
  • Freni
    dischi autoventilati da 380 mm ant. e 365 mm post., ABS
  • Cerchi
    9,5 x 21" ant. e post.
  • Pneumatici
    275/40 HR21 ant. e post.
  • Peso
    2.360 kg
  • Potenza-peso
    144,1 CV/tonnellata
  • 0-100 km/h
    6,9 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    217 km/h (dichiarata)
  • Prezzo
    123.600 euro
Land Rover Range Rover: su e giù per il deserto

L'opinione dei lettori