• pubblicato il 27-01-2016

Legendary Cars: Lotus Elise GT1 Stradale

di Francesco Neri

Gli anni 90’ hanno partorito vetture stradali incredibili, tra cui alcune vetture stradali derivate dalle competizioni, come la Porsche GT1 e la Lotus Elise GT1

La Lotus Elise GT1 è una chimera, bella quanto rara e terrificante nelle sue prestazioni. Gli Anni Novanta sono stati anni d’oro per le supercar, un periodo caratterizzato dallo strascico degli eccessi turbo degli Anni ’80 e dai motori aspirati affamati di giri nel nuovo decennio.

Tra il 1994 e il 1996, la Casa costruttrice Lotus decise di partecipare al campionato BPR Global GT Series con la sua ultima creazione, la piccola Elise. Il regolamento prevedeva una produzione di una decina di vetture stradali per poter iscrivere l’auto alla competizione; fu così che la Casa di Hethel partorì una delle vetture più folli e incredibili di tutti i tempi.

Esteticamente la GT One ha l’aspetto di un'Elise S1 steroidata. Il telaio in alluminio è l’unica cosa che è stata mantenuta dal modello di serie; mentre sospensioni, aerodinamica, motore, freni, e ogni altro componente, sono stati modificati. Le versioni da competizione costruite furono due: la Lotus Elise GT1 Chevrolet LT5 e la Type 918.

Entrambe, nonostante le carreggiate e il passo allargati, pesavano meno di 1000 kg. La prima montava un motore V8 Corvette aspirato di ben 6.0 litri di cilindrata da 616 cavalli di potenza e con trazione posteriore, mentre la Lotus Type 918 montava il V8 3.5 biturbo della Esprit con una potenza portata a 560 cavalli e una mostruosa coppia di 726 Nm a 3.600 giri.

Sebbene la versione 6.0 litri fosse in assoluto più potente, la versione V8 biturbo spingeva così tanto e con un’erogazione così brusca da risultare molto più impegnativa da guidare.
La versione stradale montava lo stesso V8 3.5 biturbo, ma con una potenza più umana di “soli” 350 cavalli a 6.500 giri e 400 Nm di coppia a 4.250 giri.

Per mettere a terra tanta esuberanza, la GT1 montava pneumatici da 275/35 ZR 18 all’anteriore
e addirittura da 345/35 ZR18 al posteriore. Il problema è che quando gli enormi pneumatici posteriori smettevano di mordere, il sovrasterzo si faceva rapido e difficile da controllare.

La vettura pesava poco più di 1050 kg in ordine di marcia ed era in grado di bruciare lo 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e di fraggiungere una velocità massima di 320 km/h. Provate ad immaginare cosa siano 320 km/h su una Lotus Elise, con tanto di V8 urlante e turbine che soffiano, il tutto su un’auto in grado di circolare tranquillamene su strada.

Pare che in Inghilterra ci sia addirittura un esemplare stradale di Lotus GT1 ex competizione con 600 CV. Di fronte ad un rapporto peso potenza del genere, persino le migliori supercar moderne suderebbero a freddo.

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