• pubblicato il 07-07-2015

Lotus Elise, la (seconda) auto perfetta

di Francesco Neri

Poche auto posso offrire un'esperienza di guida così pura e divertente come la Lotus Elise, e oggi si possono trovare diversi esemplari usati ad un prezzo accessibile

Con il superbollo, il prezzo della benzina e i controlli fiscali, le auto sportive diventano uno sfizio sempre più difficili da gestire. È un argomento battuto e ribattuto, ma questo è.

Chi era un felice possessore di Porsche Carrera ora è un felice possessore di Mercedes Classe A 45 AMG che per via della cilindrata di 2000 cc, permette di non essere setacciati della finanza.

Una buona soluzione per tutte le tasche è quella di acquistare una seconda auto, magari usata, e magari veloce senza essere esageratamente costosa da mantenere.

Perfetta come seconda auto

Da questo punto di vista, la Lotus Elise è una delle vetture migliori che si possano trovare. Non solo si può trovare a prezzi abbordabili e rivenderla dopo qualche anno allo stesso prezzo - cosa ormai rara quando si tratta di auto sportive – ma è anche una delle auto più divertenti da guidare che ci sia e a meno che anche la vostra prima auto non sia una Lotus, vi offrirà un’esperienza di guida incredibilmente“diversa” da quella di un’auto da tutti i giorni.

Personalmente l’idea di usare hatchback diesel che fa i 24 km con un litro per andare al lavoro e l’Elise il fine settimana sembra una delle combinazioni migliori che un uomo “dalla tasche medie” possa scegliere.

Per chi non la conoscesse bene, l’inglesina della Casa di Hethel l’anno prossimo compierà trent’anni, e dalla sua nascita nel 1996 non è cambiata molto.

La prima Elise

La Mk1 era dotata di un motore 1.8 Rover serie K da 120 cv, che servivano a muovere un’auto di 720 kg e bastavano a spingerla da 0 a 100 km/h in 6,1 secondi. La leggerezza e l’essenzialità dell’Elise rispecchiano totalmente l’idea di auto sportiva di Colin Chapman. Il telaio in alluminio-silicio pesava solo 68 kg, i freni non erano servoassistiti, come pure lo sterzo.

La Mk1 era un po’ rudimentale e il suo passo corto e l’assetto aggressivo la rendevano parecchio sovrasterzante, ma grazie al suo peso (leggero in modo imbarazzante) e alla sua semplicità è anche una delle Elise che offre l’esperienza più pura. La trasmissione, anch’essa Rover, era a 5 rapporti ed era montata trasversalmente.

Ci furono diverse versioni con diverse potenze, dalla Elise 111s alla Sport 135, fino ad arrivare all’incredibile Elise GT1 (chi ha giocato a gran turismo non può averla dimenticata) da gara con motori V8.

La seconda generazione

La seconda serie dell’Elise (2001-2004) era caratterizzata da una nuova linea nata dalla matita di Steve Crijns. Questa nuova Elise dotata di fari a goccia e linee più nette e aggressive ha mantenuto intatto il piacere di guida della versione precedente, ma l’assetto è stato rivisto per essere un po’ più sottosterzante e guidabile da tutti.

Il salto più importante, per quanto riguarda la seconda serie, è stato fatto nel 2004: visti i limiti del motore Rover (la guarnizione della testa costituita in origine da materiale plastico era inadeguata, e il frequente cedimento della stessa causava il mescolamento dei liquidi o il loro passaggio nelle camere dei cilindri, con conseguenti gravi danni) si è optato per l’unità Toyota VVTL-i dotato di fasatura variabile, in grado di erogare 192 cv a 8.000 giri/minuto.

Dal mio punto di vista, è proprio questa la più eccitante delle Elise: il motore dopo i 6.000 giri si trasforma e il suono e la spinta crescono di pari passo in una corsa forsennata verso il limitatore. D’altronde, si sa, gli aspirati ad alto numero di giri sono sempre i motori più racing ed emozionanti, almeno per quanto riguarda la pista. Chiedo scusa ai rallysti.

L’Elise SC (2006), dotata di compressore volumetrico Eaton M62, sprigiona 220 cv e molta più coppia della sorella a motore aspirato, ma l’erogazione è più fluida e meno entusiasmante.

Nello stesso anno anche la versione entry-level cambia motore, montando un Toyota 1ZZ-FE da 136 cv. Esteticamente uguale alla R, la Elise S è tutt’ora considerata dagli amanti della Lotus la versione più sfruttabile e genuina della gamma. Vengono anche aggiunti gli airbag come optional (poi di serie nel 2008), acceleratore fly-by-wire e luci a LED posteriori.

L'Elise di oggi e il mercato dell'usato

A causa delle normative anti inquinamento, nel 2010 le motorizzazioni sono state riviste, come pure la linea della vettura. Il 1.8 è stato sostituito da un più piccolo ed efficiente 1.6, sempre Toyota, da 136 cv di potenza.

La versione più potente di questa nuova serie è l’SC, dotata dello stesso 1.6 ma con compressore volumetrico, i cavalli sono 220 e la coppia di 250 Nm, sufficienti a sparare la piccola Elise da 0 a 100 in 4,6 secondi.

Oggi sul mercato dell’usato si possono trovare moltissimi esemplari in buone condizioni e a prezzi ragionevoli. Da 16.000 fino ai 40.000 euro, ce n’è per tutti i gusti.

È importante valutare quali vetture sono state usate molto in pista e controllare le guarnizioni della testa delle vetture equipaggiate con il Rover Serie K.

Detto questo, la scelta è davvero immensa, e le versioni speciali con colorazioni da corsa, edizioni limitate o elaborate si sprecano. Come ho già detto, il fatto di essere una vettura unica nel suo genere rende all’Elise  un’auto che tiene molto bene il valore nel tempo, e emozionante come poche.

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