• pubblicato il 09-09-2013

Lotus Evora S Sports Racer: un'alternativa tutta inglese alla nuova Porsche Cayman S

di David Vivian

La versione da 350 CV della coupé sportiva di Hethel

VALUTAZIONE
4,5/5

IL FUTURO DELLA LOTUS sarà anche incerto e preoccupante, ma è incredibile la differenza che una o due mani di vernice nero lucido possano fare.

Una volta la Evora aveva un look ben poco interessante. In parte era colpa della sua forma poco coerente (ma necessaria a ospitare la configurazione +2 e con alcuni dettagli notevoli) e in parte perché molti esemplari (anche se il termine “molti” non è corretto, c’è gente che ancora non ne ha mai visto una in giro) avevano una colorazione di un insipido color pastello.

Questo ovviamente non è per forza un male. Persino l’Evora mossa dal V6 3.5 Toyota da 280 CV è un piccolo razzo, quindi il suo look poco appariscente potrebbe essere un alleato utile se hai fretta e non vuoi scocciatori o se vuoi semplicemente goderti la sublime dinamica del telaio che ha aiutato l’Evora a vincere l’Ecoty del 2006. Però, per essere una coupé sportiva ad alte prestazioni e non proprio a buon mercato, quell’estetica vistosa e affascinante quanto un lampione è un po’ deludente.

Viste queste premesse, sono rimasto scioccato dall’esperienza al volante di una Evora S Sports Racer lungo la via principale della piccola cittadina di Whitstable un sabato mattina. Forse solo Justin Bieber nudo in mezzo alla strada avrebbe fatto girare più teste o scattare più foto con i telefonini. È vero, noi di EVO ci siamo un po’ abituati con le solite supercar, ma per l’Evora, un tempo fin troppo discreta, riuscire ad attirare così tanta attenzione è una vera svolta.

Probabilmente, nel caso di questo esemplare è merito della vistosa livrea rossa e nera e della sua capacità mimetica di sembrare una supercar. A guardare le specifiche, la Evora S da 350 CV e 400 Nm non è più sportiva o corsaiola della versione standard, che già di suo tocca i 277 km/h e stacca lo 0-100 in poco meno di 5 secondi. Ma a giudicare dal look non si direbbe proprio. Livrea a parte, in realtà l’unica differenza rispetto alla Evora di serie è questa: praticamente tutti gli optional della versione standard qui sono inclusi nel prezzo. Il risultato è una Evora più incisiva e sexy da divorare con gli occhi e con un bel “valore aggiunto” in termini di optional. Ma non so se le basterà per essere all’altezza della brillantissima nuova Porsche Cayman S, che tra l’altro costa meno.

Per il colore di base della livrea si può scegliere tra quattro opzioni: rosso, bianco, blu e grigio scuro. Il nero lucido è riservato al tetto, allo splitter anteriore, ai longheroni sottoporta (che la snelliscono ai fianchi, e ci voleva), al diffusore posteriore e ai cerchi in lega (da 19 davanti e da 20 dietro, avvolti da Pirelli PZero Corsa).

Dentro, i Recaro in pelle con le cuciture rosse a vista sono spettacolari, come anche i due sedili posteriori (anche se forse per dimensione non meritano questo nome), mentre la plancia è ricoperta di un tessuto dall’effetto scamosciato che ricorda un po’ la Ferrari F40. È un valido tentativo di migliorare quello che è sempre stato il tallone d’Achille della Evora: gli interni poco curati. La qualità è sicuramente cresciuta nel corso degli anni, ma c’è ancora parecchio da fare. La chiave di avviamento per esempio continua a sembrare quella di un vecchio Ford Transit e la strumentazione non è il massimo. Il sistema di infotainment e il navigatore poco intuitivi (che fanno parte del cosiddetto Tech Pack) e la terribile leva del cambio in plastica cromata non aiutano. Sono fuori luogo rispetto agli eleganti pulsanti in alluminio, al pomello del cambio anche lui in alluminio e alla sensazione di solidità priva di vibrazioni che trasmette il nuovo abitacolo.

Prima ho detto che la Sports Racer non è una sportiva: beh, a ben guardare non è proprio così. Lo Sport Pack, di solito in opzione, qui è di serie e comprende lo scarico sportivo, i dischi forati e il pulsante Sport che affila la risposta dell’acceleratore e mantiene aperta la valvola di scarico rendendo più profondo e incisivo il sound, con tanto di brontolii e scoppiettii. Infine c'è il Tech Pack che, oltre al navigatore, comprende l'impianto audio potenziato, la telecamera posteriore e un quadrante per monitorare la pressione delle gomme.

Entrare è un po' un'impresa: se il sedile non è completamente arretrato, bisogna avere buona mira per infilare le gambe nella stretta apertura tra la portiera ed il posto di guida. Una volta stretti nell'abbraccio dei Recaro è tutto molto intimo e confortevole, con una buona visibilità anteriore e sufficiente visibilità posteriore per accorgersi se qualcuno sta cercando di sorpassarvi. Anche se è molto improbabile...

Io e il fotografo Dean Smith ci siamo dati appuntamento a Beachy Head, vicino a Eastbourne. Per essere esatti ci vedremo al Birling Gap Hotel, che segna la fine di una delle migliori strade della zona. È un nastro d'asfalto stretto e magico, in certi punti strapieno di dossi e sconnessioni, che si attorciglia su se stesso incidendo una pianura verdeggiante per poi trasformarsi in un rettilineo di quasi due km che termina davanti all'hotel. Anche se è un breve tratto, è molto impegnativo per le sospensioni e richiede un estremo controllo sulle superfici così variabili, sulle contropendenze e sui piccoli crateri potenzialmente in grado di piegare i cerchioni.

Ma per la Lotus non è certo un problema. Lo sterzo è abbastanza leggero e smussato e rende poco incisivo l'ingresso in curva ma in compenso è molto accurato e i suoi feedback sono così calmi e decisi che ti danno sempre il tempo e la sicurezza necessari a spingere di più, allo stesso tempo evitando le numerosissime buche. Non mi viene in mente nessun'altra auto capace di tenere un ritmo così elevato su qualsiasi tipo di strada, con un magico mix di controllo e coerenza di grip su ogni genere di superficie, e con un comportamento altrettanto neutrale.

Il V6 Toyota ha una buona spinta anche ai medi regimi: con lui andare veloce è veramente facile, un'impressione sottolineata dall'ottima guidabilità e dalla raffinatezza della Evora. Anche il sound del V6 dietro le spalle ha una nota piacevole, senza essere mai sguaiato, mentre la forza e la sensibilità dei freni sono da numero uno. Il modo in cui la Evora riesce a sembrare compatta da guidare, si aggrappa testarda all'asfalto e si lascia andare con grazia e progressività ha del miracoloso. In rettilineo va veramente forte e sulle strade più tortuose e impegnative sembra imbattibile.

E tutto questo nonostante i suoi 1.436 kg, un peso che Colin Chapman avrebbe considerato piuttosto imbarazzante. Probabilmente non gli sarebbero piaciute nemmeno le cambiate un po' troppo lente quando cerchi di affrettare le cose, anche se sono comunque più precise di una volta. A parte questi piccoli difetti, la Evora sembra il frutto di una mente geniale. La nuova Porsche Cayman S sarà altrettanto veloce e tra le due è sicuramente più completa e sfruttabile. E costa pure meno. Ma per chi vuole farsi notare al volante di un'inglese prestazionale con un handling e una guidabilità come nessun'altra, la Evora SR è unica e inimitabile.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    V6, 3.456 cc, compressore
  • CO2
    229 g/km
  • Potenza
    350 CV @ 7.000 giri
  • Coppia
    400 Nm @ 4.500 giri
  • 0-100 km/h
    4,8 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    277 km/h (dichiarata)
  • Prezzzo
    77.300 euro
Lotus Evora S Sports Racer: un'alternativa tutta inglese alla nuova Porsche Cayman S

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