• pubblicato il 24-08-2016

Mazda Mx-5 2.0 160 CV, le sensazioni a bordo della spider più amata del mondo

di Francesco Neri

Le sensazioni che vi trasmette la Mazda Mx-5 sono uniche, e vanno ben oltre le prestazioni pure

Per come la vedo io, la Mazda Mx-5 è un’auto ribelle. Non le interessano numeri e tempi sul giro, come alla gran parte delle sportive attuali, va dritta al cuore. Cabrio, manuale, trazione posteriore, motore aspirato, e un look deciso e mascolino.

Più leggera, più veloce

Girandoci attorno trovo dei richiami alla Jaguar F-Type nel posteriore e alla Viper nel frontale, con il cofano lungo e i fari cattivi e sottili, ma forse perché ho la vista appannata. Quest’auto è divertente, lo è davvero. Non è professionale e teppista come la Toyota GT86, auto simile per molti aspetti, ma vi stuzzica tutti i sensi e vi conquista con il suo carattere.

Il motore 2.0 Skyactiv-G è una sorpresa: è elastico e dal sound squisitamente metallico, ma bisogna comunque spingere la lancetta verso la zona rossa per godere di quello che ha da offrire. I cento chili in meno rispetto alla precedente generazione regalano alla Miata una velocità che non mi aspettavo. I dati dichiarano uno 0-100 km/h in 7,3 secondi e 214 km/h di velocità massima; non sono numeri impressionanti, ma la sensazione di velocità che trasmette la spider giapponese è decisamente amplificata.

Immediata e propensa a giocare

Va forte, più forte di quanto dovrebbe, anche perché non è un’auto perfettamente a suo agio nella guida al limite.
Non bisogna guidare come Colin McRae per godersi la Mazda Mx-5, ma basta passeggiare o, meglio, trottare. La trazione posteriore aiuta sempre a chiudere la curva, e dalla schiena - più che dallo sterzo - arrivano un sacco di informazioni chiare e confortanti. Questo non significa che la Mazda Mx-5 si metta di traverso col pensiero (bisogna cercarlo il sovrasterzo di potenza), ma si sente lavorare il differenziale autobloccante posteriore ad ogni scalata e ad ogni curva stretta.
In effetti si percepisce bene ogni parte meccanica dell’auto che lavora, una caratteristica sempre più rara nelle auto moderne. Il cambio è un vero monumento alla guida analogica: la leva è corta, il pomello e solido e gli innesti sono secchi e precisi. È così un piacere da manovrare che ci si ritrova ad ingranare più marce del dovuto solo per il piacere di farlo.

Ad andature normali cambiare diventa più o meno un optional: il motore quattro cilindri 2.000 cc da 160 CV e 200 Nm di coppia è così elastico che potrete girare in sesta a 50 km/h senza battere ciglio, ma che gusto c’è? Esplorare la zona rossa del contagiri (il limitatore è a 6.000 giri/min) è molto più gratificante, oltre che appagante per le orecchie, vostre e dei passanti. Il grido del motore è metallico senza essere assordante, vagamente retró e soprattutto genuino.

Lo sterzo è buono per progressione e peso, ma non vi racconta tutto ciò che volete sapere, soprattutto in velocità; tuttavia questo non rovina affatto l’esperienza di guida, anche perché la quantità di grip a disposizione la si percepisce chiaramente con i fianchi. Giocare con i trasferimenti di carico è facile - anche perché la MX-5 rolla abbastanza - e a metà curva si può cambiare l’equilibrio dell’auto da sottosterzante a sovrasterzante.

È incredibile come potrete affrontare la stessa curva in una moltitudine di modi diversi. Potete entrare puliti, con poco sterzo, mirare la corda e lasciare scorrere l’auto piatta verso l’esterno aprendo sterzo e dando gas; oppure potete entrare decisi, dare un colpo di sterzo in inserimento (e di freno se necessario) e uscire dalla curva con una leggera derapata e il gas spalancato. Oppure, entrare lenti con il pedale destro sepolto e aspettare che il differenziale faccia il suo lavoro e le Bridgestone Potenza posteriori comincino a stridere.

Tuttavia, non è un’auto pensata per il drift: c’è troppo grip per far si che le gomme girino vorticosamente e il ritorno dello sterzo rende difficile controsterzare con precisione; così vi ritroverete a fare delle sbandate bervi e corte, ma estremamente eccitanti.

Conclusioni

È difficile paragonare la Mazda Mx-5 ad un’altra auto, forse perché la sua più grande rivale è la versione che la precede. Quest’ultima generazione è più piccola, leggera, cattiva e veloce, ma allo stesso tempo dispone di una quantità di accessori e di un livello di finiture notevoli. Credo però che le qualità della spider di Hiroshima si misurino con il sorriso che vi stampa sulla fronte. La Mx-5 è una di quelle auto che vi invogliano a percorrere la strada più lunga per tornare a casa, anche quando piove.

È un’auto estremamente godibile da chiunque, da chi vuole passeggiare al mare a chi ama bruciare gomme ai trackday. Non bisogna essere dei piloti o dei maghi del controsterzo per godere delle sue qualità; il rapporto che si instaura con lei è così intimo che qualsiasi tratta, lenta o veloce che sia, diventa una gioia per i sensi.

Le qualità dinamiche di questa nuova generazione non sono state intaccate, anzi: la versione 2.0 ha potenza da vendere e il differenziale autobloccante permette quelle manovre da teppista che ogni appassionato brama, il tutto ad un prezzo di 29.950 euro. Lunga vita alla Mazda Mx-5.

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