• pubblicato il 16-06-2015

Hypercar McLaren: sorelle di epoche diverse

di Francesco Neri

Le due supercar di casa McLaren sono molto diverse tra loro, ma entrambe sono la massima espressione della tecnologia del periodo storico a cui appartengono

Negli anni le supercar e le hypercar hanno cambiato i loro obbiettivi, focalizzandosi quasi esclusivamente sul tempo sul giro che sono in grado di fare al ‘Ring, piuttosto che sulla velocità massima. Basta osservare due figlie delle Casa di Woking, la leggendaria McLaren F1, e la sua nipote dei nostri giorni, la P1.

Queste due auto, più di qualsiasi altra coppia, rappresentano un affresco del periodo storico in cui sono state concepite.

La F1, prodotta dal 1993 al 1998, è stata costruita in pochissimi esemplari e tutt’ora vanta delle prestazioni strepitose. Il suo motore 12 cilindri a V di 60 gradi da 6 litri naturalmente aspirato è stato sviluppato da BMW ed è da molti ritenuto il “migliore aspirato” del mondo. I 627 cv a 7.500 giri, rapportati ad un peso piuma di 1.139 kg, portavano il suo rapporto peso potenza a 1,75 Kg/cv.

La tecnologia utilizzata nei primi anni Novanta era slegata dal concetto di elettronica: niente ABS né traction control, il cofano era coperto da un velo d’oro per dissipare meglio il calore, il cambio manuale a 6 rapporti era dotato di una frizione a tre dischi in carbonio che richiedeva di essere cambiata ogni 5.000 km e il sedile del guidatore era posto al centro per ottimizzare la distribuzione delle masse (la F1 ha tre posti).

Tra le soluzioni all’avanguardia vantava anche l’aerodinamica attiva per aumentare l’effetto suolo, regolata da tre ventole che determinano lo spessore dello strato sottoscocca.

Durante gli anni ’90 il tempo sul circuito del Nürburgring non era importante come oggi, e il valore preferito di riferimento per i costruttori era la velocità massima. Oggi, con i launch control e il cambio al volante, lo scatto da 0 a 100 non è più un dato così rilevante, e la velocità pura è stata sacrificata in nome della deportanza estrema e del tempo secco sul giro per dimostrare alla concorrenza chi comanda.

Nel 1993 la F1 vantava dei numeri sbalorditivi, staccava lo 0-100 in 3,2 secondi e raggiungeva la velocità massima di 386 Km/h, incredibile se pensate che, oggi, la McLaren P1 con 916 cv stacca lo 0-100 in 2,8 secondi e raggiunge “solo” i 350 km/h.

La P1 è senza ombra di dubbio figlia di questo secondo decennio degli anni 2000, costosissima, turbo e… Ibrida. Ci saremmo fatti della grasse risate se ai tempi della F1 ci avrebbero detto che l’erede spirituale di casa McLaren sarebbe stata spinta per buona parte da batterie.

Questa vettura, in comune con la sua antenata, ha solo la il fatto di essere la massima espressione artistica, tecnica e tecnologica di Casa McLaren, oltre alla peculiare caratteristica (nonostante le prestazioni) di essere stata progettata come una vettura confortevole e utilizzabile quotidianamente. Per quanto riguarda il resto, non potrebbero essere più diverse.

La P1 monta un motore V8 di 3.8 litri  sovralimentato, derivato da quello della MP4-12C, che sviluppa 737 CV ed è abbinato a un altro motore elettrico da 179 CV per un totale di 916 CV e quasi 900 Nm di coppia massima scaricati sul solo asse posteriore. Le batterie gestite da questo sistema sono divise in 6 moduli con 56 celle ciascuno e hanno una durata prevista di 10 anni.

Anche sulla P1 l’aerodinamica è attiva, ma gran parte del lavoro lo fa l’enorme alettone posteriore, che si apre completamente in frenata e in modalità “Race” fornisce il massimo della deportanza possibile.

La caratteristica configurazioni a tre posti con il volante centrale della F1 è scomparsa, lasciando spazio ad un “normale” abitacolo a due posti.

Per ogni appassionato di motori entrambe queste vetture rappresentano un sogno, il classico poster da tenere in camera, e allo stesso tempo delle opere di ingegneria maestose.

Ci riesce difficile immaginare tra vent’anni che caratteristiche potrebbe avere un’eventuale erede, dato il livello di prestazioni raggiunte dalle hypercar di oggi, e quali soluzione tecniche verranno adottate, ma siamo altrettanto sicuri che avremmo il loro poster sopra il letto.

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