• pubblicato il 02-09-2013

Mercedes A 45 AMG: una rivale all'altezza della BMW M135i?

di Jethro Bovingdon

La compatta sportiva della Casa di Stoccarda inaugura un nuovo corso

VALUTAZIONE
4/5

Chiudete gli occhi e pensate a una AMG. Scommetto che l’auto che avete in mente è una grossa berlina con un rumoroso V8, le ruote che pattinano e il fumo acre delle gomme che esce dai passaruota posteriori. Le AMG ci piacciono per questo. Nessun appassionato può restare indifferente di fronte alla AMG e alla sua dedizione ai motori a otto cilindri, ai burnout e ai sovrasterzi di potenza. Se queste sono le premesse, come dobbiamo considerare la nuova A45 AMG con il 4 cilindri in linea e la trazione integrale?

Guardiamola meglio: questa hatchback ha il motore trasversale e la trazione anteriore, che però all’occorrenza può inviare fino al 50 per cento di coppia al posteriore. Il suo 2 litri è un quattro cilindri in linea con un solo turbo twin-scroll, forse la miglior espressione della moderna tendenza al downsizing. Ci interessano anche i consumi? La A45 fa i 18,5 km con un litro. Ma di sicuro non è per questo che le cartelle stampa parlano fino alla nausea del suo “affascinante DNA AMG” e della sua stretta parentela con la SLS AMG a livello di cambio e motore. Ci sono invece altri indizi che fanno pensare che questa nuova Classe A saprà fare sul serio, meritandosi quello stemma AMG e dimostrandosi un vero successo. Per esempio: il motore è costruito a mano da una sola persona, proprio come il V8 6.2 della SLS Black Series e il V8 5.5 biturbo della E63, ed eroga la bellezza di 360 CV a 6.000 giri e 450 Nm tra i 2.500 e i 5.000 giri. La A45 monta uno Speedshift AMG doppia frizione a sette marce e con l’aiuto di un launch control denominato “Race Start” tocca i 100 in 4,6 secondi, nonostante il peso non proprio piuma di 1.555 kg. Se siete disposti a pagare i soldi in più per l’AMG Performance Package sfreccerete a 250 km/h prima che intervenga il limitatore elettronico a rovinarvi il divertimento. Sono ottime prestazioni se considerate il suo prezzo di 44.000 euro.

I 180,8 CV/litro del motore suggeriscono una bella spinta e una dinamica incisiva ma quando ci si mette al volante la sensazione è quella di un’auto prima di tutto ben fatta. I sedili sportivi a guscio con i dettagli rossi e i fori per far passare le cinture sono davvero rigidissimi ma sembrano perfetti per farvi divertire. Il volante è abbastanza grosso ma la presa in Alcantara è deliziosa e la plancia in pelle con effetto carbonio, le ventole d’aspirazione con il bordo rosso, il tachimetro e il contagiri con la cornice interna in carbonio dimostrano che questa macchina è stata curata in ogni dettaglio. L’abitacolo è di qualità e si sente.

All’accensione il motore sbraita di botto prima di assestarsi al classico minimo borbottante di un quattro cilindri con grossi tubi di scarico. Non è un suono piacevole, però è eccitante e molto meccanico. Sentendolo sai che il motore è pronto a prenderti a calci quando vuoi.

Con la A45 non sarà solo la tua parte posteriore ad avere qualche livido: a giudicare dalla sua guida rigidissima, che prende le buche e salta sui dossi con violenza anche a velocità ridotta, potrebbe fare del male anche a chi è abituato alla Mégane Cup. Eppure c’è persino un optional che irrigidisce le sospensioni. Ovviamente noi lo sconsigliamo…

Ma se la guida rigidissima all’inizio è scoraggiante, l’accoppiata motore-trasmissione non potrebbe essere meglio di così. Il turbo twinscroll riduce al minimo il lag della risposta ed è un vero divertimento andare oltre il medio regime così ricco di coppia, perché sopra i 5.000 giri il motore sembra ritrovare energia e sbraita fino a 6.500 con la ferocia che ci si aspetta dai suoi 355 CV. E poi che meraviglia sono i fuochi d’artificio che escono dagli scarichi ogni volta che si taglia l’alimentazione salendo di marcia con i paddle! O i botti e gli scoppiettii dallo scarico quando si rallenta il ritmo! A livello di spettacolarità e di senso dell’umorismo la Mercedes batte la rivale M135i dieci a zero. Da queste prime impressioni direi che la A45 sembra una vera AMG.

Ma quando approfondisci il discorso iniziano a emergere i primi difettucci, molti dei quali la A45 li condivide con le altre AMG. Il principale è il doppia frizione a sette marce. Quando si sale di marcia è fantastico: veloce e grintoso e con un sound gratificante. Quando invece si deve scendere di marcia, il cambio è riluttante a scalare in ingresso di curva anche quando ci si trova nel regime ideale. La A45 ha coppia sufficiente per tirarti fuori anche con una marcia più alta del necessario, ma è frustrante quando vorresti lanciarti nelle curve sfruttando tutta la sua furia e invece ti ritrovi a fare cilecca e a dover chiedere due volte alla AMG di scalare.

Nelle situazioni normali la modalità Comfort del cambio è molto pigra e questo sicuramente contribuisce a tenere bassi i consumi. Come molte auto del gruppo Volkswagen con cambi simili, anche sulla A45 AMG c’è un fastidioso ritardo quando si vuole uscire a razzo da una rotonda o da una curva. La modalità Sport va un po’ meglio e non è così aggressiva come sulle versioni inferiori di Classe A, consentendo una guida fluida in città ma facendovi divertire e mettendo a segno cambiate precise e decise quando volete alzare il ritmo.

Come il cambio, anche l’ESP ha tre modalità: On, AMG Sport e Off. La A45 ha anche l’ESP Curve Dynamic Assist, che funziona come una specie di torque vectoring, frenando le ruote interne anche quando si decide di guidare senza i limiti imposti dall’elettronica. Se si toccano i freni a metà curva, l’ESP si riattiva immediatamente nel timore che stiate perdendo il controllo o facendovi prendere dal panico. Anche se è difficile farsi prendere dal panico o perdere il controllo sulla A45: l’Haldex 4matic system offre tantissima trazione, una stabilità eccellente e molta regolarità (anche se molti preferiscono le AMG quando vanno di traverso).

Ad alta velocità, la guida perde quel pizzico di rigidità che la rende accettabile e nelle buche più profonde l’auto sobbalza in maniera allarmante, nonostante il controllo del rollio sia sempre molto alto, anche sui dossi, quando il peso dell’auto va fuori fase rispetto alle sospensioni. La A45 di default tende a un leggero sottosterzo, anche nella modalità AMG Sport, che in teoria spinge il sistema integrale a inviare più trazione all’anteriore. Nelle curve a bassa e media velocità non si nota e la A45 sembra una trazione anteriore con molta trazione, ma senza l’agilità di molte rivali. Diventa infine più eccitante nelle curve veloci, dove si sente davvero il posteriore che entra in gioco.

La AMG avrebbe potuto trovare un miglior equilibrio tra la stabilità alle basse velocità e la vivacità alle alte per rendere più accessibile e allo stesso tempo divertente la A45. Ma forse in pista questo squilibrio si noterà di meno. I freni in compenso sono all’altezza di qualsiasi ritmo vogliate tenere, anche se il pedale è posizionato un po’ troppo in alto rispetto all’acceleratore.

Il nostro tempo a disposizione con questa nuova AMG è finito, anche se avremmo voluto guidarla più a lungo, su strade più varie e magari confrontarla con qualche rivale. Ma anche così non c’è dubbio che questa piccola Mercedes A45 abbia il DNA della AMG, specialmente nell’accoppiata motore-trasmissione. E non c’è dubbio nemmeno sul fatto che le manchi una parte di quella espressività delle AMG meglio riuscite e che lo sterzo leggermente pesante e poco comunicativo e l’equilibrio spesso sterile non le permettano di brillare e di coinvolgere come invece sa fare la rivale BMW M135i. Vedremo…

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    4 cil. in linea, 1.991 cc, turbo
  • CO2
    161 g/km
  • Potenza
    360 CV @ 6.000 giri
  • Coppia
    450 Nm @ 2.500-5.000 giri
  • 0-100 km/h
    4,6 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    250 km/h (autolimitata)
  • Prezzo
    44.000 euro
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