• pubblicato il 12-08-2013

Mercedes SLR McLaren Edition: a volte ritornano

di Richard Meaden

Come sarebbero andate le cose se in giro ci fossero state più McLaren e meno Mercedes?

VALUTAZIONE
/5

TRA TUTTE LE SUPERCAR che hanno visto la luce all’inizio del nuovo millennio, la più incompresa forse è stata la Mercedes SLR McLaren. È come se non sapesse che cosa voleva essere: già dal nome si capiva che era un’eterna indecisa. E così, anche se aveva un look favoloso e prestazioni incredibili, unite a tantissima tecnologia, sfruttabilità e un peso contenuto, non è riuscita a conquistare gli appassionati del settore, che le hanno sempre preferito la seducente Ferrari 575 e la sublime Porsche Carrera GT.

Ma anche se la SLR ha fatto flop e non è stata all’altezza delle enormi aspettative dei suoi creatori (il team di Formula 1 inglese e la Casa della Stella che ha fornito il motore), i suoi proprietari hanno apprezzato, e molto, quello che aveva da offrire. I numerosi eventi organizzati hanno contribuito a creare un senso di appartenenza e di comunità e la continua evoluzione della SLR ha portato molti a vendere la prima per comprarsi la versione successiva o a mettersele tutt’e due in garage.

Oggi, sfrucugliando un po’ le offerte sul web si riesce a trovare una delle prime SLR per 180.000-250.000 euro. Cifre interessanti per una macchina tutta in carbonio che supera i 320 km/h, soprattutto se questa macchina ha il look di un missile, la qualità e la resistenza di una Mercedes e il pedigree sportivo della McLaren. Adesso che la SLR in tutte le sue versioni è uscita di produzione, per quello strano processo di assoluzione riservato alle auto non proprio perfette – come l’enigmatica McMerc – la fortuna della SLR potrebbe finalmente girare: oggi i tempi sono maturi per un revival.

Tanto per non sbagliare, la McLaren MSO (che sta per McLaren Special Operations, il braccio “armato” della Casa inglese) è ricorsa a tutto il repertorio per creare l’equivalente automobilistico di un sicuro blockbuster e il risultato è il pacchetto della SLR McLaren Edition.

Come per tutte le creazioni della MSO, anche in questo caso al centro della rielaborazione della SLR c’è la massima personalizzazione disponibile, oltre al valore aggiunto di poter attingere alle migliorie meccaniche ed estetiche che nel corso degli anni la McLaren ha sviluppato per le proprie vetture. Il che significa che non ci sarà una SLR McLaren Edition uguale a un’altra. L’auto che abbiamo provato noi, quindi, è solo un esempio di come può essere la nuova SLR. Questo esemplare è bastato sulla Roadster 722 S, con una bella ripassata alla carrozzeria: c’è un nuovo anteriore (con uno splitter frontale molto più sporgente), le prese d’aria davanti alle ruote anteriori ristilizzate, lo spoiler e il nuovo diffusore più aggressivi. La livrea, i rivestimenti interni, i dettagli sono stati creati su precisa indicazione del cliente, così come i sedili.

Meccanicamente, la SLR Edition non esce troppo dal seminato, perché la McLaren non vuole comprometterne l’affidabilità e la conformità con il Type Approval delle SLR di serie. Ma questo non ha impedito alla MSO di migliorare la nuova SLR Edition, sia applicando alle prime versioni elementi delle versioni successive sia attraverso miglioramenti semplici e logici che non richiedono una rielaborazione profonda dell’auto. Alcune di queste migliorie, come il diffusore posteriore e il nuovo sistema di raffreddamento, sono prese dalla variante in edizione limitata Stirling Moss del 2009 mentre altre, come le modifiche al servosterzo, sono state progettate direttamente dalla MSO. Molte persone dell’MSO all’epoca hanno lavorato alla progettazione delle auto originali quindi nessuno le conosce meglio di loro.

Anche se nessuno osa dirlo ad alta voce, adesso che la partnership ufficiale tra Mercedes e McLaren è terminata, i ragazzi di Woking non vedono l’ora di mettere finalmente mano a quello che in origine non era tanto il frutto di una collaborazione ma di uno scontro. Persino i dettagli sono stati decisi combattendo con le unghie e con i denti: per esempio le pinze dei freni che adesso hanno il logo McLaren. O le prese d’aria laterali che adesso hanno il marchio della Casa inglese, quella specie di virgola in stile Nike. Tra quello e l’arancione brillante di carrozzeria e interni è evidente che i tratti McLaren emergono sempre di più, mettendo in ombra quelli Mercedes.

Questa macchina è pronta per essere consegnata al proprietario, che prima di metterci le mani sopra ci ha gentilmente concesso di provarla sulla pista di collaudo di Millbrook. A “Bones”, un tecnico della MSO, è servita mezza giornata per coprire di nastro isolante protettivo le parti più delicate dell’auto per permetterci di lanciare la Mac in pista in tutta sicurezza e noi ci abbiamo impiegato un’ora e mezza in quattro per toglierlo e fare delle foto decenti: lo striptease più lungo della storia… Non volevamo correre il rischio di rovinare la vernice per colpa di qualche sassolino, così abbiamo aspettato di finire con i giri in pista, ma per tutto quel tempo mi prudevano le mani dalla voglia di vederla come mamma l’ha fatta.

A essere sincero non so che cosa mi aspettassi dalla mia prima volta con la Edition. Anche se non sono un fan della SLR, devo ammettere che ha parecchio carisma. È stranamente piccola e con quella sua insolita proboscide (più lunga, larga e affilata) ha un look alla Wacky Races. Credo che la Edition starebbe meglio con i cerchi da 20 o addirittura da 21 che con quelli da 19 della 722, ma la McLaren ha voluto utilizzare solo componenti omologati, cerchi inclusi.

Sotto il cofano è nascosto il mostruoso V8 5.4 con compressore, montato un metro dietro l’avantreno: è identico a quello della 722 donatrice, il che significa 650 CV e 820 Nm di coppia. Non serve aumentare la potenza: la 722 ha già 24 CV più della SLR standard da 626 CV… Un fan sfegatato della SLR di sicuro noterà le nuove strutture in carbonio che ospitano il sistema di raffreddamento rivisto e non gli sfuggirà nemmeno lo scarico alleggerito che permette di risparmiare 20 kg e rende più profondo il sound al minimo.

Dentro, l’arancione è il colore dominante – le sezioni in carbonio sulla plancia sono state dipinte su specifica richiesta del cliente – ed è veramente spettacolare, nonostante i pulsanti Mercedes un po’ troppo ordinari. Eppure non c’è niente di ordinario nella visuale da dietro il parabrezza inclinato e nemmeno in quel motore a pochi centimetri da voi. Basta allungare il piede per prendere a calci uno dei cilindri…

Lo sterzo rivisto è più pesante, specialmente a bassa velocità, ma è anche meno nervoso e più lineare nelle sue reazioni, creando un maggior senso di collegamento. La nota di scarico è penetrante e profonda, specialmente in accelerazione, ma quando non le si tira il collo, il sound si fa un po’ da parte per non compromettere la sfruttabilità dell’auto sulle lunghe distanze. La SLR standard era già ben messa, ma le modifiche allo stile, alla colonna sonora e allo sterzo hanno reso più raffinato il suo carattere, correggendo uno dei maggiori difetti dinamici della versione originale.

Oggi, dieci anni più tardi, com’è la SLR? Epica, direi. La coppia è abbondante, l’acceleratore reattivissimo, la spinta violenta e il sound sembra quello di un cacciabombardiere. Tra il rumore dei cilindri che pulsano sparando fuori il loro sound dai tozzi scarichi laterali e il fischio del compressore, sembra di stare seduti dentro il motore. Lo sterzo facilita le cose, permettendovi di scegliere facilmente la traiettoria migliore in curva e di tenerla, invece di dover ricorrere a continue correzioni cercando di capire che cosa fa quell’avantreno così lontano.

L’elettronica ha fatto enormi passi avanti dall’epoca del debutto della SLR – questa versione MSO purtroppo ne segue l’impostazione di base – quindi potete scordarvi le finezze degli ultimi traction e stability control o delle mappature di sterzo, acceleratore e cambio di auto più moderne come la Ferrari F12. La SLR ha un convertitore di coppia automatico a cinque marce, quindi le cambiate non sono certo fulminee. Quello che però sicuramente non manca alla SLR è un’accelerazione incredibile, grip a volontà, tantissima trazione e una doppia personalità che consente di andarci tranquillamente fino a Montecarlo, a Monaco di Baviera o a Montevideo fermandosi solo per fare benzina.

Purtroppo, tra le modifiche apportate dalla McLaren Special Operations a questa SLR Edition mancano i freni, che sono potentissimi quando serve ma anche difficili da modulare fluidamente o precisamente quando non si va al massimo. Sono frustranti, anche se imparando a conoscerli è possibile correggere almeno in parte i loro difetti.

Ma quanto costa tutto questo? Beh, il pacchetto di conversione della McLaren Edition (esclusa la personalizzazione) costa 176.000 euro. Parecchio, ma se considerate che solo per ridipingere la carrozzeria la McLaren chiede tra i 30 e i 35 mila euro, il costo complessivo dell’elaborazione MSO non è poi così esagerato. Ovviamente, a questa cifra va aggiunto il costo dell’auto base, diciamo almeno 170.000 euro: quindi se non avete già in garage una SLR alla fine questa macchina vi viene a costare più di una F12 o di una Aventador. Ma forse non è questo il punto. Per molti - soprattutto quelli che a suo tempo si erano innamorati della SLR originale – l’idea di una SLR aggiornata e personalizzata è la quadratura del cerchio.

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