• pubblicato il 03-11-2015

Le migliori sportive a trazione posteriore sotto i 35.000 euro

di Francesco Neri

Sono divertenti, a trazione posteriore e orientali: le tre sportive japp più divertenti a poco prezzo

Spulciando il listino delle auto sportive mi sono accorto che sotto la fascia dei 35.000 euro ci sono alcune fuoriclasse a trazione posteriore che se ne infischiano della praticità e dell’era dei motori turbo.

La Nissan 370 Z, la Mazda Mx-5 e la Subaru BRZ hanno moltissime cose in comune: sono giapponesi, hanno la trazione posteriore, differenziale autobloccante e un motore naturalmente aspirato.

Non pretendono di avere un bagagliaio capiente o di rendere vita facile ai passeggeri posteriori - anche se sulla Nissan e sulla Subaru due persone nane troverebbero posto -, la loro missione è regalare sorrisi e momenti di gioia automobilistica.
Nonostante le somiglianze, le tre filosofie costruttive di queste auto non potrebbero essere più diverse.

Mazda Mx-5

La piccola Miata, con la nuova generazione, porta avanti la filosofia del “minimo indispensabile”.
Con il nuovo 2.0 litri quattro cilindri Sky-activ, la Mazda ha guadagnato un po’ di verve rispetto al modello precedente, e la sua linea più filante e aggressiva le conferisce una nuova aura. Ad un prezzo di listino di 29.950 Euro, la piccola spider offre manciate di divertimento.

Si vede che in Giappone l’altezza media è diversa da quella europea: se siete più alti di un metro e ottanta vi sarà davvero difficile trovare una posizione di guida adeguata, e vi sembrerà di essere seduti sopra l’auto, piuttosto che dentro. Una volta che l’avete messo in conto, però, scoprirete una sintonia tra i comandi che risulta rara anche tra le sportive più blasonate. Lo sterzo assistito elettricamente è diretto e sensibile, e fornisce sempre le informazioni che servono.

Alla guida della Mx-5 vi chiederete a cosa diavolo servono lo stereo, il clima e tutti gli ammennicoli di intrattenimento. Non è un’auto veloce in termini assoluti, ma il suo cambio è così piacevole da manovrare, la pedaliera è così ben posizionata, che non sentirete la necessità di avere di più: avete già tutto ciò che serve.

La potenza è appena sufficiente per far intraversare l’auto e, grazie al differenziale autobloccante, i sovrasterzi di potenza avvengono in modo totalmente progressivo e naturale, anche per merito di un telaio malleabile e ad un settaggio degli ammortizzatori abbastanza morbido.

Subaru BRZ

Salendo sulla BRZ sembra di cambiare pianeta. C’è una differenza di 200 euro tra queste due auto (la Subaru costa 30.150 Euro), ed entrambe hanno un motore quattro cilindri 2.000 cc e trazione posteriore, ma al volante c’è uno stacco enorme.

La BRZ ha molto più spazio a bordo e sembra subito un’auto più professionale e pensata per la pista. La posizione di guida è decisamente migliore, mentre il cambio è simile a quello della MX-5 per resistenza, ma ha la corsa un po’ più lunga.
Il telaio è molto più rigido e lo sterzo più consistente. Al contrario della Mx-5, che è perfettamente in armonia con tutti i suoi componenti, la BRZ da l’impressione di essere sottopotenziata rispetto al telaio. I 200 cv sembrano un po’ meno, e verso la zona rossa del contagiri (a circa 7.500 giri) manca un po’ di grinta.

Le quattro gomme da 205 mm offrono un grip discreto e rendono l’auto sensibile agli imput dello sterzo: basta lanciarla in curva con entusiasmo per provocare un sovrasterzo, ma in terza marcia manca la potenza necessaria per proseguirlo. In seconda invece, grazie al differenziale Torsen, si possono mandare in fumo le ruote a piacimento.

Il motore boxer non ha un sound molto piacevole, sembra un grosso frullatore ed è molto lontano dalle doti canore della Impreza Sti. Anche l’erogazione è un po’ piatta, e va tenuto sempre impiccato per far guadagnare velocità alla vettura. Ma è proprio per le sue prestazioni modeste che la BRZ diverte: bisogna sempre impegnarsi a tirare fuori il massimo, prendendo la curva sempre più veloce e frenando un po’ più il là, giocando con il posteriore tra le curve.

Nissan 370 Z

Basta guardarla dall’esterno per capire che la 370Z è fatta di un’altra pasta. Sembra incredibile che  costi solo 33.710 Euro (poco più di 3.000 euro rispetto alle altre due), perché - almeno su carta - è su un’altro pianeta.

Sotto il cofano anteriore nasconde un glorioso e sempre più raro motore V6 da 3,7 litri da 330 cv, mentre la trazione è rigorosamente posteriore e il cambio manuale.
I sedili sono molto più confortevoli e l’abitacolo è decisamente il più ricco e curato delle tre vetture qui presenti.  L’auto è così massiccia che sembra molto più pesante di quello che in realtà è. Con uno 0-100 in 5,3, sul dritto la Z annienta le altre due rivali (ce ne vogliono 7,3 per la Mazda e 7,6 per la Subaru), ma la Nissan non ha solo la potenza bruta a suo favore.

Il telaio è perfettamente bilanciato, merito anche di un’ottima ripartizione dei pesi (53%/47%), e ricco di grip: nonostante la generosa potenza, non è una macchina da drift come la sua progenitrice 350 Z, e risulta sensibilmente più morbida e civilizzata.

La spinta del motore non è una di quelle che vi attacca al sedile, ma il motore vi ricompensa con una fantastica risposta all’acceleratore e molta coppia ai medi. Anche un questo caso, ci vorrebbe un po’ di cattiveria in più nella zona alta del contagiri.

Se la Mazda sembra volare sulla strada e la Subaru passarci sopra, la Z la affronta come un martello pneumatico. ha molto più grip delle altre due e il ritmo che è in grado di tenere su una strada non è paragonabile. Il cambio manuale con la doppietta automatica è delizioso, e sarà sempre più bravo del vostro migliore punta-tacco.

A ognuno la sua

Quale scegliere quindi? È difficile sbagliare con una di queste auto, e non voglio essere prudente con questa affermazione ma: dipende dai gusti. La Nissan è la più impegnativa da mantenere, e nonostante il prezzo simile alle altre due, i consumi, bollo e assicurazione non lo sono per niente; ma è anche l’unica che offre prestazioni da vera sportiva (ha circa la stessa potenza di una Cayman S) a un prezzo di saldo.

La Subaru e la Mazda sono già più vicine. La prima, con la sua aria da “sono pronta per essere elaborata”, attrarrà sicuramente un pubblico di smanettoni e amanti dei trackday. Ama essere strapazzata e maltrattata, ed è in grado di dare assuefazione.
Con la Miata non c’è bisogno di andare così forte per divertirsi: il suo telaio leggero e la sua potenza modesta la rendono piacevole quanto una scarpa da ginnastica e, nonostante la posizione di guida più scomoda del gruppo, risulta paradossalmente quella più godibile in ogni situazione.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Le migliori sportive a trazione posteriore sotto i 35.000 euro

L'opinione dei lettori