• pubblicato il 16-07-2016

Peugeot 106 Rally VS Peugeot 205 GTi Gutmann

di Francesco Neri

Abbiamo avuto la fortuna di guidare due piccole bombe storiche della Casa francese sulle stupende strade della Toscana

Due sorelle separate da una decade, due pietre miliari tra le sportive a trazione anteriore. La Peugeot 205 Gutmann e la Peugeot 106 Rallye sono precedute dalla loro fama. Mi trovo in Toscana, a San Gimignano, uno stupendo paese situato sui colli nei pressi di Siena. Le strade sono semi-deserte, ma quel che è più importante è che sono un mix perfetto di curve lente e veloci. Peugeot per l’occasione ci ha dato l’opportunità di guidare diversi esemplari storici, perfettamente restaurati e originali, tra cui queste due piccole sportive.

Presentazioni

La Peugeot 106 Rally è un’auto che fa parte della mia infanzia; sono cresciuto di pari passo con lei e ho sempre amato quella carrozzeria bianca con cerchi bianchi e quelle striscette gialle, rosse e blu. La peugeottina è lunga appena 3,56 metri, larga 1,60 e alta 1,36 m; monta gomme da 175/60 su cerchi da 14” ed è priva di ABS e servosterzo.
La 106 Rallye monta un motore 1.294 cc da 98 CV a 7.500 giri e 100 Nm di coppia abbinato a un cambio manuale a 5 marce. Una potenza che fa quasi sorridere, ma con solo 810 kg da portarsi a spasso, la 106 è più veloce di quanto si possa immaginare. I dati dichiarano uno 0-100 km/h in 9,5 secondi e 190 km/h di velocità massima. È un’auto semplice, che fa del “less is more” il suo stile di vita.

La Peugeot 205 GTi Gutmann, invece, è decisamente più muscolosa. La Gutmann è una versione elaborata della 205 1.9 GTi dall’omonimo preparatore tedesco. È alquanto rara, e in Italia ne sono stati importati appena una decina di esemplari. Il motore quattro cilindri 1.9 litri 16 valvole produce ben 160 CV e 180 Nm di coppia, ben 30 CV in più della 205 GTi standard, grazie ad una centralina con diversa mappatura, ad un nuovo radiatore per il raffreddamento dell’olio, ad un filtro dell’aria e un nuovo scarico sportivo. Il telaio è stato adattato all’incremento di potenza: l’auto è più bassa di 30 mm ed è stata dotata di una barra duomi anteriore, la frizione è stata rinforzata e le pastiglie dei freni hanno una mescola speciale, mentre i cerchi speciali neri lucidi da 15” con scritta “Gutmann” calzano pneumatici da 195/50.

Al volante della Peugeot 106 Rallye

Il sole picchia, le strade sono libere e io decido di cominciare con la Peugeot 106 Rallye. L’abitacolo è scarno, spigoloso, e le uniche parti tonde sono la strumentazione e il volante. Ci sono plastiche grigie dure ovunque, contrastate da inserti rossi in tela in abbondanza. La posizione di guida è piuttosto innaturale (il sedile si regola solo avanti e indietro, il volante è fisso) e i sedili sono ben poco contenitivi.
Il piccolo 1.3 si sveglia con il sonoro rombo metallico tipico dei motori non catalizzati. È una vera gioia sentire un suono del genere, vi da la sensazione che il motore respiri come si deve.

Lo sterzo in manovra è durino ma in movimento diventa subito leggero. La corona del volante è piuttosto larga e lo sterzo è demoltiplicato, sicché non sarà difficile che sbattiate le mani contro le vostre gambe durante le curve.
Il piccolo quattro cilindri è davvero vuoto nella prima parte del contagiri. Sotto i 4.000 giri se accelerate a tavoletta otterrete solo rumore e le marce lunghe, lunghissime, di certo non aiutano. Superati i 4.500 giri però il milletre si accende e inizia a urlare e tirare con determinazione fino a 7.500 giri. Il rombo a questo regime è davvero entusiasmante e vien voglia di tirarle il collo solo per sentirlo urlare.

Non è molto veloce, ma vi sembra comunque di andare fortissimo. Si è seduti molto più in basso rispetto ad una compatta sportiva moderna e la quantità di vibrazioni e informazioni che passano attraverso i sottili sedili vi trasmettono un senso di connessione ala strada che oggi è difficile trovare. Anche i freni privi di ABS regalano un gran divertimento: sono molto modulabili e il pedale diventa sempre più duro fino ad arrivare al bloccaggio. Nonostante l’età, la Peugeot 106 Rallye frena davvero forte e si può staccare fino a dentro la curva con la ruote anteriore interna bloccata che fuma.

Il posteriore è abbastanza leggero, ma meno di quanto mi ricordassi; scivola ma vi avverte sempre, e comunque lo fa solo in due casi: se glie lo chiedete, o se fate un grosso errore.
A compensare la mobilità del posteriore ci pensa lo sterzo, così demoltiplicato e morto nel primo quarto da domandarsi se sia rotto. Il cambio invece è sorprendentemente preciso, molto più di quanto quella strana leva lunga e curva suggerisca. Non si impunta quasi mai e, anche se la corsa è lunga, gli innesti sono ben contrastati. I rapporti invece sono interminabili e se avete raggiunto il limitatore in terza vuol dire che state andando già oltre i limiti autostradali.
Non è un’auto perfetta, neanche un po’, ma è semplice, comunicativa e rumorosa, insomma ha tutto quello che serve per farvi divertire e anche di più.

Al volante della Peugeot 205 Gutmann

Nonostante la Peugeot 205 sia più anziana di dieci anni rispetto alla 106, per certi versi sembra lei la più moderna tra le due. Non tanto nel design - gli interni sono ancora più scarni e squadrati- ma per la posizione di guida. C’è più spazio per le gambe e il volante ha un diametro più piccolo rispetto a quello della Rallye, ed è più verticale. La Peugeot 205 Gutmann è una versione elaborata della 205 1.9 GTi e ve lo ricorda in ogni modo, a partire dalla strumentazione bianca con le scritte fluo di dubbio gusto estetico, dal pomello del cambio più snello e dal bellissimo volante a tre razze con la scritta “Gutmann”.

Giro la chiave e il 1.9 16V si accende a voce alta. Da fermi lo sterzo è davvero durissimo e bisogna piangere durante le manovre, ma come con la 106, appena ci si mette in moto diventa tutto più semplice. La prime differenza tra le due vetture si notano attraverso i vostri polsi: la 205 ha uno sterzo diretto, privo di buchi e ricco di feedback; attuale nei gradi di rotazione ma allo stesso tempo old school nel trasmettere le informazioni. Il motore ai bassi regimi è vuoto per essere un 1.9, più di quanto mi aspettassi, ma quando si superano i 4.000 giri i 160 CV smettono di essere timidi e gli ultimi 2.000 giri prima del limitatore sono entusiasmanti. È un sound più pieno e borbottante di quello della 106, ma anche più dolce. La risposta all’acceleratore è istantanea e ad ogni flessione del piede la 205 scatta in avanti.

La Peugeot 205 Gutmann è senza dubbio più veloce della 106, ma la facilità con cui va forte è inaspettata. La strada si sente bene e ci si ritrova presto a lanciare la 205 in curva con entusiasmo facendo scivolare il culo di posteriore in ingresso di curva, per poi accelerare quando l’auto punta l’uscita della curva e rimettere il posteriore a bada. La trazione è tanta e la frenata è robusta e controllabile. Anche in questo caso, la terza marcia è lunga come la Grande Muraglia cinese, ma la maggior potenza perdona di più gli errori e aiuta in uscita di curva. La Peugeot 106 Rallye va fatta scorrere cercando di frenare il meno possibile e di tenere sempre il motore in tiro, mentre la 205 può essere guidata anche in maniera più sporca.

Abbiamo una vincitrice

La Peugeot 106 Rallye e la 205 Gutmann hanno molto in comune, a cominciare da due motori aspirati che amano girare in alto e due impianti frenanti sorprendentemente efficaci. La 106 però risulta meno precisa, più faticosa e infine parecchio più lenta della 205. La Gutmann, poi, ha una posizione di guida migliore, un cambio più secco e preciso e uno sterzo avanti anni luce. Non credo serva aggiungere altro.
È stato davvero divertente guidare queste francesine sulle stupende strade toscane; guidare due hot hatch semplici e analogiche è un’esperienza che andrebbe fatta periodicamente, giusto per ricordarci di cosa è fatto il piacere della guida.

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