• pubblicato il 07-04-2016

Porsche Cayenne GTS

di Francesco Neri

La Porsche Cayenne GTS non è la più potente della famiglia, ma è quella che regala le emozioni più pure

Quando si parla di SUV sportivi la polemica è assicurata. Io sono un amante delle sportive light (Lotus e compagnia bella) ma mentirei se dicessi che con queste bestie con potenze mostruose non ci si diverte. Chi dice il contrario o sta mentendo, o non ne ha mai provata una.
Anche l’ultima generazione di Porsche Cayenne si fregia della sigla GTS - quella che segna le versioni che più sportive nel senso più puro del termine. Spinta da un V6 3.6 biturbo da 440 CV e 600 Nm di coppia e con un prezzo di listino di 104.480 euro, la GTS si colloca a metà gamma, tra la Cayenne S e la Turbo. È incredibile come un'auto con un bagagliao da 580 litri, 5 posti comodi e un comfort di primo livello possa cambiare temperamento con la pressione di pochi pulsanti.

Questo colosso passa da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi e raggiunge la velocità massima di 262 km/h, ovvero 3 decimi e 12 km/h in meno della S. Vale la pena, allora, spendere 18.000 euro in più per la GTS?

La prova su strada

Non è una delle giornate primaverili più belle dell’anno, ma la strada di montagna che sto percorrendo è per l’80% asciutta con qualche tratto umido. Poco male: è sulla bassa aderenza che si vede come lavora il sistema di trazione integrale. Ma andiamo per gradi.

L’abitacolo della Porsche Cayenne GTS è una sinfonia di Alcantara, pelle e fibra di carbonio; tutti optional costosi ma che fanno la loro fantastica figura. Anche il volante con i paddle in alluminio è molto bello, mentre la posizione di guida raccolta vi fa sentire seduti dentro l’auto come se foste su una sportiva, anche se vi trovate parecchi cm sopra l'asfalto.

Girate la chiave sul piantone sinistro dello sterzo (ah, la tradizione) e la GTS si mette in modo in modo tutto sommato discreto, finché non si preme il pulsante con raffigurati due scarichi che serve a sgranchire la voce del V6. Si possono selezionare tre settaggi per gli ammortizzatori e tre per il cambio automatico, che in questo caso è l’ottimo Tiptronic S a 8 rapporti. Per ottenere il meglio conviene scegliere la modalità “Sport +” per il cambio e selezionare la modalità manuale, mentre per gli ammortizzatori è meglio optare per l’intermedia “Sport”, di gran lunga preferibile all'opzione "Sport+" (adatta solo alla pista). In questo modo la Cayenne GTS si tende, irrigidisce lo sterzo ma evita di sobbalzare come come se fosse un kart privo di ammortizzatori.

Il motore sposta con poco sforzo la mole della vettura, e quando butti dentro la quarta ti accorgi che la Cayenne sta accumulando velocità con una facilità sorprendente. In effetti è veloce il giusto direi, potente quanto basta per giocare con il gas e con il bilanciamento dell'auto senza farvi venire i capelli bianchi.

I 600 Nm di coppia danno una bella mano e tirano l’auto fuori dalle curve strette con relativamente poco sforzo. Il cambio non è fulmineo come il PDK, ma è comunque veloce e puntuale e ad ogni cambiata lo scarico spara e scoppia in modo esilarante. Il sound del V6 non è male: cupo, borbottante e ricco di “tuoni”, anche se a volte risulta troppo artificiale. Ma ha importanza?

Bastano poche curve per rimanere impressionati dall’agilità di questo gigante. Lo sterzo è leggerino, ma vi dice tutto quello che serve ed è preciso e accurato. Non direste mai che la GTS pesa quasi 2,2 tonnellate, dico davvero. Nelle curve medio-veloci è stabile e controllata, mentre nello stretto l’anteriore non molla - a meno che entriate a gas spalancato e sterzo girato - e il posteriore chiude quando e quanto serve, perfettamente regolato dal vostro piede destro. In uscita di curva invece potete anticipare col gas e far scodare l’auto come se fosse una trazione posteriore, con un leggero controsterzo e le quattro ruote che trascinano l’auto fuori dalla curva. Ed è proprio qui che la GTS mostra la sua vera anima, quella giocosa.

Non è solo veloce e abile nel mascherare la sua mole, è anche divertente.

Ci sono compatte a trazione integrale che lasciano meno spazio al divertimento di quanto non faccia questa “casa su ruote”. Quest’anno ho guidato una Golf R sulla stessa strada e, per l’amor del cielo, è molto più veloce ed efficace, ma non disegna strisce nere sull’asfalto con le gomme posteriori. Tuttavia, se si guida in modo pulito la Cayenne GTS è composta e stabile. Di serie la GTS monta gomme da 255 su cerchi da 18", ma il nostro esemplare è equipaggiato con quattro pneumatici 295 su cerchi da 21" che offrono un grip monumentale. Il sottosterzo non compare mai, e ci si può permettere di entrare in una curva "pinzati" e giocare con lo sterzo e con i trasfermenti.

Bisogna ammettere che gran parte del merito va agli ammortizzatori PASM a controllo elettronico, che mantengono il corpo vettura fermo senza rendere mai l'assetto rigido e spacca ossa.

I consumi sono, tirando, incalcolabili; mentre ad andature civili si riescono a fare circa gli 11 km/l, il che è sorprendente.

Conclusioni

Se prima non ero convinto che la Porsche Cayenne GTS valesse 18.000 euro in più della normale “S”, ora non ho alcun dubbio. La GTS non è molto più veloce della sorella, ma è migliore sotto tutti i punti di vista e coinvolge il guidatore come nessun’altra auto alta un metro e settanta e lunga quasi cinque. È concentrata, reattiva e rumorosa. Non sarà la Cayenne più veloce di sempre, ma è certamente la più emozionante.

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