• pubblicato il 08-07-2013

Renault Clio RS: la grande attesa

di Richard Meaden

Sarà all'altezza di difendere l'illustre reputazione della Régie?

VALUTAZIONE
4,5/5

LE COMPATTE SPORTIVE della Casa francese hanno sempre fatto parte della mia vita. Prima c’è stata la Renault 5 Turbo 2 bianca a cui facevo sempre benzina da ragazzino quando lavoravo alla stazione di servizio, la 5 Turbo Raider che i miei hanno comprato nel 1990, il mio primo viaggio Oltremanica per il debutto della prima Clio Williams in Corsica e le tantissime Clio RS che ho guidato negli anni per il Cheek to cheek. E in tutto questo tempo non c’è stata una sola hot hatch Renault che mi abbia deluso.

Negli ultimi anni la RenaultSport si è costruita una reputazione inossidabile in fatto di compatte hardcore. La piccola Twingo 133 è esemplare e divertente e la Mégane 265 Trophy è la conquistatrice del Ring, ma per me la Clio 200, che è piccola ma non troppo, è quella che meglio incarna la magia del marchio RS. Selvaggia, pestifera e senza compromessi, ti fa lavorare sodo per tirane fuori il meglio, ma poi ti ricompensa alla grande. È per questo che, tra le auto moderne, è considerata la hot hatch analogica definitiva. Con una tale reputazione da non tradire, le sue eredi saranno mai all’altezza?

Tutto questo spiega con quale mix di eccitazione e di ansia aspettiamo l’arrivo della Clio di quarta generazione. Eccitazione perché la nuova Clio 200 Turbo promette prestazioni maggiori e più facili da raggiungere e dovrebbe anche essere più sfruttabile senza andare a scapito del divertimento. Ansia perché per farlo prende le distanze dalle grandi Clio del passato, sostituendo il motore aspirato, affamato e avido di giri e la trasmissione manuale con un turbo più piccolo e il doppia frizione a paddle.

Siamo andati fino a Granada, nel sud della Spagna, per il debutto della nuova Clio. Prima guideremo la Clio standard con il telaio Sport su strada e poi porteremo la più aggressiva versione con il telaio Cup in pista, lungo i 50 km del circuito di Gaudix. Il tempo non è il massimo, per non dire che fa schifo, ma la vista di un parcheggio pieno zeppo di Clio rosse fiammanti basta a risollevare subito l’umore.

Quando ho visto la nuova Clio per la prima volta in foto non sapevo cosa pensare del suo stile e anche adesso che ce l'ho qui davanti agli occhi non riesco a decidermi. È più grossa e tozza della versione precedente – questo lo si nota subito – e la linea è dominata dai fari extralarge e da un gigantesco logo Renault sul cofano ma di sicuro colpisce e non smetteresti mai di guardarla. Nasconde bene il fatto che è una cinque porte ma, per quanto lo stile sia d’impatto, è molto distante da quello a cui eravamo abituati.

Anche l’abitacolo è d’impatto. Gli inserti in plastica rossa e le cuciture a vista dei sedili creano una nota di colore e un piacevole contrasto con il nero degli interni. Si ha subito l’impressione di un abitacolo di maggior qualità rispetto alla vecchia Clio, all’altezza della Mégane, resistente e immune agli scricchiolii e alle vibrazioni che di solito tormentano le compatte sportive dal set up particolarmente rigido. Oltre che di qualità, gli interni sono anche confortevoli e ben equipaggiati, a conferma che la nuova serie ristabilisce l’equilibrio tra divertimento e abitabilità.

Come è ormai tradizione con la Renault, la chiave è una tessera da tenere in tasca o nel vano portaoggetti sulla plancia. Per accendere la Clio basta averla con sé e premere lo starter. Con 200 CV e 240 Nm, i suoi numeri non sono molto diversi dalla versione precedente. Quello che è cambiato è il regime in cui questa potenza e questa coppia si scatenano: la terza generazione erogava i suoi 200 CV a 7.100 giri mentre l’erede ci arriva 1.100 giri prima, diventando molto più sfruttabile. Ma quello che più colpisce è la coppia: al vecchio motore da 2 litri aspirato servivano 5.400 giri per erogare i suoi 215 Nm, mentre al nuovo 1.6 turbo ne bastano 1.750 e i 240 Nm rimangono costanti per altri 3.750 giri, riducendosi solo negli ultimi 1.000, in prossimità della linea rossa collocata a quota 6.500.

L’erogazione più generosa della coppia è subito evidente quando lasciamo l’aeroporto di Granada in cerca di qualche bella strada di montagna. L’EDC (che sta per Efficient Dual Clutch) con i paddle al volante è semplice da usare: basta mettere in D e premere l’acceleratore per partire. Ci sono modalità progressivamente più incisive tra cui scegliere, ma per il momento voglio capire come la Clio RS si comporta a bassa velocità sui dossi e sulle sconnessioni. In queste condizioni la nuova Clio è fantastica: non solo il cambio è fluido e il motore docile, ma le sospensioni (che in questa versione sono Sport, non Cup) sono morbide quanto basta per assorbire le peggiori asperità. Nel complesso, la guida è curata e adulta e rispetto alle antenate questa RS è un netto passo avanti in termini di comfort.

La strada che abbiamo scelto per mettere alla prova la Clio diventa sempre più veloce e aperta, intervallata da alcune sezioni più impegnative. A questo punto le differenze con il modello precedente sono evidenti, non solo perché adesso c’è il pulsante “RS Drive” che permette di scegliere tra tre modalità distinte (Normal, Sport e Race) per adattare il comportamento dell’auto alla strada o all’umore. Le reazioni del motore, la velocità del cambio, i livelli di intervento di stability e traction control e l’assistenza allo sterzo sono tutti coerenti con la modalità prescelta. Fino a non molto tempo fa questa era una prerogativa di macchine come la Ferrari F430, quindi il fatto che oggi la ritroviamo su una compatta sportiva da 23.000 euro è la dimostrazione di quanto questo genere di tecnologia cambi l’esperienza di guida a tutti i livelli di pubblico. Vi piacerà o meno a seconda se siete un purista o un patito della tecnologia. A dire la verità, credo che ognuno di noi sia un po’ tutte e due le cose, anche se io personalmente tendo a preferire le macchine che sanno fare bene una cosa piuttosto che promettere di essere tante auto in una grazie alle magie di un sistema come l’RS Drive.

Detto questo, la maggior incisività quando si passa da Normal a Sport è la benvenuta. Il motore diventa più deciso, le cambiate più veloci e lo sterzo un po’ più sostanzioso. A livello di feedback e di collegamento, lo sterzo della Clio è un po’ filtrato ma le sue reazioni sono naturali e progressive e non ti obbliga mai a ridurre gli input. Sulle strade più impegnative, le gomme anteriori (che qui abbracciano cerchi da 18) trasmettono molte informazioni sul grip, permettendovi di affrontare le curve decisi e sicuri, indice che il telaio è ottimo. Sulle superfici più sconnesse le sospensioni sembrano ancora migliori delle precedenti e hanno tutto sotto controllo, grazie all’aggiunta di una valvola di tiraggio secondaria all’interno di quella principale. Questo sistema, chiamato controllo idraulico della compressione, si affianca ai tradizionali finecorsa in poliuretano per assorbire meglio i sobbalzi. Soluzione pulita ed efficace.

La coppia extra a basso e medio regime la tira fuori dalle curve in un attimo e il cambio EDC è più veloce e senza scatti rispetto a un manuale. Le cambiate fluide ti consentono di concentrarti completamente sulla traiettoria in curva e di trovare il ritmo giusto. Il differenziale elettronico RS Diff della RenaultSport garantisce tanta trazione, monitorando la differenza nella velocità rotazionale delle ruote anteriori e confrontandola con quella delle ruote posteriori. Riesce a contrastare il sottosterzo e il pattinamento delle ruote con microfrenate applicate alla ruota anteriore che sta per perdere grip. L’RS Diff è molto discreto e si attiva prima del traction control, evitando l’intervento punitivo dell’ESC, che per ritrovare grip e stabilità taglia nettamente l’erogazione della coppia.

Funziona benissimo, a tal punto che ti convinci di essere un asso del volante, ed è giusto così: l’obiettivo di questi sistemi è intervenire efficacemente, ma con tale discrezione che nemmeno te ne accorgi. Naturalmente ci sono delle volte in cui non basta e devi affidarti al più aggressivo ESC, ma succede raramente. Anche per merito di questi sistemi la Clio RS Turbo è rapidissima e incisiva. È più piacevole da guidare della vecchia versione, le sue prestazioni sono più facili da sfruttare anche per un lungo periodo. Visti gli obiettivi della RenaultSport, direi proprio che la Clio ha colto nel segno ma non si può fare a meno di avere nostalgia della ferocia e della sete di giri della vecchia versione. È la solita storia: non siamo mai contenti di quello che abbiamo.

IL MATTINO DOPO SCATENIAMO la Clio in pista. Non abbiamo avuto la possibilità di guidare su strada questa versione Cup, ma come fai a lamentarti quando hai a tua disposizione una Clio gialla e una pista tutta curve?

È difficile accorgersi dell’assetto ribassato di 3 mm, ma la rigidità aumentata del 15 per cento e la cremagliera più veloce si sentono. Eccome. Rendono l’auto più reattiva e l’anteriore più incisivo. Con l’RS Drive in modalità Race l’ESC è disattivato e me ne accorgo quando a un certo punto rischio grosso, entrando male in una curva a destra in discesa. Con le gomme fredde, la traiettoria sbagliata e il gas chiuso troppo in fretta rischio di entrare in curva in testacoda, ma quando riapro il gas, le gomme – chissà come – ritrovano il grip salvandomi da un fuoripista sulla ghiaia. Questo handling esuberante è una sorpresa: su strada la modalità Sport era compassata e leggera e non tendeva costantemente a partire di traverso. Ma con più spazio a disposizione e l’asfalto bagnato la RS sembra risvegliarsi. I freni sono potenti, progressivi e incredibilmente resistenti al fading. Con la linea rossa a 6.500 giri il motore è meno ansioso e, ricchissimo di coppia com’è, ti spara fuori dalle curve in un attimo. Di sicuro questo nuovo motore permette alla RS di staccare un tempo migliore dell’antenata, ma è meno adrenalinico del vecchio 2 litri. Come il motore, anche il cambio è efficace e veloce (con innesti sotto i 150 millisecondi in modalità Race) ma meno coinvolgente del vecchio e nervoso manuale.

Devo ammettere che ieri la nuova Clio non mi aveva convinto del tutto. Ma, adesso che l’ho provata in pista e ho imparato a conoscerla meglio, comincia a piacermi parecchio. Ha il carattere e il set up del telaio delle RenaultSport, a cui aggiunge una certa sofisticatezza che non sembra intaccare la dinamica. Ma manca qualcosa, una parte di quel collegamento tra voi e l’auto, di quel coinvolgimento che si ottiene coordinando mani, occhi e piedi per tirare fuori il meglio dall’auto. È una critica che si sente sempre più spesso oggigiorno e credo che sia sensata. Se per voi, come per me, guidare è un’arte, le auto che trasformano questa skill acquisita e perfezionata con il tempo e la fatica in una pura azione meccanica perdono qualcosa, diventano piatte e senz’anima.

L’esperienza al volante della Clio RenaultSport Turbo però ha una certa profondità. È incredibile come motore e trasmissione cambino nettamente a seconda della modalità prescelta, alzando la posta in gioco e trasformando completamente la Clio. Non c’è dubbio che questa RenaultSport sia stata progettata e curata per chi ama guidare, ma il suo stile è cambiato, è diventata più sfruttabile e meno estrema (e forse anche meno coinvolgente) nel tentativo di piacere anche a chi l’aveva sempre giudicata troppo hardcore e senza compromessi. Questo non significa che non sia una buona macchina ma non è più una macchina grandiosa, perlomeno per EVO.

Considerando che questa Clio RS di quarta generazione segue una ricetta diversa con ingredienti completamente nuovi, il gusto del piatto che la RenaultSport ci ha servito è molto familiare. Servirebbe solo un po’ più di pepe. E conoscendo la RenaultSport potete giurarci che arriverà. Carlos Tavares, boss della Renault, ha detto che la strategia di ampliamento dei modelli RS standard darà alla RenaultSport la libertà di creare varianti più estreme per i più appassionati. Solo il tempo ci dirà se con questo intende dire che arriveranno altre auto come la R26.R…

Per adesso, quello che sappiamo è che la nuova Clio RS è indubbiamente più veloce, curata e facile da guidare al limite nella variante Sport e davvero esuberante in pista con il telaio Cup opzionale. Ma dobbiamo provare la Cup anche su strada per capire davvero com’è e metterla a confronto con la nuova Fiesta ST e la Peugeot 208 GTI per vedere se e come si inserisce nella categoria delle hot hatch. I più puristi storceranno il naso davanti ai paddle e al motore più docile e sovralimentato, ma da quel che abbiamo visto oggi serve qualcosa di veramente speciale per eclissare la Clio.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    4 cil. in linea 1.681 cc, turbo
  • Potenza
    200 CV @ 6.000 giri
  • Coppia
    240 Nm @ 1.750-5.500 giri
  • Trasmissione
    DCT a 6 marce, trazione anteriore, differenziale a slittamento limitato elettronico
  • Sospensioni ant.
    schema MacPherson, molle elicoidali, ammortizzatori, barra antirollio
  • Sospensioni post.
    barra di torsione, molle elicoidali, ammortizzatori, barra antirollio
  • Freni
    dischi autoventilati da 320 mm ant. e dischi solidi da 260 mm post., ABS, EBD
  • Cerchi
    7,5x17" (7,5x18" optional)
  • Pneumatici
    204/45 R17 (205/40 R18 optional)
  • Peso
    1.204 kg
  • Potenza-peso
    166,1 CV/tonnellata
  • 0-100 km/h
    6,7 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    230 km/h (dichiarata)
  • Prezzo
    23.500 €
  • In vendita
    giugno
Renault Clio RS: la grande attesa

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