• pubblicato il 30-12-2013

Rolls-Royce Wraith: la più veloce della storia

di Harry Metcalfe

In autostrada non la ferma nessuno, ma come se la cava tra curve e tornanti?

VALUTAZIONE
3,5/5

Cattiva: è così che la Rolls-Royce definisce la nuova Wraith da 633 CV. Una specie di bella e dannata in una gamma popolata da signore eleganti e posate. La sua ovvia rivale è la Bentley Continental GT Speed da 625 CV, ma con un prezzo base di 223.835 euro la Continental è meno elitaria della Wraith che dovrebbe partire da 240.000.

La Wraith è basata sulla Ghost, ma è stata migliorata praticamente in ogni settore. Tanto per cominciare, il V12 6.6 biturbo a iniezione diretta della Ghost è stato portato a 633 CV e 800 Nm (rispettivamente 62 CV e 20 Nm in più) modificando boost e mappatura. I tecnici della Rolls-Royce sostengono che il motore sia in grado di fare di meglio, ma sulla Wraith le prestazioni sono limitate dalla coppia massima che il nuovo ZF a otto marce riesce a gestire. Per andare oltre gli 800 Nm, infatti, serve un cambio realizzato su misura, ma non ne vale la pena su un’auto in serie ridotta.

Tra le altre modifiche apportate alla Wraith ci sono la cremagliera leggermente più veloce (adesso per ruotare completamente il volante servono tre giri completi, contro i 3,2 della Ghost), un maggior controllo del rollio grazie al miglioramento della tecnologia antirollio, molle e ammortizzatori rivisti con sospensioni ad aria, carreggiata allargata di 24 mm per una maggior stabilità in curva e pianale più rigido per compensare l’assenza del montante centrale. Grazie a tutte queste migliorie, la Wraith diventa la Rolls-Royce di produzione più veloce della storia, con uno 0-100 dichiarato di 4,6 secondi e una velocità elettronicamente limitata di 250 km/h. Ma una Rolls con questo genere di prestazioni è ancora una Rolls? È quello che vogliamo scoprire…

La Wraith è una macchina impressionante. La classica griglia Rolls-Royce è stata leggermente modificata, rimpicciolita e inclinata all’indietro per dare all’anteriore un look più aerodinamico. Il cofano è lunghissimo, ma dal parabrezza in poi la Wraith è più compatta della Ghost, tant’è che ha il passo accorciato di 163 mm. Con quella linea del tetto che confluisce fluidamente nel lunotto quasi orizzontale, non c’è dubbio che la Wraith abbia una linea sinuosa, soprattutto quando la si guarda da un’angolazione di tre quarti. Da dietro invece sembra un po’ strana, per via del pannello posteriore dell’abitacolo che appesantisce la sua linea, facendola assomigliare a una specie di foca spiaggiata. Ma non è solo un’impressione: con i suoi 5,27 metri di lunghezza e 1,95 metri di larghezza è davvero grossa.

L’abitacolo è lussuosissimo. Le portiere incernierate posteriormente sono enormi e l’apertura è così ampia che salire è facilissimo. A questo punto basta premere il pulsante alla base del montante anteriore, che fa chiudere automaticamente e silenziosamente la portiera, per tenere fuori il baccano del mondo esterno e lasciarsi avvolgere dal lusso e dal comfort. Sulla Wraith c’è anche l’inedito Canadel panelling: un apparato di grossi pannelli di legno che rivestono la parte interna della portiera e del posteriore. L’effetto è brillante e, insieme alla pelle morbida, alle ventole cromate e ai pulsanti in vetro sulla plancia, rende ancora più speciale l’abitacolo della Wraith.

Il V12 si accende premendo il pulsante dello starter sulla plancia, ma quasi non ti accorgi di averlo svegliato, visto che nell’abitacolo continua a regnare il silenzio. Solo quando si preme verso il basso il paddle alla destra del volante per mettere la trasmissione in D e l’auto inizia a muoversi ci si rende conto che il motore è sveglio e attivo.

Alla guida, la Wraith è morbida e vellutata. I dossi e le sconnessioni semplicemente scompaiono sotto i cerchi da 20 pollici standard (o i 21” optional) e la Wraith procede con tale scioltezza lungo le trafficate vie di Vienna (dove si è svolto il test), e con un tale silenzio nell’abitacolo che sembra quasi un’auto elettrica.

Ci lasciamo la capitale alle spalle e ci infiliamo in autostrada, per uscirne 80 km dopo, in cerca delle strade più impegnative che l’Austria ha da offrire. In autostrada, il muso si solleva appena metto giù il gas, mentre la Wraith scala una serie di marce sparando i 2.360 kg di pelle e legno verso l’orizzonte. Quando l’auto acquista velocità, l’abitacolo è scosso da un profondo latrato: è qualcosa di nuovo in casa Rolls ma d’altronde questa è la prima Rolls da oltre 600 CV. È un sound diverso dal solito: è incisivo senza essere sguaiato e si adatta perfettamente al carattere posato della Wraith. Se togli il piede dal gas, l’auto torna a essere l’ammiraglia silenziosa che divora chilometri in totale relax. Sulle strade più tortuose la vettura rivela un’altra sua dote: la guida morbida, che però non diventa ballonzolante se si decide di alzare il ritmo. Il telaio è tenuto sotto controllo dalla tecnologia antirollio attiva che permette agli ammortizzatori elettronici di rimanere morbidi senza intaccare la qualità di guida. Di tanto in tanto le buche più grosse si sentono anche nell’abitacolo, ma è in gran parte colpa di quelle ruote gigantesche che montano pneumatici run flat. Nonostante tutto, però, la Wraith ha un eccellente controllo a livello del telaio. La carreggiata posteriore allargata rende ancora più controllata la guida nelle curve ad alta velocità e lo sterzo con la corona più spessa è molto più sensibile rispetto a quello della Ghost.

Il vero problema è che, anche con tutti gli aiuti disattivati, la Wraith non è quel genere di macchina con cui sei a tuo agio ad andare forte. Il freno motore, per esempio, è poco efficace, e quindi devi affidarti totalmente ai freni ultraassistiti. E anche se la Satellite Aided Transmission (SAT) è fantastica nello scegliere sempre la marcia adatta alla situazione, senza avere il controllo delle cambiate il guidatore si sente meno legato alla macchina, e anche l’assenza del contagiri non aiuta.

La Wraith è un’auto brillante per molti aspetti, ma di sicuro non è coinvolgente da guidare. È una GT fluida e rilassante, progettata per insegnare agli appassionati di auto sportive che con 633 CV anche una macchina grossa e ingombrante può andare forte su qualsiasi terreno. Ha senso? Sì. Assolutamente. Non tutti vogliono affrontare le curve di traverso controsterzando. Quello che la Wraith sa fare meglio è scivolare sull’asfalto con la grazia di una barca sull’acqua e lo fa con la stessa competenza con cui una Porsche GT3 attacca il Nürburgring. Il fatto che sotto il cofano ci siano 633 CV rende il tutto ancora più affascinante. Ma quello che più mi colpisce di lei è che, se non esageri con il gas, puoi guidarla anche per anni senza renderti conto di tutta quella potenza. Il che non solo dimostra che è una gran macchina ma anche che è una vera Rolls-Royce.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    V12, 6.592 cc, biturbo
  • CO2
    327 g/km
  • Potenza
    633 CV @ 5.600 giri
  • Coppia
    800 Nm @ 1.500-5.500 giri
  • 0-100 km/h
    4,6 secondi (dichiarati)
  • Velocità
    250 km/h (autolimitata)
  • Prezzo
    circa 240.000 euro
Rolls-Royce Wraith: la più veloce della storia

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