• pubblicato il 16-06-2016

Seat Ibiza Cup, la nostra prova in pista con la versione da gara

di Francesco Neri

Il nostro tester Francesco ha corso a Misano con la Seat Ibiza del campionato italiano monomarca e ci racconta la sua vettura

Dimenticatevi tasti sport, controlli di trazione e aiuti vari: la macchina da corsa è la massima espressione della guida, anche se si tratta di una semplice Seat Ibiza. Lo scorso weekend sono sceso in pista con questa vettura per la seconda tappa del campionato monomarca Seat Ibiza Cup. Si tratta di un campionato di grande successo e molto combattuto, oltre che piuttosto accessibile (una gara costa 7.000 euro con la possibilità di guidare in due con il cambio pilota).

Le gomme slick, i rollbar, i freni da gara trasformano la piccola spagnola in un oggetto ben diverso dalla Cupra stradale. Se pensate che in un circuito come Misano quest’auto gira circa sei secondi più veloce di una BW M6 da 560 Cv, potete farvi un’idea del passo che può tenere una piccoletta da 200 CV.

Il motore è il 1.4 TFSI con compressore volumetrico e turbina, mentre il cambio è il DSG della vettura di serie ma con una centralina da gara.
Dentro si è seduti molto in basso, c’è un sedile solo e gli unici comandi che avete sono le due levette che vi permettono di accendere l’auto, i fari e i tergicristalli. Le cinture a quattro punti ti fanno sentire come un salame, mentre il finestrino sinistro, grazie a Dio, è elettrico. Il volante OMP da corsa incorpora due paddle, mentre la leva del selettore (non bellissima da vedere) è quella di serie.

Come su ogni auto da gara, finché le gomme slick non raggiungono la temperatura è meglio andare tranquilli, onde evitare inutili dritti e testacoda. Dopo aver strapazzato gomme e freni si può cominciare a tirare progressivamente. Lo sterzo è leggero, ma progressivo e dettagliatissimo. Si sente che la vettura è stata privata di ogni kg inutile, e la sensazione è quella di guidare una lattina rigidissima. L’anteriore è più morbido di quanto si possa immaginare, c’è parecchio beccheggio in frenata e nelle staccate più secche la piccola Seat scodinzola come un cane che vuole giocare; in effetti è sempre su tre ruote, se non due. Potrebbe sembrare un comportamento poco rassicurante, ma una volta fatta l’abitudine potete confidare nel fatto che scodinzolerà ma non vi tradirà.

Il modo migliore per guidarla è entrare in curva frenati e cercare di passare dal freno al gas il prima possibile, facendo fare il lavoro al differenziale autobloccante in uscita di curva. C’è chi la guida in modo pulito, o chi da kartista con colpi di sterzo in inserimento e il posteriore regolato per essere il più mobile possibile. Il grip delle slick è sensazionale, almeno finché non si consumano, dopodiché inizia la fase “sapone”. Ad ogni modo, se scendete dalla Ibiza e salite su una Leon Cupra stradale vi sembrerà di salire su un autobus.

I freni sono l’unico componente “strano” di questa vettura. Sono dotati di servofreno e ABS, ma il loro funzionamento non è come quello della vettura stradale. Bisogna frenare forte ma non troppo, altrimenti c’è il rischio che il sistema si blocchi e voi scaviate una nuova galleria. La potenza frenante però è tanta, e una volta capita la pressione giusta si può staccare 100 volte di fila nello stesso punto e stare certi che lei si fermerà.

È un’auto divertente, ballerina e abbastanza veloce. Non sarà la più precisa e composta delle vetture da gara a trazione anteriore, ma staccare in fondo al curvone di Misano con l’Ibiza di traverso è emozionante come poche cose al mondo.

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