• pubblicato il 22-06-2016

Seat Leon Cupra 290, la spagnola si fa ancora più veloce

di Francesco Neri

La Leon Cupra guadagna dieci cavalli e un sound più aggressivo, mantenendo intatta la sua capacità di sportiva utilizzabile tutti i giorni

C’è qualcosa di estremamente affascinante in una compatta da quasi trecento cavalli. Non tanto perché è pratica e agile per via delle sue dimensioni, ma semplicemente perché non ti aspetti che vada così forte.

La Seat Leon Cupra 290 è una versione migliorata della già veloce Leon Cupra 280. Il motore 2.0 TSI eroga ora dieci CV in più, ovvero 290 CV a 5.900 giri, e 350 Nm di coppia costanti tra i 1.500 e i 5.800 giri. Inoltre i tecnici Seat hanno lavorato sul suono dello scarico, ora decisamente più appropriato a tale cavalleria. Di fatto è la solita Cupra, un poco più veloce e rumorosa ma, come vedremo, c’era poco altro da migliorare. Con l’upgrade di potenza la Leon scatta da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e raggiunge i 250 km/h.

Girandoci attorno, però, sembra una normalissima Leon FR. Solo andando più vicino ci si accorge delle targhette, dei doppi terminali di scarico e delle pinze dei freni rosse con la scritta Cupra. Anche i cerchi da 19” con gomme 235/35 suggeriscono che questa Leon abbia bisogno di tenere a bada una certa dose di potenza, ma tutto sommato la Cupra 290 è un’auto sobria.

Gli interni sono rifiniti molto bene e vantano la tipica qualità Volkswagen, ma rispetto a quelli della sorella Golf sono più intagliati e avvolgenti. La plancia è una colata unica di plastica morbida, mentre i sedili contenitivi firmati “Cupra” sono in un riuscito mix di pelle e Alcantara.

Anche il volante non ostenta intenzioni racing, ma il tachimetro con fondoscala a 300 km/h e la pedaliera in alluminio sono indizi importanti.

Il lato docile della Cupra

La Leon si avvia girando la chiave, risvegliando il quattro cilindri turbo senza fare troppo rumore. Si possono scegliere diverse modalità di guida (comfort, sport, cupra e un’ultima personalizzabile) che influiscono su cambio, motore, differenziale e sterzo.

Quando si guida rilassati il cambio DSG a sei rapporti cambia a 2.000 giri con molta dolcezza, riuscendo a tenere bassi anche i consumi (sono riuscito a fare 15 km/l di media). Il motore infatti è elastico, silenzioso, ma anche molto coppioso.

Le sospensioni elettroniche DCC, poi, rendono la guida in comfort davvero vellutata senza allo stesso tempo causare ondeggiamenti.

Lo so che non è il massimo per una sportiva da 290 CV sentirsi definire rilassata e comoda, ma di fatto la Cupra è un’auto estremamente godibile nell’utilizzo quotidiano. Lo sterzo è leggero quanto basta, la seduta è abbastanza alta, lo stereo (di serie) è potentissimo e gode di tutti gli optional desiderabili su un segmento C, tra cui il cruise control, i sensori di parcheggio posteriori e il navigatore con schermo touch da 6.5 pollici.

 

Mr. Hide

Portando la Seat Leon Cupra sulla strada giusta e scoprirete la sua seconda faccia. La modalità Cupra tende ogni nervo della Leon, irrigidendo l’assetto, aprendo la valvola dello scarico e rendendo lo sterzo più pesante.

La prima volta che aprite il gas non riuscite a crederci. Di macchine potenti ne ho guidate, ma il motore della Cupra mi sorprende sempre. Per come eroga la potenza mi ricorda in qualche modo la Nissan GT-R: il motore ha poco lag e tira come un treno dai 1.500 ai 6.000, con un’ondata di coppia attorno ai 3.500 che mette in crisi le gomme anteriori. I dieci CV in più ad essere onesti sono difficili da percepire, ma ci fidiamo sulla parola. Il differenziale autobloccante a controllo elettronico è discreto nell’intervenire; lavora quanto basta, senza causare reazioni di coppia violente sullo sterzo, ma allo stesso tempo contenendo molto bene il sottosterzo in seconda e in terza marcia.

La Cupra 290 è velocissima sul misto. C’è moltissimo grip meccanico a cui attingere e il telaio bilanciato la rende molto facile e benevola. Il posteriore infatti è ben piantato, ma nelle curve strette segue comunque fedele le ruote anteriori senza opporre resistenza. È davvero facile andare forte con la Leon: il DSG è puntuale e rapido come sempre, e la fiducia che l’auto infonde permette di sentirsi a proprio agio anche a velocità surreali. Anche la frenata da molta sicurezza e il pedale, sebbene sia molto servoassistito, è molto ben modulabile.

Rispetto alla Mégane RS appare tutto un po’ più filtrato, sia per quanto riguarda lo sterzo, sia per le informazioni che vi arrivano dal telaio, ma questo è l’unico frangente in cui la spagnola è sotto la francese.
Gli ammortizzatori DCC a controllo elettronico sono una diavoleria: annullano quasi del tutto rollio e beccheggio ma passano sulle buche con estrema disinvoltura permettendo alle ruote di stare sempre incollate a terra. 
Il sound dall’interno non è così gratificante. Il ringhio del quattro cilindri TSI è notevole, ma ad ogni cambiata a gas spalancato si sente una pernacchia provenire dalla parte posteriore dell’auto. L’insonorizzazione è molto curata, è vero, ma il sound risulta comunque un po’ artificiale.

Dall’esterno invece il sound non sembra neanche il suo. Il motore TSI ha un suono più acuto, selvaggio, e in cambiata e in rilascio scoppia e spara come se fosse l’ultimo dell’anno, facendovi finalmente apprezzare una colonna sonora all’altezza.

Everyday

La Seat Leon Cupra 290 lascia intatte le qualità della Cupra 280, migliorando sensibilmente il sound e donandole qualche CV in più - anche se la potenza già non le mancava. La sua capacità di essere comoda e pratica nel traffico ma allo stesso tempo follemente veloce su strada (o meglio in pista) è lodevole. Non è facile che una sportiva riesca a coniugare bene questi due aspetti, ma sembra proprio che in Seat ci siano riusciti. Anche i consumi, andando piano, sono buoni per un 2.0 turbo da quasi trecento cavalli, e stando attenti si possono fre anche i 15 km/l.

Seat Leon Cupra 290, la spagnola si fa ancora più veloce

L'opinione dei lettori