• pubblicato il 09-04-2012

Toyota GT 86: la sportiva che mancava

di John Simister

Due litri aspirati e trazione posteriore: tutta da guidare!

VALUTAZIONE
4,5/5

Sembra che Mike Duff si sia preso una bella fregatura. La Subaru gli ha offerto un giretto con la BRZ su una pista da kart alla velocità massima di 70 km/h. Chissà che cosa aveva in mente la Subaru quando ci ha fatto guidare l’auto più attesa del 2012 in queste condizioni? Se era un tentativo di farsi pubblicità è davvero triste. Come se la Casa delle Pleiadi avesse qualcosa da nascondere.

Nel frattempo, mentre Mike fa i salti mortali per capire com’è la BRZ in quelle condizioni, io mi sto godendo due Toyota GT 86 senza nessun limite di velocità sul circuito giapponese di Sodegaura Valley. Per di più sotto la pioggia. Volendo posso anche spegnere tutti gli aiuti elettronici. In queste condizioni 13 giri bastano e avanzano per capire quasi tutto: i tecnici Toyota lo sanno e vogliono che lo scopriamo sulla nostra pelle.

A Yoshi Sasaki, ingegnere dello sviluppo della GT 86, non interessano la potenza massima o il grip estremo, men che meno i sistemi tecnologici che tengono sotto controllo questi due valori. Pensa che molti automobilisti si siano stufati di auto del genere e dei motori turbo e della trazione integrale di cui hanno inevitabilmente bisogno per gestire queste prestazioni estreme. «Un’auto è divertente quando puoi controllarla», dice.

Da dove mi trovo, sul basso sedile della GT 86, sbirciando il cofano che nasconde il flat four, la mia visuale non è molto diversa da quella di Mike Duff sulla Subaru. Anche da fuori le somiglianze sono molte, a parte la presa d’aria trapezoidale posizionata al contrario. La costruzione della BRZ/GT 86 sarà anche stata gestita dalla Subaru, ma lo stile è Toyota e ricorda molto quello della 2000 GT degli anni Sessanta. Questo modello non passerà alla storia come un classico ma la sua linea promette grandi cose.

Per disattivare il traction control e l’ESP basta tenere premuto il relativo pulsante, ed è la prima cosa che faccio appena salito a bordo. Percorro i primi cinque giri con l’esemplare con il cambio automatico a sei marce con convertitore di coppia. Considerati i pochi giri a disposizione, è l’auto giusta con cui iniziare, perfetta per imparare a conoscere il telaio e sbizzarrirsi poi con l’esemplare con il cambio manuale.

Sodegaura è un circuito tortuoso e tridimensionale. E oggi è anche un po' scivoloso. La nota del motore nella pitlane è un mix tra il borbottio dell’Alfasud e il ruggito della Subaru ma senza quel ritmico pulsare dei bassi. Aziono il freno – progressivo, fermo, secco – e mi infilo in curva. L’avantreno entra deciso e il retrotreno lo segue obbediente. Insomma, a prima vista sembra un’auto dall’equilibrio perfetto. Con il crescere della velocità lo sterzo elettrico si rivela preciso e dal peso perfetto. Le condizioni di scarso grip mettono a dura prova la sensibilità del servosterzo elettrico EPAS, ma questa versione supera il test a pieni voti.

Quando finalmente ho memorizzato il circuito passo all’esemplare con il cambio manuale. Che meraviglia! La spinta a basso regime è decisa e progressiva e si trasforma in un’ondata di energia con il crescere della coppia. E con sei marce a disposizione riesco a sfruttarla tutta. Quando ci si infila in una curva veloce il muso tende ad allargare la traiettoria ma basta dare gas per rimetterlo in riga. Poi si raddrizza un filo il volante e ci si fionda nel rettilineo successivo, con il posteriore leggermente ballerino per effetto di tutta quella potenza.

Nelle curve lente invece si frena, si curva, si riapre il gas e si parte di traverso. È una derapata progressiva, piacevole e trasparente, ed è sempre tutto sotto il nostro controllo. La GT 86 si rivela così fluida che è evidente che anche su strada si guida che è un piacere.

«Con la GT 86 la strada migliore è quella tutta curve e sconnessioni», ci dice il capo sviluppo Tetsuya Tada. Perfetto: sono proprio queste le auto che ci piacciono. Una trazione posteriore così in questa fascia di prezzo (si parla di 30 mila euro) potrebbe monopolizzare gli appassionati della guida!

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    4 cilindri boxer, 1998 cc
  • CO2
    163 g/km
  • Potenza
    200 CV @ 7.000 giri
  • Coppia
    205 Nm @ 6.600 giri
  • 0-100 km/h
    6,7 secondi (stimati)
  • Velocità
    230 km/h (dichiarati)
  • Prezzo
    30.000 € circa
  • In vendita
    giugno