• pubblicato il 22-06-2015

Legendary cars: TVR Sagaris

di Francesco Neri

La TVR Sagaris, il canto del cigno della Casa automobilistica di Blackpool.

Di Case automobilistiche che non sono riuscite a sopravvivere e hanno chiuso i battenti ce ne sono parecchie. Molte hanno avuto sfortuna, altre sono state mal gestite, ma poche hanno costruito auto sportive così pazzesche da conquistarsi un posto d’onore nel cuore degli appassionati.

La TVR Sagaris è una di quelle auto che difficilmente si dimentica.

La filosofia TVR

Il motto della Casa costruttrice: “beacause Porsche are for girls”, la dice lunga sulle intenzioni bellicose di queste auto sportive britanniche.

Nata nel 1947 a Blackpool, la TVR ha sempre costruito le proprie vetture secondo tre criteri: leggerezza, tanta potenza, e niente filtri elettronici.

Tra le auto più incredibili troviamo la Cerbera, la Chimera e la Tuscan, la loro linea è a dir poco esotica e la Sagaris è il canto del cigno che incarna meglio la filosofia di queste vetture.

Un motore da 400 cv in una macchina che pesa poco più di mille chili farebbe impallidire chiunque.

La Sagaris non è per niente un’auto facile e, come tutte le TVR, è famosa per due cose: il carattere ribelle e la scarsa affidabilità. I mille problemi di rottura, sia per quanto riguarda il motore sia per l’elettronica, sicuramente non hanno giocato a favore della sopravvivenza dell’azienda.

Lo speed six

Tuttavia, quando tutto funziona, è un’auto che sà eccitare e terrorizzare come poche altre. Il lungo e minaccioso cofano stracolmo di prese d’aria (sigillato con delle viti) nasconde un motore a sei cilindri in linea aspirato da 4.0 litri che sviluppa 400 cv e 478 Nm di coppia, il famoso Speed six.

Questo motore dal suono rauco e brutale è incaricato di spostare un’auto che sulla bilancia segna solo 1.078 kg. La Sagaris stacca lo 0-100 Kmh in 3.8 secondi e raggiunge i 300 kmh di velocità massima.

Lo sterzo è così diretto e sensibile da richiedere una concentrazione fuori dal normale, e considerando il passo corto (2.361 mm) e l’assenza di ABS e controllo di trazione, c’è da preoccuparsi anche di starnutire per non finire fuori strada.

Questo non bastò ad intimorire quegli acquirenti che trovavano troppo docile una Porsche e troppo mainstream una Ferrari, e le TVR di ogni tipo presenziavano ai trackday in cerca di sportive da "umiliare".

La TVR oggi

Fino a cinque o sei anni fa non era difficile trovare nel mercato dell’usato delle TVR con pochissimi chilometri a prezzo stracciato, ma nell’ultimo periodo stanno riacquistando valore e gli esemplari di Sagaris diventano sempre più appetibili e richiesti.

Dopo la vendita dell’azienda ad un miliardario russo nel 2004, la Casa subì un veloce declino, e i costi di gestione alti e la scarsa domanda di vetture fecero chiudere definitivamente l’azienda nel 2012.

Tuttavia, nel 2013 l'imprenditore inglese Les Edgar ha annunciato di aver rilevato la ditta e qualche mese fa è trapelata qualche informazione su una probabile rinascita del marchio e di una nuova creatura con stemma TVR.

Questa sì che è una buona notizia.

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