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Volkswagen Golf GTI Clubsport: per gli amanti della guida

La Volkswagen Golf GTI Clubsport potrebbe essere la miglior GTI di sempre, e di gran lunga

di Francesco Neri -

Lo dico subito: la Volkswagen Golf GTI Clubsport è una delle migliori compatte a trazione anteriore che abbia mai guidato. È così valida da poter scalzare dal gradino più alto del podio la mia hot hatchback preferita di sempre: la Renault Mégane RS.

Voglio essere franco, l’ultima generazione di Golf GTI non mi è particolarmente piaciuta. Poco potente rispetto alle rivali, troppo composta e soprattutto poco coinvolgente. La Golf R mi ha convinto di più, ma, pur essendo velocissima, manca di quella reattività e di quella precisione da vera sportiva. La Golf GTi Clubsport, credetemi, fa un’altro sport. Il suo alettone, la sua bocca aggressiva e il suo assetto bassissimo sono tutt’altro che un’operazione di marketing. Il motore 2.0 turbo TSI eroga 265 CV a 5.500 giri e 380 Nm di coppia già a 1.700 giri, abbastanza per lanciare la Clubsport da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi fino ad una velocità massima di 250 km/h. La trazione è anteriore – come sulla GTI standard – ma qui troviamo un differenziale meccanico a controllo elettronico che svolge bene il suo lavoro, senza strattonare troppo quando cerca trazione.

ARMATA E CARICATA

I primi metri al volante della Volkswagen Golf GTi Clubsport non sono molto entusiasmanti: sembra una normale Golf: ben fatta, splendidamente rifinita, ma anche distaccata e fredda. Il volante in Alcantara® con il “mirino” rosso è stupendo, senza dubbio, così come i sedili avvolgenti, anch’essi in Alcantara®. Di questo materiale ne troverete a profusione e devo dire che rende l’abitacolo un posto davvero speciale.

L’assetto, anche i modalità comfort (gli ammortizzatori adattivi hanno due modalità) è rigido. Saltella, vibra, ma allo stesso tempo non vi dà la sensazione di spaccare cerchioni e ammortizzatori ad ogni buca. Dopo un paio di curve mi accorgo che dallo sterzo sento più informazioni di quante ne servono e le ruote cominciano a dialogare con me. Questo è decisamente un buon indizio. Questa Clubsport è un animale molto diverso dalla GTI da cui deriva, molto più focalizzata e a disagio in città, come un’arma armata e caricata che non vede l’ora di sparare.

SULLA STRADA GIUSTA

La porto sulla mia strada di montagna preferita: un percorso poco trafficato di circa 15 km in grado di mettere sotto stress anche la più dotata delle compatte. Non ci vuole molto per capire che la Clubsport ha talento da vendere. Il motore 2.0 TSI non spinge con la stessa brutalità di quello della cugina Leon Cupra (che ha 35 CV in più), ma ha la stessa erogazione “infinita” ed è abbastanza potente da non farti desiderare di più. La trazione è monumentale: il differenziale anteriore lavora così bene che, anche in seconda marcia, ti traina fuori con una determinazione incredibile, senza farti cambiare di un millimetro la traiettoria impostata. Frenare prima di una curva è più o meno un optional. Il telaio è così composto e c’è così tanto grip che faccio fatica a credere al ritmo che sto tenendo su questa strada.

Le Michelin Pilot Super Sport da 225/19 danno un bel contributo, ma attribuire il merito solo alle gomme sarebbe scorretto. Sono davvero convinto che le auto in grado di tenere il passo della Clubsport su queste strade insidiose stanno sulle dita in una mano. Dove occorre frenare, impostare la curva e aspettare prima di dare gas, con la Clubsport basta tenere giù il piede: ci vuole solo un atto di fede. Ho fatto la stessa strada con la Golf R, più volte, e nonostante la maggiore potenza, al limite cominciava a coricarsi e andare in crisi, mentre la trazione integrale in uscita dalle curve creava solo disagio e confusione. Se la R annienta la strada come un martello, la Clubsport segue il vostro pensiero come un laser. L’anteriore è così saldo che avrete l’impressione che ci siano dei binari, mentre il posteriore segue, ma senza scivolare. Semplicemente: curva. Se entrate in curva a vita persa, frenate e/o alzate il piede dall’acceleratore, allora il retrotreno comincia a saltellare come quello di un Kart, ma basterà dare gas per continuare sulla vostra strada, con relativa facilità, aggiungerei. Incredibile.

Ma la parte migliore della Clubsport è che è coinvolgente. Esattamente come con una Porsche RS, riuscite a sentire la strada con le mani e con il fondoschiena, acquistando una fiducia tale da poter esplorare da subito il limite dell’auto.
Non ci sono veri e propri difetti, ma se proprio devo sforzarmi direi che il sound è fin troppo educato e il pedale del freno diventa un po’ spugnoso in fretta ed è sempre un po’ filtrato nella risposta. Ma sulla potenza frenante, poco da dire.

VERDETTO

Sono partito con qualche pregiudizio, ma la Volkswagen Golf GTI Clubsport è così speciale da avermi letteralmente conquistato. È velocissima, efficace e divertente come poche altre auto sportive a trazione anteriore. È la più efficace, rigida e precisa delle attuali concorrenti, ed è senza dubbio la Golf sportiva migliore del listino. Con il plus di essere accettabile anche nella guida di tutti i giorni e, perché no, bella. Con un prezzo di 38.700 euro, costa poco di più di una GTI standard (32.700 euro) e parecchio meno di una Golf R (45.900 euro). Se mettete il piacere di guida al primo posto, allora la Clubsport è quella che fa per voi.

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