• pubblicato il 29-11-2015

Volkswagen Golf R, la prova in pista

di Francesco Neri

Abbiamo provato la Golf più veloce di sempre sul circuito pavese di Castelletto di Branduzzo

Siamo alla fine di novembre e fuori ci sono solo due gradi centigradi. Dalle parti di Pavia il freddo non scherza, aiutato da un’umidità che ti entra nelle ossa. Fortunatamente, la Golf R è un bel posto in cui stare. Basta mettere la modalità ECO, il cambio in D, accendere i sedili riscaldabili e farsi accompagnare fino alla pista di Castelletto di Branduzzo in totale relax.
Sono già stato due mesi fa con una Mégane RS a girare qui, ma allora l’asfalto era molto più caldo. Sono curioso di vedere come la R se la caverà contro la Mégane, una delle compatte sportive più veloci e coinvolgenti del momento, anche se, caratterialmente e concettualmente, le due auto non potrebbero essere più diverse.

Facile e veloce

La tedesca sulla carta sembra essere molto veloce: con 300 Cv, 380 Nm di coppia e la trazione integrale con giunto viscoso, sulla pista stretta di Castelletto dovrebbe risultare un’arma molto efficace.

Metto in modalità “Race”, disattivo l’ESP e parto con cautela per vedere quanto grip c’è a disposizione sull’asfalto gelido, la risposta è: poco. Il primo giro sembra pattinare sul ghiaccio, con l’anteriore che morde e il posteriore che scarta di colpo in rilascio anche a 30 km/h. A differenza della passata generazione di R, su questa i controlli si disattivano del tutto, lasciando il guidatore in preda al suo destino.
Fortunatamente, con la Golf è davvero facile andare forte: una volta scaldate le gomme (e l’asfalto), il grip delle P-Zero 225/40 montate su cerchi da 18” è esemplare e gli ammortizzatori garantiscono quel minimo di rollio che avvisa l’avvicinarsi del limite.

Lo sterzo ha una bella consistenza ed è diretto al punto giusto, anche se a volte può apparire un po’ asettico e distaccato, soprattutto su strada. Aumentando l’andatura, invece, la sensibilità aumenta, e vi avvisa sempre quando le gomme stanno per dare forfait.

Ama la guida da teppista

La R non è proprio un peso piuma - pesa 1500 kg - ma la rapidità con cui punta la corda è davvero impressionante. In ingresso di una curva si può far sempre affidamento sull’anteriore, mentre il posteriore è sempre pronto a chiudere ad ogni minimo rilascio del pedale del gas. In effetti, la R è molto sovrasterzante, almeno finché non rimettete il piede sul gas. In ingresso il culo parte così tanto da chiedervi se qualcuno di nascosto non vi stia tirando il freno a mano: basta aspettare di scegliere l’angolo di traverso che volete e poi seppellire l’acceleratore per far lavorare il differenziale, che sapientemente trasferisce la coppia alle quattro ruote e vi spara fuori dalla curva.
Purtroppo il sistema haldex rende più simile la Golf ad una vettura a trazione anteriore con una diabolica quantità di grip, piuttosto che ad una 4X4 “rally style” come una Subaru WRC o un EVO.

Se guidata in modo pulito, la Golf tiene la traiettoria in modo sorprendente, fuori dalle curve si accovaccia e vi spara lungo la curva successiva senza apparente sforzo. Niente sottosterzo ne sovrasterzo, solo un’immensa trazione e la spinta del turbo. Ma il modo migliore per guidarla, è con brutalità: lanciatela di traverso in curva e vedrete la R “lavorare di 4X4” per contenere il sovrasterzo.

Il motore 2.0 TSI è davvero un gioiello. È tondo, progressivo e morbido ad andature tranquille, ma pestando sul gas spinge davvero forte. Il turbo-lag è quasi nullo e la verve che dimostra verve la zona rossa del contagiri getta definitivamente nel dimenticatoio il concetto di motore turbo che “in alto muore”.
Il cambio DSG, poi, la fa sembrare ancora più veloce: la rapidità e la dolcezza con cui butta dentro le marce permette al motore di sfruttare ogni Cv e Nm a disposizione. Solo in scalata, richiamando la seconda, a volte esita un po’, costringendovi ad aspettare qualche decimo di troppo e magari a sbagliare anche marcia; ma questo non toglie che la velocità sia lodevole.

A tutto tondo

La Volkswagen Golf R è una vettura indubbiamente veloce e relativamente facile, grazie soprattutto alla trazione integrale e al cambio DSG. Il modo con cui punta l’interno della curva e mantiene la traiettoria è esemplare e la sua propensione a giocare con il posteriore è stata una bella sorpresa.
Detto questo, non è un’auto pensata per la pista; il suo peso non proprio piuma e lo sterzo un po’ anestetizzato la rendono sì veloce, ma anche poco coinvolgente. Dopo qualche giro i freni iniziano a mollare e iniziando a forzare con il ritmo l’auto sfocia in un sottosterzo.
Ma come capacità di andare forte in ogni situazione (e con ogni condizione atmosferica), la Golf R non ha rivali, e rispetto alla vecchia generazione è più veloce e molto più divertente.

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