• pubblicato il 30-10-2012

C'era una volta il Nokia N-Gage

di Luca De Santis

Chi per primo ipotizzò che lo smartphone potesse assurgere a console di giochi portatile fu la Nokia, col suo sfortunato N-Gage

Poco prima dell'uscita della Playstation Portable e della Nintendo DS, la Nokia ripose la sua fiducia in un progetto che solo anni dopo avrebbe fatto tremare i grandi colossi dei videogames: uno smartphone capace di essere anche una console vera e propria. Il Nokia N-Gage uscì nel 2003 e, seppure il suo parco giochi non superava le poche decine di titoli, per alcuni anni entrò come piattaforma nei progetti delle software house più importanti. Le piccole schede di memoria ricordavano quelle di un'altra sfortunatissima console, l'Atari Lynx, e purtroppo con questa condivise anche una repentina fine.

Il piccolo mattoncino arancione a forma di cornetto fu persino ridisegnato e rilanciato sul mercato con il nome di N-Gage QD, ottimizzato in design e con una batteria più duratura, ma il prezzo esorbitante rimase immutato e anche questo non aiutò di certo la sua diffusione. Pochi anni dopo, della piccola invenzione Nokia non rimase che un ricordo sbiadito, qualche lamentela e l'idea amara di qualcosa che avrebbe potuto essere rivoluzionaria. Poi arrivò la Apple col suo IPhone e la Nokia si ritrovò in un angolo a mordersi i gomiti.
Fine della storia.

N-Gage, prima console di sesta generazione

Abbiamo riesumato questa piccola fetta di storia dei videogiochi perché in questi tempi di retrogames e rivalutazione di un passato videoludico, spesso sfugge che la N-Gage fu il capostipite delle console di sesta generazione, e vedere in quel piccolo schermo un'ottima grafica e giochi dai marchi celebri -prima dell'avvento di PSP e DS- fu un colpo al cuore per quei pochi che la provarono. Di questo piccolo gioiellino sono almeno tre i titoli di racing game che hanno lasciato il segno tra le versioni delle console portatili.

Asphalt Urban GT (Gameloft, 2004)

Il gioco di guida arcade per eccellenza mostrava nella sua versione per il piccolo Nokia un comparto grafico da far risultare la grafica di un 3D convincente e velocissimo. Si poteva scegliere la vettura preferita tra Lamborghini, Audi e Morgan, e personalizzare motore e scocca a proprio piacimento. Le gare comprendevano circuiti reali che andavano dai paesaggi europei di Parigi a quelli metropolitani di New York, fino agli esotici e tecnologici quartieri di Tokyo. Utilizzando una connessione bluetooth era in più possibile competere con quattro amici, oltre all'opzione bonus di poter guidare un auto della polizia e cercar di acciuffare l'avversario. Incredibilmente lo schermo TFT a 176 x 208 pixel riproduceva fino a 4096 colori, e l'esperienza di un gioco così all'avanguardia sul proprio telefonino, cambiò l'idea stessa di videogioco portatile.

Colin McRae Rally 2005 (Codemasters, 2004)

Diretto concorrente del precedente titolo della Gameloft, Colin McRae su N-Gage fu probabilmente il miglior gioco di questa piattaforma. Non solo riusciva a simulare un'esperienza di guida fedele, ma riusciva a curare una fisica e una meccanica dei veicoli da rendere il prodotto davvero convincente (con cambio manuale, retromarcia, freno a mano e regolazione dei pneumatici, del cambio, delle sospensioni, freni e sterzo). La produzione Codemasters catturava l'essenza stessa del rally, fornendo un roster più ampio con Mini, Subaru, Audi, Mitsubishi e Toyota (per citarne alcuni), e circuiti europei come Francia, Grecia, Svezia e Finlandia. Tre le modalità di gioco opzionabili: Rally, Multiplayer, N-Gage Arena, e Driver, in cui si poteva concorrere alla Championship o scegliere una corsa a tempo, oppure sfidare gli amici in multiplayer col bluetooth. L'N-Gage Arena fu una piattaforma creata dalla Nokia in cui era possibile connettersi per valutare classifiche, scaricare informazioni e tenere sott'occhio i record degli amici. All'inizio il gioco non era dei più semplici e l'esperienza di guida poteva sembrare al limite del frustrante, ma bastava approfondire le potenzialità dei menu e dell'uso delle vetture per scoprire una simulazione di guida che l'N-Gage non riuscì più a eguagliare.

Need for Speed: Undercover (Electronic Arts Black Box, 2008)

Anche la EA si gettò nella produzione dei giochi per N-Gage proprio nell'anno del suo canto del cigno. Come un altro titolo che non ebbe uguale successo, Driv3r, la trama consisteva nell'infiltrarsi sotto copertura nel mercato nero delle auto da corsa rubate, rubando auto da concessionarie, alberghi o casinò e ovviamente vincere gare di corsa per le strade della grande città di Tri-City Bay. Avendo ormai quasi quattro anni di vita l'N-Gage riuscì in questo gioco a stupire per la sua grafica particolareggiata non solo sulle vetture (ben otto a disposizione), ma soprattutto nelle ambientazioni dei circuiti, ovvero quattro quartieri della metropoli: Palm Harbor, Port Crescent, Gold Coast Mountains e Sunset Hills. Con l'uscita di Need for Speed Undercover nacquero anche le due scuole di pensiero che si dividevano tra questo titolo e Colin McRae che seppur con una potenza minima di CPU e di memoria, poteva offrire una sensazione di velocità maggiore. Verissimo che all'inizio di Need for Speed, la Volkswagen R32 utilizzata per cominciare la carriera non fosse la più veloce del mondo, ma di sicuro il titolo riacquistava onore nei livelli successivi.

Di sicuro il progetto N-Gage della Nokia, anche se nel ricordo suona come un sonoro tonfo, è stato un importantissimo tassello che unì le console portatili ai nostri smartphone. E voi? Siete stati tra quei pochi fortunati che giocarono col cornetto arancione?

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