• pubblicato il 04-09-2015

Fuoristrada: Armello, la recensione

di Stefano Valente

Uno dei giochi più complessi e più belli dell'anno?

Il mese che è appena cominciato è per i videogiocatori molto impegnativo: sono disponibili due titoli open world importanti come Metal Gear Solid 5: The Phantom Pain e Mad Max, mentre a metà mese arriverà per gli appassionati di auto Forza Motorsport 6.  

Piccoli capolavori

In mezzo a tutti questi titoli così blasonati si rischia di perdere di vista alcune perle che magari non sono conosciute, ma che sicuramente valgono altrettanto, se non di più. E' il caso ad esempio di Armello, un gioco da tavola digitale che è, senza girarci troppo attorno, uno dei migliori disponibili quest'anno su PS4 e PC. Vediamo insieme quindi come è andata la nostra esperienza su PC in questa recensione.  

Gli eroi di Armello

Il regno di Armello è governato da un Re leone che è stato corrotto da una forza oscura: quattro eroi sono chiamati per sconfiggere la minaccia e noi saremo ovviamente uno di questi. Il gioco inizia quindi dalla schermata di selezione del personaggio: ogni animale antropomorfo rappresenta un approccio diverso al gioco stesso, con i lupi dediti all'attacco brutale, i topi maestri dell'oscurità, i conigli diplomatici e avventurosi e infine gli orsi esperti di magia.  

Molte strade, un unico obiettivo

Una volta iniziata la partita i quattro eroi si ritrovano nelle rispettive caselle base agli angoli della mappa con un unico obiettivo: arrivare al castello al centro e sconfiggere il Re. Ci sono molti modi per ottenere la vittoria: si può sconfiggere il Sovrano in un duello, si può aspettare che muoia per la corruzione che scorre dentro di lui o è possibile purificarlo raccogliendo quattro pietre particolari. Le abilità dei personaggi possono far propendere il giocatore verso una vittoria piuttosto che verso un'altra.  

Il regno di Armello 

La mappa su sui ci spostano a turno i giocatori è composta da caselle esagonali, ognuna caratterizzata da un differente tipo di terreno, come ad esempio foreste (che forniscono copertura), montagne (più difficili da attraversare), paludi (che tolgono un punto vita), luoghi sacri (che donano un punto vita), rovine da esplorare e villaggi da conquistare. Ad ogni turno i giocatori possono spostarsi di tre caselle per portare a termine degli obiettivi secondari che vengono forniti lungo il cammino con il fine ultimo di essere sufficientemente potenti per sconfiggere il Re.  

Tanto complesso quanto profondo

I parametri a cui i giocatori devono badare sono tantissimi e all'inizio in effetti Armello può risultare piuttosto ostico e difficili da comprendere, nonostante il lunghissimo e dettagliatissimo tutorial in italiano. Ci sono ovviamente i punti vita e i punti di difesa che variano in base alla classe. Poi c'è l'ingegno che determina il numero di carte che il giocatore può avere all'inizio di ogni turno, lo spirito che determina quanto mana può avere ogni giorno il giocatore, i soldi e la magia da spendere per usare le carte e infine il prestigio e la corruzione che hanno un meccanismo complesso che spiegheremo più avanti.   

Non sarete mai soli 

Oltre ai quattro eroi e al Re, sulla mappa è possibile trovare le guardie del sovrano e delle creature oscure chiamate Flagelli che altro non sono che emanazioni dell'oscurità. Ogni volta che due personaggi si incontrano su una casella parte una battaglia: i punti di attacco di ogni personaggio rappresentano il numero di dadi lanciati durante lo scontro, relegando quindi in parte l'esito dello scontro alla sorte. Su questo esito incerto si può intervenire utilizzando le carte (da spendere con punti magia o soldi), rendendo quindi Armello in tutto e per tutto un vero e proprio gioco da tavola. Le carte sono oltre un centinaio, splendidamente disegnate e di moltissimi tipi diversi. Ci vorrà molto tempo per conoscerle tutte e imparare ad usarle.  

Giorno e notte, bene e male

Nel mondo di Armello c'è anche il ciclo giorno/notte, un'altra variabile di cui i giocatori devono tener conto poiché influisce sui combattimenti (donando particolari poteri a seconda del momento ad alcuni personaggi) e determinando il corso della partita. La corruzione infatti toglie un punto vita al giorno al Re che dopo nove giorni muore per l'infezione. Al termine di questo periodo vince il giocatore con il più alto prestigio, un valore che può aumentare con la conquista dei villaggi o con la vittoria negli scontri. Anche i personaggi di Armello possono essere corrotti e perdere così un punto vita al giorno: essere corrotti però dona anche poteri particolari, come la possibilità di impadronirsi dei punti vita degli avversari sconfitti, spingendo quindi i giocatori ad uno stile di gioco aggressivo e malvagio. Infine all'alba di ogni giorno, il personaggio con più prestigio può decidere tra uno dei due decreti (particolari penalità) che il Re vuole imporre: in tal modo spesso è possibile arginare i danni.  

Anche l'occhio vuole la sua parte 

Come avrete capito leggendo questa descrizione del gameplay di Armello, ci troviamo di fronte ad un titolo estremamente complesso, arricchito poi da una veste grafica assolutamente di prim'ordine, con un character design ispiratissimo e accattivante e con una una serie lunghissima di obiettivi da sbloccare, artwork da ammirare e carte da collezionare.  

Un gioco eterno? 

La longevità pressoché infinita di Armello (ogni partita è diversa dalla precedente grazie alla combinazione diversa dei personaggi e alla disposizione delle terre sulla mappa) è ancor più allungata dalla modalità multiplayer che permette ai giocatori di dare un senso alla definizione che gli sviluppatori stessi danno del gioco: come Game of Thrones, ma senza il sesso.  

Come Game of Thrones, ma senza il sesso

Allearsi, complottare alle spalle e battersi in duelli letali sono tutte azioni all'ordine del giorno nel mondo di Armello, un gioco da tavola digitale che non può assolutamente mancare nel catalogo dei fan del genere e che può addirittura conquistare chiunque dedica di dedicargli il tempo necessario per comprenderlo. Ne vale sicuramente la pena come avrete capito dopo questa recensione, perché senza ombra di dubbio, questo è uno dei titoli meglio realizzati dell'anno. 

Fuoristrada: Armello, la recensione

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