• pubblicato il 04-12-2014

Fuoristrada: La recensione di Assassin's Creed Unity

di Stefano Valente

Su PlayStation 3 e Xbox 360 invece Assassin's Creed Rogue ci porta tra i templari

Lo scorso 11 novembre sono usciti contemporaneamente ben due capitoli di Assassin's Creed, la celebre saga di Ubisoft che vede la setta degli assassini affrontare in varie epoche e in varie città sparse per il mondo l'ordine dei templari. In molti erano contrari ad una annualizzazione della serie, ma Ubisoft è andata sulla sua strada, sfruttando al massimo la sua IP più importante che conta (prima dell'uscita di questi ultimi due capitoli) più di 173 milioni di copie vendute. 

Con dei risultati del genere è normale che quindi Ubisoft abbia deciso di sfruttare al massimo la sua uova dalle galline d'oro, ma non è forse in quest'ottica che va vista la doppia uscita di quest'anno: Assassin's Creed Unity infatti è il primo capitolo della serie ad essere concepito solo ed esclusivamente per PlayStation 4 e Xbox One. Un gioco del genere sarebbe impossibile sulle vecchie console, ma per non lasciare milioni di utenti a bocca asciutta, Ubisoft ha creato per loro Assassin's Creed Rogue, in esclusiva per PlayStation 3 e Xbox 360 (anche se una conversione HD è già prevista per PC a inizio 2015). 

Se però vi parliamo solo ora di questi due giochi non è perché ci troviamo nel periodo più affollato di uscite dell'anno (soltanto Ubisoft ci ha tenuti impegnati con Far Cry 4 e The Crew, senza considerare poi GTA 5 di Rockstar): in realtà ci siamo rifiutati di parlarvi prima di Assassin's Creed Unity per via delle sue pessime condizioni al momento del lancio. 

In maniera simile a quanto accaduto a DriveClub o ad Halo The Master Chief Collection, Assassin's Creed Unity è arrivato sugli scaffali con così tanti problemi da rendere  l'esperienza di gioco veramente frustrante tra un frame rate bassissimo e vari bug di ogni tipo. Noi abbiamo finito il gioco in quelle condizioni, ma prima di scriverne abbiamo posato il pad, aspettato che la maggior parte dei problemi fossero risolti (alcuni restano ancora) e dopo un altro giro nella Parigi rivoluzionaria siamo pronti a dirvi in questa recensione com'è davvero Assassin's Creed Unity

Parigi, 14 luglio 1789 

Tra le scelte più particolari (e discutibili) fatte da Ubisoft c'è la scelta del focus della storia di Assassin's Creed Unity: pur essendo il gioco ambientato durante la Parigi che ha fatto da scenario alla Rivoluzione Francese, l'avventura di Arno (il nuovo e carismatico protagonista) è tutta concentrata sulla sua vendetta e sulla sua storia d'amore. La Rivoluzione e i suoi importantissimi personaggi passano (volutamente) in secondo piano. Non si tratta quindi di un pasticcio come la Rivoluzione Americana di Assassin's Creed 3, ma di una scelta tanto ponderata quanto, a nostro avviso, discutibile. Si arriva al paradosso: Ubisoft, una compagnia francese, ha trattato meglio il Rinascimento italiano in Assassin's Creed 2, che la "loro" Rivoluzione in questo Unity. Evidentemente Assassin's Creed è ormai una serie troppo mainstream per concentrarsi sulla storia: del resto da quando la storia è "cool"? 

Una volta appurato che la storia (quella con la S maiuscola) è quasi irrilevante in Assassin's Creed Unity, cosa possiamo dire su Parigi? Si tratta sena dubbio di uno dei setting più riusciti, più affascinanti e più dettagliati che ci sia mai capitato di vedere in un videogioco. La città è architettonicamente riprodotta fedelmente, sulla base di quel che realmente c'era nella capitale francese alla fine del '700. Una volta risolti i sopracitati problemi di frame rate e i bug sui personaggi su schermo, passeggiare per le vie di Parigi potrebbe tranquillamente diventare un'abitudine per molti giocatori, anche senza portare a termine i compiti richiesti dalle missioni. Volendo muovere una critica a questo setting ci sentiamo di dire che per quanto sia bella la città, c'è un basso livello di interazione: è come un quadro meraviglioso, che percorriamo in lungo e largo, senza però fare la differenza (come invece accade ad esempio, sempre rimanendo in casa Ubisoft, in Far Cry 4). 

 

Gameplay rivoluzionato? 

Essendo il primo Assassin's Creed in "salsa next-gen" oltre ad un setting stracolmo di personaggi su schermo (troppi?), Unity avrebbe dovuto anche dare ai giocatori un gameplay rivoluzionato ed in parte questi ultimi sono stati accontentati. Innanzitutto sono cambiati i controlli, croce e delizia della serie. Ora, tenendo premuto il tasto della corsa è possibile in prossimità di una parete, salire o scendere attraverso la pressione dei rispettivi tasti. Questa nuova corsa acrobatica si rivela molto dinamica e snellisce immensamente le fasi di parkour anche se, vuoi per le vecchie abitudini o per certe imprecisioni del sistema di controllo, certe volte Arno sembra prendere iniziative non promosse dal giocatore o, peggio ancora, si pianta immobile sul posto. 

L'altra grande novità è l'approccio più dinamico alle missioni principali: per raggiungere il vostro obiettivo avrete a vostra disposizione diverse opzioni e starà a voi scegliere quale approccio vi sembra più adatto al vostro stile. Ad esempio, in una missione dovrete infiltrarvi in un palazzo e potrete scegliere se creare un diversivo sfruttando un carro pieno di fuochi d'artificio oppure infiltrarvi attraverso una finestra, dopo aver corrotto gli inservienti che la stanno pulendo. Se sulla carta questo approccio è molto dinamico, nel gioco tutto viene banalizzato da una scena di intermezzo che prima della missione mette in evidenza tutto quello che potrete fare: non c'è spazio per l'indagine e la strategia, al contrario è tutto pre-confezionato e pronto all'uso. Probabilmente Ubisoft non nutre molta fiducia nella capacità cognitive dei propri fan oppure, semplicemente, Assassin's Creed è ormai una serie troppo mainstream per "permettersi" un gameplay più ricercato. 

Uniti (matchmaking permettendo)

Le missioni secondarie riservano non poche sorprese: innanzitutto sono in numero altissimo, basta dare un'occhiata alla mappa della città che trovate nella gallery in apertura della recensione. In secondo luogo riescono a dare una varietà invidiabile ad Assassin's Creed Unity, anche se spiace vedere personaggi storici importantissimi relegati nelle attività secondarie di un gioco del genere. Tra le varie missioni spiccano ovviamente le Fratture temporali che porteranno Arno in delle (scriptate al massimo) sequenze a spasso nel tempo tra Belle Epoque, Medioevo e la Seconda Guerra Mondiale. 

Il piatto forte delle missioni secondarie, nonché vera e propria novità di Assassin's Creed nella serie, è l'introduzione di una modalità co-op che permette fino ad un massimo di quattro giocatori di affrontare alcune missioni appositamente studiate per un approccio collettivo. Anche in questo caso abbiamo riscontrato alcuni problemi: il matchmaking per trovare altri giocatori online con cui giocare certe volte impiega diversi minuti per avviare una sessione di gioco, altre volte invece semplicemente non ce la fa. Quando si riesce a giocare ci si rende conto di come queste missioni siano tra gli aspetti più riusciti del gioco e, pur essendoci sempre quella rigidità di approccio riscontrata nella campagna principale, l'introduzione di un elemento umano accanto a noi vivacizza come sempre l'azione. 

 

La storia di Shay  

Se un Assassin's Creed all'anno vi sembra eccessivo, sarete felici di sapere che quest'anno Ubisoft ha deciso di esagerare proponendone addirittura due: oltre a Unity troviamo infatti su PlayStation 3 e Xbox 360 Assassin's Creed Rogue, che ci farà calare nei panni (inediti nella serie) di un templare: Shay. Dopo aver abbandonato la setta degli assassini, Shay si unisce ai templari e chi meglio di lui può guidare una caccia all'assassino? La trama di Rogue è un vero e proprio must per i fan della serie perché fa da collante tre la saga americana (composta dal terzo e dal quarto Assassin's Creed) e Unity. Il setting scelto, per evidenti ragioni di risparmio, è ancora una volta il Nord America: in tal modo è stato possibile riciclare alcuni aspetti dei precedenti capitoli ed inoltre è stato possibile riportare ancora una volta su schermo le apprezzate sezioni navali, che questa volta si spingono fin tra i ghiacci dell'Artide. Graficamente il gioco spreme al massimo l'hardware datato delle console su cui è stato pubblicato e complice anche un livello di difficoltà sopra la media per la serie, Assassin's Creed Rogue è forse il gioco da avere quest'anno per i fan, più di Unity. Seppur nel segno della tradizione infatti, Rogue riesce a dare agli appassionati della saga Ubisoft quello che vogliono (complotti, intrighi, epicità) in una veste "rassicurante" per quello che è a tutti effetti un capitolo ufficiale e non un semplice spin-off come alcuni temevano. 

Ci vediamo a Londra, tra un anno nel 19° secolo 

Assassin's Creed Unity è un gioco strano: tra alti e bassi accenna un sacco di idee che poi vengono solo scalfite. L'immenso potenziale dato da una delle ambientazioni più belle mai viste in un gioco, non viene sfruttato a dovere e una città stracolma di personaggi non è sufficiente per farci respirare l'aria rivoluzionaria della Parigi dell'epoca. Da questo punto di vista è impressionante pensare che si tratti dello stesso publisher di Far Cry 4, che riesce a dare risalto ad uno scontro molto più "piccolo" da un punto di vista storico, ma più efficace in termini narrativi e di ambientazione. Nel frattempo quindi, Assassin's Creed Unity viene confinato in un limbo in cui non è né innovativo e né tanto meno classico: si tratta di un capitolo di transizione che pone le basi per un futuro cambiamento concreto, al momento non pienamente riuscito e dopo un lancio disastroso Assassin's Creed guarda già al futuro: nonostante i capitoli trattati in questa recensione siano usciti da meno di un mese, è già trapelata in rete la conferma che per il 2015 è atteso un nuovo capitolo. Assassin's Creed Victory sarà ambientato nella Londra vittoriana e uscirà nel 2015 su PlayStation 4 e Xbox One

Questi poveri assassini non ne vogliono proprio sapere di andare in vacanza, ma (forse) sarebbe proprio quel che gli servirebbe per tornare a stupire. 

 
Fuoristrada: La recensione di Assassin's Creed Unity

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