• pubblicato il 06-04-2015

Fuoristrada: la recensione di Bloodborne

di Stefano Valente

Il titolo di From Software è la prima esclusiva che fa davvero la differenza

Ogni tanto esce un videogioco capace di rompere gli schemi e proporre qualcosa di nuovo: uno di questi fu Demon's Souls, correva l'anno 2009. Seguirono poi Dark Souls e il suo sequel, Dark Souls 2. Con soli tre titoli From Software ha portato una ventata di tetra freschezza. E tanta, tanta, frustrazione.  

Bloodborne è il sequel spirituale di questi videogiochi appena elencati: stesso sviluppatore, concetto simile, ma cambia l'ambientazione (da fantasy ad horror) e poi c'è lo zampino di Sony. Come il primo Demon's Souls infatti, Bloodborne è un'esclusiva Sony, stavolta per PlayStation 4 e (ve lo anticipiamo già ora) è sicuramente la migliore e più importante sino ad ora uscita. Scopriamo in questa recensione perché.  

Impegnativo e oscuro

Partiamo da un presupposto: se cercate un videogioco poco impegnativo e rilassante state alla larga da Bloodborne. Il titolo di From Software richiede dedizione totale, come quella che si può dedicare solo ad un hobby impegnativo o a qualcosa a cui si tiene davvero tanto. From Software infatti vi scaglia nella città di Yharnam totalmente, letteralmente e crudelmente impreparati.  

Forse non lo avete mai provato un gioco così, uno che non vi spiega nemmeno i tasti. Che non vi dice cosa fare, dove andare, come proseguire. Nulla. Sarete (quasi) sempre da soli, spinti solo dalla vostra voglia di scoprire, proseguire, esplorare, capire e andare oltre. Spingersi in là, in tutti i sensi: questo è lo scopo del gioco. 

Alla scoperta di Bloodborne 

Cercando di ridurlo ai minimi termini, Bloodborne è un gioco d'azione in terza persona con una spiccata natura da gioco di ruolo. Il vostro personaggio è un Cacciatore, sguinzagliato per le strade di Yharnam per debellare le bestie di una piaga immonda. Ogni volta che abbatterete un nemico otterrete dei punti.

Ogni volta che invece sarà un nemico ad avere la meglio su di voi perderete tutto e dovrete rincominciare dall'ultimo salvataggio. Considerando che spesso si possono percorrere molte strade prima di trovare una lampada (punti di salvataggio) e che per morire bastano pochi colpi anche dei nemici più comuni, potete facilmente capire perché Bloodborne è considerato uno dei giochi più frustranti e difficili che ci siano in circolazione.  

Adrenalinico 

Questa difficoltà per qualcuno è un muro, per altri uno stimolo. Ciò che però trascende le preferenze, è la qualità del level design: il vostro compito sarà infatti proseguire, guardinghi e attenti, nell'esplorazione della città-dedalo, aprendo costantemente nuove scorciatoie verso la lampada di salvataggio precedente o trovandone di nuove, intervallate ogni tanto da immensi e impossibili boss da sconfiggere.  

Il brivido che dà il non sapere cosa ci aspetta dietro l'angolo, né tanto meno sapere come affrontarlo, è eguagliato soltanto dalla euforia che si prova superando l'ennesimo ostacolo. Presto, se si accetta di entrare della malata logica degli sviluppatori, andare avanti diventa una questione di principio ed un piacere, per non dire una necessità. 

L'attacco è la migliore (l'unica) difesa

Ad aumentare esponenzialmente l'adrenalina ci pensa poi il sistema di combattimento: se nei titoli della serie Souls c'era una scudo, questa volta ne sarete totalmente sprovvisti. La vostra migliore arma sarà l'attacco. A rincarare questo aspetto c'è ad esempio la possibilità di recuperare per un breve periodo la vita sottratta dai nemici se li si riesce a colpire subito.

L'azione si fa frenetica e voi morirete tante, tantissime, volte. Ed è normale: perché oltre al vostro personaggio anche voi crescerete ed imparerete ad entrare nelle fitte maglie del gameplay di questo immenso e (a tratti) perverso mondo di gioco.  

Nel nome di Lovecraft

Le ambientazioni di gioco, spesso collegate tra loro con vie secondarie che starà a voi trovare, sono tanto varie quanto tetre e presentano una città piuttosto gotica con qualche escursione (boschi e castelli vari) in un crescendo di follia (tra sogno ed incubo) chiaramente ispirato all'opera di H.P. Lovecraft. Il padre di Cthulhu ha indubbiamente influenzato moltissimo gli artisti di Bloodborne e in alcune fasi vi sarà più che chiaro.  

Doppio multiplayer 

Non scoraggiatevi comunque: non dovrete affrontare tutto il gioco da soli. Il capolavoro From Software ha infatti due nature multiplayer. La prima consiste nella possibilità di richiamare nella vostra partita altri giocatori da altri mondi, pronti a darvi una mano. Spesso la cooperazione è necessaria, ad esempio per battere i boss. Cooperare conviene a tutti, poiché chi aiuta ha come vantaggio la garanzia di non perdere la valuta rilasciata dai nemici che può essere spesa sia per fare level up che per comprare oggetti, armi ed armature.

La seconda modalità ci permette invece di giocare con i nostri amici in dungeon creati proceduralmente. 

Un capolavoro

Ci sarebbero milioni di cose da dire su Bloodborne, ma ogni aspetto descritto è uno in meno che non scoprirete da soli. E nessuno (se non voi stessi con degli spoiler) vi può privare di questo piacere. Bloodborne è uno di quei giochi che vi costringerà a fare le notti davanti alla PlayStation tentando per l'ennesima volta di battere quel boss o trovare quella scorciatoia tanto bramata verso la prossima lampada per mettere in salvo tutto quello che avete raccolto. E, se siete dei veri hardcore gamer, la mattina dopo potreste seriamente ritrovarvi a ripensare alle strade da percorrere, a come si collegano tra loro, ai (pochi ed enigmatici) personaggi incontrati, cercando di capire cosa vogliono e come possono esserci utili.  

I difetti (principalmente tecnici, come gli eterni caricamenti ed un frame rate pessimo in co-op) ci sono, ma si perdona tutto di fronte a questo affascinante ed enigmatico capolavoro. Bloodborne, pur essendo un videogioco estremamente di nicchia (per ambientazione e difficoltà) è quindi il primo vero e proprio capolavoro in esclusiva per la console Sony.  

Non fatevi intimorire, sarete ripagati per ogni goccia di sangue e di sudore che verserete su Bloodborne

Fuoristrada: la recensione di Bloodborne

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