• pubblicato il 21-11-2014

Far Cry 4: La recensione che vi guida alla scoperta del Kyrat

di Stefano Valente

La follia dilaga, dai tropici all'Himalaya 

C’è chi impiega due anni per compiere un viaggio, ma l’importante in questo caso non è quanto ci si mette, bensì la meta.
E Far Cry 4 (a questo gioco è dedicata la recensione) è uno dei migliori traguardi raggiunti (recentemente e forse in assoluto) da Ubisoft. Il nuovo open-world sviluppato dallo studio di Montreal è stato atteso con impazienza dai fan, soprattutto per vedere se era possibile bissare il successo (di pubblico e critica) riscontrato dal terzo capitolo di questa serie che sorprese tutti con un gameplay estremamente vario e profondo.

Abbandonate le spieggie esotiche, Ubisoft porta Far Cry alle pendici dell’Himalaya, nella regione inventata del Kyrat, terra divisa tra le forze reali dello spietato Pagan Min e la resistenza armata del Sentiero d’oro. Tra incudine e martello si ritroverà il nostro eroe, Ajay Ghale, un giovane nato nel Kyrat ma cresciuto in America e che ora torna nella sua terra natia per spargere le ceneri della defunta madre. Ma il destino di Ajay (il più caratterizzato dei protagonisti della serie che ci sia mai capitato di trovare) è già segnato: suo padre era infatti il capo del Sentiero d’oro e a lui non resta che seguirne le orme, condurre la resistenza e sconfiggere il carismatico e perverso Pagin Min

La guida per il Kyrat - Prima parte: Benvenuti! 

A livello di design Ubisoft ha compiuto delle scelte molto sagge ampliando e migliorando alcuni elementi e aspetti di Far Cry 3 senza stravolgere troppo le carte in tavola e questo non vuol dire affatto che (come potreste leggere in giro) Far Cry 4 sia un banale more of the same del precedente capitolo.
Partiamo dal setting: la regione del Kyrat è molto diversa dalle isole tropicali, con maggiori dislivelli e struttura più articolata: spostarsi da un luogo all’altro è decisamente più complesso. Il mondo intorno a noi è anche decisamente più vivo rispetto a prima con una fauna ancora più numerosa e soprattutto con scontri costanti tra le forse reali e i ribelli in giro per tutto il Kyrat. La differenza rispetto a tanti altri open-world è che accanto a tanti eventi random pre-impostati altri si creano dimanicamente in giro per la mappa, attraverso il semplice contatto tra le due fazioni. Il risultato principale è che il Kyrat risulta essere una regione che ha la sua vita e nella quale voi avrete un impatto sempre più determinante. 

 

La guida per il Kyrat - Seconda parte: Mai restare a piedi

Ma come si esplora un ambiente del genere senza i veicoli adeguati? per fortuna Ubisoft ha disseminato tutto il Kyrat con ogni mezzo che potete immaginare. A vostra disposizione trovere ad esempio i comodi quad (utilissimi per scalare le montagne), i classici fuoristrada e persino utilitarie e risciò. Ma non ci si sposta solo via terra: potrete anche volare con i deltaplani e i girocotteri (piccoli elicotteri molto manovrabili) o viaggiare sull’acqua con dei rapidi motoscafi.

Ce n’è dunque per tutti i gusti, ma quel che ci ha più colpito è la cura risposta per la guida e in generale l’elemento automobilistico all’interno di uno sparatutto: ad esempio è possibile attivare il pilota automatico mentre si è alla guida di un veicolo, lasciandovi quindi liberi di mirare e sparare. E che dire poi della possibilità di sparare alle gomme o riparare i veicoli distrutti per poterli utilizzare? Curiosa anche la scelta di utilizzare esclusivamente la visuale in prima persona per la guida, forse per valorizzare la cura riposta negli interni dei veicoli, ricchissimi di accessori e dettagli.
A ribadire ulteriormente l’attenzione verso guida in Far Cry 4 ci sono inoltre numerose missioni che pongono al centro proprio il recupero di alcuni veicoli, senza considerare le immancabili gare e gli inseguimenti. 
Per gli ecologisti infine c'è una sorpresa: gli elefanti. Ebbene sì, una volta appresa l'abilità potrete cavalcare gli elefanti del Kyrat e grazie alla loro possenza potrete invadere gli avamposti nemici. 

La guida per il Kyrat - Terza parte: Esplorate

Ma si sa, l’esplorazione è subordinata alla mappa (dove andremmo senza?) e come in Far Cry 3 (nonché come in tutti i giochi Ubisoft a partire da Assassin’s Creed, passando per Watch Dogs e il prossimo The Crew) dovrete esplorare il Kyrat alla ricerca delle torri radio che andranno conquistate per rivelare luoghi e missioni nei dintorni. Un tocco di classe senza eguali sono le trasmissioni di queste torri: prima della loro conquista emaneranno gli editti reali folli di Pagan Min, in seguito invece trasmetteranno il programma radiofonico (altrettanto folle) del Sentiero d’oro, condotto dal mitico Raby Ray Rana. Potrete dunque capire facilmente se vi trovate in una zona liberata o meno ascoltando la radio a bordo dei mezzi e come se non bastasse il gioco ne trae un grande vantaggio in quanto a caratterizzazione.

Ritornano anche gli avamposti nemici, ovvero dei covi pieni di soldati delle armate reali che andranno conquistati eliminando tutti i presenti, meglio se silenziosamente per non far scattare gli allarmi. La novità di Far Cry 4, sotto questo punto di vista, consiste nel fatto che gli avamposti liberati possono essere riconquistati dai nemici finché non avrete espugnato la fortezza più vicina. Le fortezze altro non sono che avamposti di dimensioni più che generose e popolate all’inverosimile di soldati: proprio per questo il gioco ci consiglia sin da subito di affrontarle in una fase avanzata del gioco (ovvero quando il vostro Ajay non sarà comparabile ad un carro armato) oppure in compagnia di un amico nell’inedità modalità co-op. Prima di poter scrivere questa recensione abbiamo sudato le fatidiche sette camicie per riuscire nell'impresa di liberarne un paio... Una volta conquistata la fortezza tutti gli avamposti della zona saranno definitivamente vostri. La soddisfazione che dà vedere la mappa rischiararsi e diventare sempre più dominata dalla resistenza è tangibile: basta un piccolo tour nelle zone liberate per rendersi conto dell’aria che tira. 

 

La guida per il Kyrat - Quarta parte: Una popolazione vivace

Una delle costanti che ha reso celebre la serie è la totale follia che regna in Far Cry: ebbene questo quarto capitolo non è certamente da meno. Emblematica è ad esempio la sequenza d’apertura che ci mostra Pagin Min (a cui Ajay è legato più di quanto immaginiate) in tutta la sua delirante dominazione. Altri personaggi compariranno ad aiutarvi e nessuno di loro avrà tutte le rotelle apposto tra mercanti d’armi che citano la Bibbia e strafatti mistici. Ad ogni modo non sono solo le persone ad essere fuori di testa in Far Cry 4: l’intero Kyrat è strutturato per lasciare una costante sensazione di spaesamento che si può provare, ad esempio, ogni volta che mentre stiamo assaltando un avamposto interviene la fauna, modificando drasticamente l’esito dello scontro... lo avreste mai detto che i tassi sono così resistenti? 

La guida per il Kyrat - Quinta parte: L'arma giusta, al momento giusto

Ma se Far Cry è considerato uno sparatutto non è solo per la visuale in prima persona: in effetti, per quanto un approccio stealth sia consigliabile, si spara molto nel Kyrat e su questo fronte non ci sono molte novità: proseguendo nella storia e nelle missioni secondarie acquisirete un vero e proprio arsenale da rivolgere contro i nemici, che tornano nelle loro varie specialità, ma anche con qualche new-entry come i cacciatori, che verranno a cercarvi, saranno capaci di controllare gli altri animali e soprattutto una volta individuati col binocolo possono comunque scomparire dal vostro radar. Vi complicheranno non poche volte la vita.

La progressione del personaggio è sempre legata ai punti abilità acquisibili con i level up e allo stesso modo torna il crafting per la creazione degli oggetti necessari per ampliare il proprio arsenale, come nuovi zaini, borse per munizioni e faretre. Ad allungare ulteriormente l’esperienza ci pensano i Punti Karma, acquisibili attraverso il completamento di alcune missioni e degli eventi random, che vi daranno accesso a speciali ricompense. 

 

La guida per il Kyrat - Sesta parte: Paesaggi mozzafiato 

Il Kyrat non sarà comunque l'unica zona che visiterete. Avrete infatti la possibilità di visitare il mondo immaginario dello Shangri-La e fare anche un salto sulla parte più impervia dell'Himalaya, tra i ghiacciai perenni. Le missioni nello Shangri-La riprendono la tradizione delle missioni mistiche di Far Cry e vi trasporteranno in un mondo dorato, pieno di zombie in cui sarete armati soltanto di un arco e di una tigre: l'arco, una volta teso, fa partire una sorta di bullet-time per prendere la mira con calma, mentre col mirino potrete anche indirizzare la tigre, che attaccherà ogni vostro nemico sulla sua strada. Le missioni sulla cima dell'Himalaya avranno delle variabili in più da tenere in considerazione, come ad esempio la necessità di avere delle bombole d'ossigeno per respirare e una ridotta visibilità (da sfruttare magari a proprio favore) a causa delle continue tempeste. 

Che siate nel Kyrat, nello Shangri-La o sull'Himalaya la qualità grafica della resa di Far Cry 4 è semplicemente incredibile. Oltre ad un livello di dettaglio davvero impressionante, è la direzione artistica a sorprendere, che rende ogni istante di Far Cry 4 una fotografia pulsante di un mondo ricostruito digitalmente. Non di rado oggigiorno i giochi arrivano pieni di bug sugli scaffali (emblematico il caso di Assassin's Creed Unity in questi giorni), ma Far Cry 4 si rivela molto pulito e rifinito. La versione da noi testata per questa recensione su PlayStation 4 (ma il gioco è disponibile anche su Xbox One, PC e sulle "vecchie sonsole") non ha mai mostrato il fianco a critiche di alcun tipo, con rarissimi rallentamenti o imprecisioni, regalandoci invece scorci mozzafiato così frequenti da consumare il tasto Share della console Sony. Anche sul fronte sonoro abbiamo riscontrato un ottimo lavoro, con una colonna sonora dal sapore ovviamente orientale e capace di sottolineare i momenti cruciali in maniera incisiva. Altrettanto valido è il doppiaggio in italiano. 

Cosa ci resta di questo lungo viaggio? 

Far Cry 4 segna nuove vette (scusate il gioco di parole) per la serie e in generale per come deve essere strutturato un open-world di questo tipo. L'avventura di Ajay vi farà sentire davvero al centro degli eventi del Kyrat e in essi voi avrete un impatto concreto, lungo un gioco che tra missioni principali e secondarie vi terrà impegnati per una cinquantina di ore abbondanti, alle quali vanno poi aggiunti gli scontri nella modalità multiplayer e nel co-op. Far Cry 4 quindi non è una banale rivisitazione del successo del terzo capitolo, ma il suo ampliamento, sia in termini di offerta, che di qualità. Il vostro appuntamento col destino (e con uno dei migliori videogiochi dell'anno) è quindi nel Kyrat, alle pendici dell'Himalaya. Ci sono pure gli elefanti: cosa state aspettando? 

Far Cry 4: La recensione che vi guida alla scoperta del Kyrat

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