• pubblicato il 20-07-2015

Fuoristrada: God of War 3 Remastered, la recensione

di Stefano Valente

Cinque anni dopo, com'è invecchiato Kratos?

La serie di God of War rappresenta una delle più importanti esclusive di Sony: del resto il genere degli action è uno dei più amati dai videogiocatori e come tale l’avventura di Kratos ha sempre avuto un occhio di riguardo su PlayStation. Proprio questa importanza ha spinto Sony a riproporre più volte quasi tutti i suoi capitoli: il primo e il secondo sono stati rimasterizzati dalle versioni PS2 a quella PS3 e lo stesso trattamento l’hanno poi subito i due spin-off per PSP, ripuliti e riproposti su PS3.

Ma su PS3 sono usciti anche due capitoli originali, God of War 3 e Ascension e proprio la terza avventura di Kratos è la prima ad arrivare su PS4. Come ogni remastered version, anche questa va valutata in fase di recensione considerando principalmente tre aspetti: novità offerte, qualità della conversione e peso degli anni sul gioco.

Novità?

Per quanto riguarda il primo aspetto, God of War 3 Remastered non offre praticamente nulla di nuovo a chi ha già assaporato il sangue versato cinque anni fa su PS3. L’unica novità rilevante è l’aggiunta di un Photo Mode che vi permetterà di catturare tutte le brutali esecuzioni che lo Spartano eseguirà sui suoi pressoché inermi nemici. 

La gloria dei 1080p per 60 fps

Sul fronte tecnico invece il lavoro svolto da Wholesale Algorithms (team che si è occupato della conversione) è ineccepibile: il gioco gira costantemente a 1080p e 60 frame al secondo per una fluidità veramente incredibile. Bisogna inoltre sottolineare che un’azione fluida in un titolo del genere non è solo un abbellimento estetico, ma contribuisce a restituire un’esperienza più piacevole. 

Vino o aceto? 

L’aspetto più delicato (sul cui del resto era quasi impossibile intervenire) e sul quale forse God of War 3 mostra il fianco a qualche critica è su come è invecchiato il gioco. L’avventura di Kratos appartiene ad un modo di concepire l’action ormai superato e i pochi titoli a far compagnia a Kratos, vedi Bayonetta, sono dotati di un sistema di combattimento molto più preciso. God of War invece punta tutto sulla spettacolarità e sull’azione (quasi) senza sosta. Sono moltissimi gli aspetti che ora risultano anacronistici, a partire dagli enigmi così naiv, sino all'assenza di una trama qualsiasi. 

Kratos: Spesso senza spessore

Prendendo sempre in causa la strega di Platinum Games come termine di paragone, potremmo anche fare un commento su Kratos, il protagonista di God of War: se la prima è protagonista di un’avventura evidentemente esagerata, eccessiva e quasi assurda, il secondo sembra spesso prendersi (troppo) sul serio. A God of War manca quell’autoironia che permette a Bayonetta di fare qualsiasi cosa, mentre Kratos si rivela un personaggio monodimensionale privo di spessore: non che ci si aspetti un Joel di The Last of Us in un gioco del genere, ma neanche uno che ammazza chiunque gli si ponga davanti, senza interrogarsi anche solo per un secondo sulle conseguenze. Sebbene sia evidente che si tratti di un personaggio accecato dalla rabbia, spesso si rasenta il ridicolo. 

Devastazione divina

Il gameplay rimane comunque sufficientemente piacevole con delle fasi action intervallate da sporadici enigmi ambientali e moltissimi boss, tutti spettacolari ed abnormi. L’arsenale di Kratos si amplia sempre più lungo l’avventura sino ad arrivare a ben quattro armi principali (che differiscono per velocità e potenza) e numerosi oggetti e magie utilizzabili per affrontare i moltissimi nemici (numerosi sia in termini di unità che per varietà) che vi ostacoleranno nel vostro perenne desiderio di vendetta nei confronti dell’Olimpo. 

Facilmente godibile, come un film

Purtroppo a difficoltà normale God of War 3 non offre un livello di sfida adatto a soddisfare i palati più raffinati, ma resta una storia perfettamente godibile, un immenso viaggio violento alla continua derisione dei miti greci (siamo oltre la citazione o lo "spunto") dal quale è comunque difficile distaccarsi. Il cosiddetto “flow” di God of War 3 è in effetti davvero ottimo e pur senza una trama degna di questo nome, riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo per ore ed ore, portandolo ad avanzare nella violentissima vendetta di Kratos.

Non sarà quindi la conversione su PS4 migliore mai vista, ma God of War 3 è comunque una buona occasione per giocare nuovamente uno dei più importanti titoli d’azione usciti su PS3 o, nel caso non l’abbiate mai fatto, recuperare un pezzo di storia della console Sony. Poi però guardiamo avanti, perché in futuro PS4 merita sicuramente di più di una conversione HD di un gioco d’azione che, purtroppo, non è invecchiato come si saremmo aspettati. 

Fuoristrada: God of War 3 Remastered, la recensione

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