• pubblicato il 06-06-2013

Torna GRID 2: ma non è tutto fango quello che sporca. Ecco la nostra recensione

di Luca De Santis

Il gioco di guida tanto atteso dalla Codemasters divide la critica e i giocatori: un'amara delusione o un capolavoro? Forse nessuno dei due.

Per i possessori di Xbox360 che non hanno avuto la possibilità di giocare a Gran Turismo 5 della Polyphony Digital (in esclusiva solo per Sony PS3), la Codemasters fece uscire per multipiattaforma il titolo Race Driver: GRID.

A cinque anni di distanza GRID 2 si ripropone con gli elementi che caratterizzavano il primo capitolo e delle migliorie davvero sorprendenti.

Ma non è tutto fango quello che sporca. Ecco la nostra recensione.

Ritorno con flashback

La Codemasters non è certo l’ultima arrivata in fatto di arcade di corse: sua è stata la serie di Colin McRae Rally e il brand di simulazione di Formula1, giunto al capitolo F1 2012 (che abbiamo recensito in uno dei nostri primi articoli).

GRID è sempre stata un’ottima alternativa per chi volesse evitare la parte complessa di simulazione di GT5, puntando a un divertimento più immediato e con soluzioni che si son fatte ricordare per l’originalità (come la funzione flashback per recuperare eventuali errori, presente anche in questo sequel.)

Dopo titoli dal successo strepitoso come Need for Speed Most Wanted e Forza Horizon, il nuovo capitolo Codemasters ha ripreso la classica struttura d’ingaggio (questa volta da un misterioso benefattore Patrick Callahan) per partecipare all’evento della World Series Racing, una corsa suicida in ogni angolo del mondo.

Più la nostra guida sarà spericolata e coraggiosa più la nostra fama ci farà scalare le classifiche dei migliori piloti.

Se i due titoli citati avevano scardinato un menu di corse preimpostato per un più libero free roaming, GRID 2 torna invece a una trama più lineare con corse da sbloccare secondo l’interesse dei clan e della fama che conquisteremo durante le corse.

D’accordo, della trama per un gioco di corse non ci importa davvero nulla, quindi veniamo alle cose serie.

Capolavoro o delusione?

Basta farsi un giro in rete per vedere che i giudizi su GRID 2 hanno spaccato a metà i racing gamers: chi ha urlato al capolavoro e chi ha invece espresso con particolare coloritura la sua delusione.

Eppure, mettendo le mani in pasta per una mezz’ora di gioco si riescono a comprendere i pregi e i difetti di un gioco che, anticipiamo, non è affatto così brutto come lo si dipinge, anzi.

GRID 2: la grafica

Partiamo dalla grafica che sembra spremere ben bene la console Microsoft, non solo per le bellissime ambientazioni con una regolazione dinamica delle illuminazioni, ma soprattutto per l’attenzione dedicata alla deformazione delle scocche e la fisica delle automobili.

Il cofano che salta e i cerchioni che raschiano l’asfalto restituiscono una credibilità di azione che dà un grande apporto al divertimento complessivo, un “target morph” che ha costretto gli sviluppatori a studiare le modifiche reali che subiscono gli elementi di carrozzeria durante i tamponamenti.

Il motore grafico che permette tutto questo è l’evoluzione del precedente EGO, arrivato all’engine 3.0 e che non fa assolutamente sentire la mancanza della prossima evoluzione XboxOne.

GRID 2: il gameplay

Se il gameplay è quello classico e un buon tutorial ci spiega, durante le prime corse, tutti i segreti per padroneggiare le auto, di sicuro la novità più evidente è quel Live Routes, che introduce un cambiamento di percorsi durante la corsa per tenere alto il nostro livello d’attenzione e non adagiarci su percorsi facilmente memorabili.

Qui in redazione abbiamo trovato quest’idea davvero ben fatta, costruendo così una longevità al titolo che per molti è la pecca dei racing games.

Il nostro giudizio

Ma se tutto sembra così perfetto, come si spiega lo scontento di quasi la metà dei gamers?

La colpa è sicuramente per una giocabilità minata dalla difficoltà di padronanza dei comandi, che solo su alcuni modelli di automobili sembra rispondere bene, mentre sulla maggior parte mancherà una restituzione fisica della vettura.

In più non essendoci all’inizio una divisione di cilindrata per le gare, spesso vi ritroverete a scegliere berline su percorsi adatti a fuoristrada, o delle monster su stretti circuiti fatti per auto sportive, costringendovi a ripetere più di una volta determinati percorsi.

Anche la difficoltà non sembra ben calibrata e i checkpoints di salvataggio son sparsi senza un apparente o almeno logico disegno.

O forse i giocatori che attendevano da tanto questo titolo si son sentiti presi in giro da una tanto glorificata intelligenza artificiale promossa in questi ultimi mesi nelle conferenze stampa, per poi ritrovarsi a volte con più automobili ingorgate in una strettoia.

Ma sapete una cosa? GRID 2 in multiplayer non ha nessuno di questi difetti.

Quindi, voi da che parte state?

Torna GRID 2: ma non è tutto fango quello che sporca. Ecco la nostra recensione

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