• pubblicato il 13-12-2015

Just Cause 3 è il gioco ignorante di cui avete bisogno: la recensione

di Stefano Valente

Corse in moto e auto, avvitamenti aerei su caccia ed elicotteri e tanto altro nel gioco più folle (e stupido) dell'anno

Ci sono almeno due punti di vista dal quale è possibile parlare di Just Cause 3 in questa recensione: potremmo parlarne in maniera impietosa e oggettiva, arrivando quindi ad essere quasi crudeli nei suoi confronti oppure potremmo prenderlo per quel che è, ovvero il passatempo più rumoroso dell'anno.  

Tutto prima o poi esplode

In Just Cause 3 vestirete i panni di Rico Rodriguez, che dopo aver liberato altri stati dall'oppressione dei tiranni, decide di dare una mano in casa, liberando la sua patria, Medici, dalle grinfie del Generale Di Ravello. Questa è la scusa perfetta per far esplodere qualsiasi cosa vi si pari davanti: è questo infatti il modus operandi adottato da Rico per liberare le isole. Man mano che proseguirete nel corso dell'avventura vi renderete infatti conto che dove passa Rico inevitabilmente qualcosa esplode. 

Fate attenzione: crea dipendenza

La struttura di Just Cause 3 ricorda molto da vicino quella vista negli ultimi due Far Cry con un vastissimo open-world tutto da riconquistare, sottraendo (area dopo area) i territori al Generale di Ravello. Rispetto però ai titoli Ubisoft ci sono alcune differenze: innanzitutto la mappa è incredibilmente più grande (e questo non è necessariamente un aspetto positivo) e inoltre il numero di luoghi da conquistare è molto più alto. Tra basi, insediamenti, villaggi, città e un paio di metropoli avrete moltissime ore di divertimento a vostra disposizione. Peccato però che sia le zone militari che gli insediamenti urbani siano, fondamentalmente, tutti uguali tra loro, differendo in fin dei conti solo in dimensioni. Una volta distrutto tutti gli obiettivi indicati libererete la zona, proseguendo così senza mai alcuna sorpresa.  

Una questione di dimensioni

Ovviamente le forze di Di Ravello si opporranno alla vostra avanzata e le basi più grandi richiederanno più impegno, sia per il numero di mezzi che verrà dispiegato contro di voi che per il maggior numero di elementi da far saltare in aria. Se nelle prime ore di gioco si rimane stupiti come dei bambini di fronte ai fuochi d'artificio di capodanno, dopo le prime conquiste il rischio di noia dovuto ad un continuo effetto di deja-vu è molto alto. Ed è a questo punto che ci si trova in difficoltà, perché pur riconoscendo una certa monotonia e piattezza nel gameplay di Just Cause 3, è comunque impossibile staccarsi dallo schermo. Attirati come degli insetti dalla luce, vi ritroverete a dire a voi stessi "Libero ancora una base e poi spengo" più volte di quante ne possiate immaginare. 

Cielo, mare e terra: per Rico non ci sono confini

L'esplorazione è comunque sempre divertente sia per l'utilizzo di una gamma di veicoli (acquatici, terresti e aerei) immensa che soprattutto grazie all'uso combinato di paracadute, rampino e tuta alare: come un piccolo Batman, Rico può infatti usare il rampino per attaccarsi realmente dovunque e può sfruttare la velocità di spostamento col rampino per prendere quota col suo paracadute. Se però quest'ultimo vi sembra troppo lento potete sempre chiuderlo e aprire la tuta alare che vi farà sfrecciare tra i cieli di Medici. Un corretto e abile uso di questi tre oggetti potrebbe farvi percorrere moltissimi chilometri senza mai poggiare I piedi per terra. Purtroppo però, come già accaduto in Mad Max (sviluppato dallo stesso team) il mondo di Just Cause 3 è un enorme sandbox vuoto, privo di quella ricchezza di eventi imprevedibili e fauna del sopracitato Far Cry.   

Missione: distruggere tutto

Tra un'esplosione e l'altra vi capiterà anche di fare qualche missione della storia principale, che come per tanti altri aspetti del gioco, riserveranno ben poche sorprese dopo le prime ore di gioco, se non un incremento delle dimensioni delle esplosioni che provocherete. Le missioni della storia e la conquista delle aree non sono però le uniche attività a disposizione in Just Cause 3: dopo aver liberato una città, una base o un insediamento potrete infatti accedere ad alcune particolari sfide che vi ricompenseranno con alcuni "ingranaggi" spendibili in un menu per la personalizzazione delle capacità di Rico. 

Le sfide di Rico

Queste sfide metteranno alla prova la vostra abilità con le armi e i veicoli disponibili in Just Cause 3 e costituiscono l'unica parte del gioco in grado di offrire un livello di difficoltà stimolante: preparatevi quindi a percorrere tracciati folli a bordo di auto, moto, elicotteri, aerei, paracaduti e ovviamente con la vostra tuta alare. 

Divertente e ripetitivo? 

Just Cause 3 è quindi un titolo che alla fine di questa recensione in parte delude le aspettative, proponendo un mondo di gioco estremamente ripetitivo, per certi versi vuoto e quasi anacronistico. Eppure nella sua semplicità riesce a proporsi come il gioco perfetto per spegnere il cervello una volta tornati a casa dopo una lunga giornata di lavoro: poche cose vi daranno la stessa soddisfazione di vedere saltare in aria le basi di Di Ravello!

Just Cause 3 è il gioco ignorante di cui avete bisogno: la recensione

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