• pubblicato il 21-02-2014

Need for Speed, la storia: tutte le evoluzioni del gioco di corsa

di Stefano Valente

Arriva nelle sale il film della serie di corse arcade più famosa di sempre: ecco tutti i giochi che hanno fatto la storia di Need for Speed

Il prossimo 13 marzo per molti appassionati di videogiochi di corse un sogno diventa realtà: esce in Italia il film di Need for Speed.

Certe volte uno non si spiega come sia possibile che certi eventi mediatici non si siano concretizzati prima: provate infatti a pensare alla celebrità della serie e al successo di film come Fast & Furious. Come è possibile che non sia stato mai fatto un film sulla storica serie di corse arcade di Electronic Arts?

Poco male, visto che ora finalmente le congiunzioni astrali hanno permesso la creazione di questo film che avrà come protagonista Aaron Paul, per gli amici Jesse Pinkman di Breaking Bad.

E quale occasione migliore quindi per celebrare la saga? Ripercorriamo assieme tutti i capitoli ufficiali usciti nell’arco di ventanni su più di venti console diverse, dal primo The Need For Speed per 3DO, sino all’ultimo Need for Speed Rivals per PlayStation 4 e Xbox One. 

Per comodità vi abbiamo diviso i vari titoli usciti suddividendoli per generazione di console. Si inizia con la quinta, a cui appartengono PlayStation, Sega Saturn e il 3DO, fino all'ultima (l'ottava) a cui appartengono le nuovissime PS4 e Xbox One

L'esordio: PlayStation, PC e 3DO

The Need for Speed (1994)

Il primo capitolo di questa lunghissima serie risale al 1994 ed è curioso il fatto che non sia nato su PC dove è sempre poi stato presente, né tantomeno su PlayStation dove non ha mancato (quasi) mai un titolo.

Il primo Need for Speed uscì sull’incompreso 3DO e poi portato su PC, sulla prima PlayStation e su Sega Saturn, proponendosi quindi sin da subito come un titolo multipiattaforma, caratteristica che diventerà iconica (e quasi comica) più avanti negli anni.

Il successo invece arrivò grazie alla grafica (all’epoca mozzafiato), agli inseguimenti adrenalinici e a tutte quelle feature all’avanguardia, come la registrazione della partita e il replay.

Need for Speed II (1997)

Riuscite ad immaginare un mondo in cui tra un Need for Speed e l’altro passano ben tre anni? Noi no, ma è quanto trascorso tra il primo ed il secondo capitolo, il quale nonostante sfrutti una formula vincente già collaudata delude in parte la critica, probabilmente pagando il peso degli anni trascorsi.

A posteriori però bisogna riconoscergli l’introduzione di uno degli elementi più importanti della serie: si intravede un’embrionale tuning nella possibilità di modificare il colore della vettura.

Need for Speed III: Hot Pursuit (1998)

Il terzo Need for Speed riprende in mano le redini della serie e si impone come uno dei più importanti della storia della serie grazie ad una grafica più che all’avanguardia e ad un gameplay che punta tutto sugli inseguimenti.

Su PC si possono pure impersonare finalmente i poliziotti: cosa volete di più da un gioco di macchine?

Need for Speed: High Stakes/Road Challenge (1999)

Altro giro, altra corsa: questa volta si aggiungono i danni alle vetture e i soldi guadaganti alla fine di ogni gara da spendere per il tuning. Ora uno standard, all’epoca una novità. 

 

Playstation2, Xbox e GameCube

Need for Speed: Hot Pursuit 2 (2002)

Dopo uno spin-off sulle Porsche (Need for Speed: Porsche Unleashed uscito nel 2000), la saga debutta sulle nuove PlayStation 2, Xbox e Nintendo GameCube giocando sul sicuro, con un seguito di uno dei migliori capitoli.

Hot Pursuit 2 è inoltre il primo Need for Speed sviluppato da un nuovo team, EA Black Box, il quale terrà in mano la serie per moltissimo tempo.

Need for Speed: Underground (2003), Underground 2 (2004)

Gli altri due Need for Speed usciti per questa generazione sono Underground e Underground 2.

I cambiamenti sono sostanziali: scompaiono gli inseguimenti e si punta tutto sul tuning delle vetture, complice anche il successo mediatico di film come Fast & Furious.

Inoltre le corse sono tutte notturne e come se non bastasse, scompare un tratto distintivo della serie: le supercar. Al loro posto invece troviamo macchine più comuni, che più si adattano per l’appunto alla cultura underground.

Alcuni fan della serie non ne furono molto felici, ma il successo diede indubbiamente ragione ad Electronic Arts

 

L'arrivo su Playstation3 e Xbox360

Need for Speed: Most Wanted (2005) 

Se durante la generazione della PlayStation 2 (la cosiddetta sesta generazione) sono usciti “solo” tre Need for Speed, con l’avvento delle nuove console si cambia decisamente marcia.

Need for Speed: Most Wanted è il primo ad uscire e sfrutta subito la potenza grafica di Xbox 360, mentre PlayStation 3 non è ancora sul mercato.

Il titolo, oltre ad avere una grafica spettacolare, reintroduce gli inseguimenti con la polizia e le super car, quasi a voler soddisfare quelle critiche mosse ad Underground.

Need for Speed: Carbon (2006)

Need for Speed è ormai una gallina dalle uova d’oro e Electronic Arts la spreme a fondo.

Nel 2006 esce Need for Speed: Carbon che è a tutti gli effetti il seguito di Most Wanted, riprendendone la maggior parte degli elementi ed introducendone alcuni.

Carbon batte il record della serie di versione disponibili: Electronic Arts dà la possibilità di giocare al suo ultimo Need for Speed su qualsiasi console disponibile in quel momento. Carbon è stato infatti rilasciato in ben 12 versioni: Microsoft Windows, Xbox, Xbox 360, Playstation 2, PlayStation 3, PlayStation Portable, GameCube, Wii, Game Boy Advance, Nintendo DS, Mac OS X e cellulari.

Need for Speed: ProStreet (2007)

Quando si rilascia un gioco all’anno è necessario introdurre ogni volta qualche novità e correre dei rischi.

Need for Speed: ProStreet cambia tutte le carte in tavola, puntando più sull’aspetto simulativo che sull’arcade e introducendo gare organizzate al posto delle gare clandestine che hanno sempre contraddistinto la serie.

I fan non la presero bene e tutt’oggi ProStreet rimane uno dei capitoli più controversi della serie. 

 

Need for Speed: Undercover (2008)

Fu quindi del tutto normale che, dopo un capitolo criticato come ProStreet, Electronic Arts decidesse di tornare sui propri passi , ispirandosi ad Underground per la creazione di Undercover nel 2008.

Need for Speed: Undercover reintroduce quini le corse clandestine, ma è ambientato di giorno, proprio come in Most Wanted e ProStreet.

Need for Speed: Shift (2009)

Dal 2009 la situazione cambia radicalmente: Electronic Arts affida per la prima volta il suo Need for Speed ad un team esterno, gli Slightly Mad Studios, ora al lavoro su Project CARS e World of Speed.

Il pedigree dello studio impone nuovamente una svolta realistica, questa volta però supportata da un gameplay inattacabile.

Need for Speed: Nitro (2009)

Il gap tecnologico (nonché la differenza di controlli) tra Wii e il resto del mondo, costringe nel 2009 l'Electronic Arts allo sdoppiamento della serie ed ecco quindi arrivare un capitolo interamente dedicato alla console Nintendo (con l’aggiunta di una conversione per Nintendo DS).

Need for Speed: Nitro si pone su una linea immaginaria diametralmente opposta a Shift, probabilmente in conseguenza dell’utenza media molto giovane della Nintendo. Ecco quindi un capitolo di Need for Speed coloratissimo e dal gameplay adatto a tutti. 

 

Need for Speed: World (2010)

Nel 2010 i tempi sono maturi per un gioco online di Need for Speed ed ecco quindi arrivare World che, con la sua mappa enorme composta dalla fusione delle strade di Most Wanted, Carbon e (in futuro) anche di Undercover, è la più grande della serie.

Vengono introdotti anche gli acquisti con soldi veri per potenziare le auto, un elemento ora abusato dai giochi online.

Need for Speed: Hot Pursuit (2010)

Se c’è una compagnia che non bada a spese quella è sicuramente Electronic Arts che nel 2004 dovette riconoscere l’immensa superiorità raggiunta dalla serie Burnout col suo terzo capitolo, Takedown.

Quale migliore strategia quindi che arruolare un team così talentuoso, per altro proprietario di uno dei motori grafici più usati (anche da altri studi) dell’epoca?

Ci volle però un bel po’ di tempo prima che i Criterion potessero mettere le mani su una serie come Need for Speed e quel momento arrivò nel 2010 con Hot Pursuit, un gioco che riprende il titolo di uno dei capitoli più amati.

Una delle principali novità è il sistema “Autolog” che, in maniera simile alle funzioni social che vanno ora tanto di moda, ci mostra i progressi dei nostri amici. 

 

Shift 2: Unleashed (2011)

Uno sviluppo su poche piattaforme permette, solitamente, una concentrazione maggiore che produce un gioco degno del nome che porta ed è proprio questa la via percorsa dagli Slightly Mad Studios per il seguito di Shift.

Il gioco si discosta così tanto dalla serie canonica che nel titolo non compare il nome Need for Speed, optando invece per un più vago Shift 2 Unleashed.

Need for Speed: The Run (2011)

Ma il 2011 non può certo restare privo del suo classico Need for Speed ed ecco quindi che arriva The Run.

The Run è un classico Need For Speed, ricordato più che altro per la possibilità di scendere dalla macchina (novità inedita per la serie) e per la storia su cui si baserà il film a breve in uscita.

Need for Speed: Most Wanted (2012)

I ragazzi di Criterion Games ritornano su Need for Speed con un remake di uno dei capitoli più importanti, Most Wanted.

Come in Burnout Paradise, sviluppato sempre da Criterion, in questo remake di Most Wanted c’è una world map liberamente esplorabile. Le gare hanno quindi un punto d’inizio ed un traguardo, ma sta al giocatore scegliere il percorso da adottare.

Ritorna anche la funzione “Autolog”, mentre fanno capolino le acrobazie della serie Burnout. Graficamente è uno degli episodi più belli mai creati, comparato ai giochi dello stesso periodo. 

 

Il presente: Playstation 4 e Xbox One

Need for Speed Rivals (2013)

Sviluppato da Ghost Games (composto all’80% da membri di ex-membri di Criterion), Need for Speed Rivals è l’ultimo della serie ad essere arrivato sugli scaffali lo scorso novembre.

Ma soprattutto è il primo della serie ad arrivare su Xbox One e PlayStation 4, dopo ben undici capitoli usciti sulla precedente generazione di console.

Squadra che vince non si cambia, si suol dire, ed ecco quindi che Rivals replica la formula pressoché perfetta di Most Wanted con una nuova zona esplorabile (la contea immaginaria di Redview County), ma con una grafica di tutto rispetto. 

 
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