no mans sky
  • pubblicato il 01-10-2016

Viaggio al centro dell'universo: la recensione di No Man's Sky

di Stefano Valente

Capolavoro o flop?

No Man's Sky è stato uno dei videogiochi più attesi di questa generazione di console, ma a causa di una campagna pubblicitaria poco chiara, in pochi hanno compreso la vera essenza di questo strambo progetto.  

Tanta attesa per cosa?

Il titolo sviluppato da Hello Games ha riscosso un incredibile interesse tra gli appassionati di videogiochi grazie ad un trailer confezionato ad arte e ad alcune caratteristiche fuori dall'ordinario. No Man's Sky ha infatti promesso un universo immenso da esplorare, pressoché infinito, ma non è mai stato chiarito quale fosse il vero scopo del gioco. Lo si è scoperto soltanto quando il gioco ha finalmente raggiunto gli scaffali e la verità è che No Man's Sky è un gioco semplice. 

Un gioco semplice

No Man's Sky è in realtà un gioco semplice, come spesso accade coi titoli indie. Si basa su elementi semplici, come l'amore per l'esplorazione e la sopravvivenza in ambienti ostili e mette in pratica queste elementi a livello di gameplay attraverso due soluzioni: un iniziale assenza di punti riferimenti e una gestione dell'inventario ristretto. 

Amore per l'esplorazione

All'inizio della vostra esperienza in No Man's Sky vagare per l'universo è un puro atto di amore nei confronti del concetto stesso di esplorazione, quasi fine a sé stesso se non fosse per alcuni personaggi che incontrerete e che abbozzeranno un accenno di trama. Irrilevante: se decidete di giocare a No Man's Sky l'unica alternativa che avete per avere voglia di andare avanti è innamorarvi di ogni scorcio di ogni pianeta che visiterete, bramando in quel momento stesso lo sguardo su un nuovo sistema e su nuovi orizzonti. Se invece un'esperienza così semplice e per certi versi concettuale non è nelle vostre corde, fareste meglio a volgere il vostro sguardo altrove. 

Sopravvivenza spaziale

L'altro elemento che caratterizza il gameplay di No Man's Sky è l'inventario, molto ristretto. La scarsa capienza dell'inventario impone al giocatore una gestione delle risorse molto ben ragionata perché ogni spostamento consuma risorse che andranno costantemente quindi recuperate. Una mossa falsa e non ben ragionata potrebbe tenervi bloccati su un pianeta o in un sistema molto più a lungo di quanto possiate desiderare o immaginare. Ma anche questo è No Man's Sky e va preso per quel che è: un'opera dura, senza pietà, in cui la sopravvivenza e l'esplorazione sono gli unici due pensieri che il giocatore deve avere in testa. 

No Man's Sky ha lasciato comunque il segno

Poco importa quindi che graficamente il titolo non sia all'altezza delle aspettative o che la generazione procedurale dei pianeti, della fauna e della flora non sia sempre soddisfacente (troppo spesso capita in effetti di trovarsi di fronte a creature semplicemente grottesche): No Man's Sky è una vittima del marketing, ma se preso per quel che è, ovvero un titolo indie con un concept molto particolare e sviluppato da un team di poche persone, è un'opera prima che merita di essere provata e, se è nelle vostre corde, amata come poche altre esperienze su PS4 e PC in questo 2016. 

Viaggio al centro dell'universo: la recensione di No Man's Sky

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