• pubblicato il 01-10-2012

Retrogaming: i 10 giochi di guida più belli del SEGA MegaDrive

di Luca De Santis

Da questa settimana seguiteci alla riscoperta dei videogiochi di corsa delle storiche console casalinghe: MegaDrive, Super Nintendo, Nintendo 64 e tante altre.

Qualche settimana fa avevamo fatto un velocissimo excursus sui videogiochi di guida che avevano accompagnato la nostra adolescenza nelle fumose sale giochi, ahimè, scomparse. Questa settimana inizieremo un altro viaggio attraverso le nostre memorie videoludiche: per chi non ha mai dimenticato e per chi dovrebbe decisamente riscoprire le origini del game-driving.

I 10 titoli indimenticabili del MegaDrive

Più di qualunque altra console il MegaDrive si specializzò sin da subito nei titoli sportivi, ed essendo la SEGA la software house dei più avvincenti videogiochi di corsa da bar, fu normale avere l’esclusiva delle conversioni casalinghe.
Questa è la nostra lista (davvero combattuta e frutto di complicatissimi equilibri redazionali) su quali siano stati i dieci giochi di corsa migliori della 16-bit nero corvino.

Le prime sette posizioni

10° posto: Ayrton Senna’s Super Monaco GP 2 (Sega, 1992)

Dopo tre anni d’attesa dal primo titolo, il gioco approvato dall’allora campione di Formula 1, Ayrton Senna, fu una vera rivoluzione sotto l’aspetto della resa realistica e dell’imitazione della fisica sulle auto: slipstream, attrito sulle salite e i percorsi disegnati dallo stessa Senna, fecero del gioco uno dei più venduti di tutti i tempi.

9° posto: Rock’n Roll Racing (Blizzard Entertainment, 1993)

La visione isometrica dei percorsi rally “aumentati” permetteva lo scontro tra quattro giocatori. “Nessuna regola” era l’unica regola. Tra potenziamenti dei motori, delle numerose armi, missili, mine e scudi, scopo del gioco era, non solo arrivare primi, ma evitare le insidie della pista e soprattutto gli attacchi feroci degli avversari. Seppur con una grafica non entusiasmante, il gioco conquistò migliaia di gamers per un gameplay all’ennesima potenza e un sonoro mai sentito prima con le musiche dei Black Sabbath, Deep Purple e Hanry Mancini.

8° posto: Virtua Racing (Sega AM & Time Warner Interactive, 1994)

Vedere la prima conversione del gioco da bar nel proprio salotto di casa era un’emozione che solo chi ha speso intere fortune in monetine può comprendere appieno. Seppur con poligoni ridotti all’osso e numerosi bug di sistema, la conversione a 16-bit risultò quasi un miracolo e la magia dell’originale rimase immutata. Sarebbero uscite da lì a poco le versioni migliorate per il Sega 32X, Saturn e Playstation 2, ma nessuna di queste emozionò come un MegaDrive che mai prima d’allora aveva regalato tanto orgoglio.

7° posto: Road Blasters (Atari Games, 1987)

Cosa accadrebbe se unissimo Super Monaco GP con Rock’n Roll Racing? Avremmo un videogame con cinquanta circuiti diversi, una gestione realistica del carburante, un UZI montato sul tettuccio, schermature laser e nemici agguerriti da abbattere. Insomma avremmo Road Blasters.

6° posto: Street Racer (Vivid Image, 1995)

Mentre il mondo si appassionava alle corse di go-kart di Super Mario e famiglia, sulla controparte 16-bit della Nintendo, con il MegaDrive non si scherzava: Street Racer prese il gameplay riuscitissimo di Super Mario Kart e sostituì funghetti e stelline con armi e mazze da baseball, facendo di questo gioco un titolo indimenticabile. Dopo il gioco della Vivid, i gamers si divisero in buoni e cattivi

5° posto: Super Hang-On (Sega AM-2, 1987)

Molte delle console vendute in quell’anno furono di sicuro acquistate per la migliore riduzione casalinga di un gioco da bar che fece storia. Il leggendario seguito di Hang-On fu uno dei videogiochi più venduti e ogni giocatore custodiva gelosamente la sua copia. Un gameplay pressoché perfetto e una grafica che restituiva tutta l’ebrezza di una corsa forsennata in moto. La bibbia.

4° posto: F1-Formula One (Lankhor, 1993)

Il primo e ufficiale gioco di Formula 1 riuscì a strappare le licenze dei veri campioni di corsa e su dodici piste (tra le altre anche Imola, Monza, Montecarlo, Montreal e Barcellona) si poteva gareggiare contro Michael Schumacher per la Benetton, Jean Alesi per la Ferrari, Alessandro Zanardi per la Lotus e, infine, Damon Hill e Alain Prost per la Williams. Perdonate le lacrime di commozione.

Sul podio

Medaglia di bronzo: Micro Machines Turbo Tournament 96 (Supersonic Software Ltd, 1996)

Le piccolissime automobili giocattolo degli anni novanta conquistano il podio per una giocabilità infinita, la possibilità di gareggiare con otto amici e utilizzare qualsiasi vettura disponibile, dall’auto alla moto, dall’hovercraft alla moto d’acqua.

Mai nessun gioco popolò così il nostro salotto di casa, e ogni partita si trasformava in un divertente party.

Medaglia d’argento: Road Rash (Electronic Arts, 1991)

La lezione di Hang-On era stata imparata e arricchita: ora non solo si poteva virare sui due lati ma anche le salite e le discese cambiavano la nostra prospettiva con una simulazione di fisica mai vista prima.

E se la grafica aveva fatto passi da gigante, anche il gameplay si arricchiva di scorrettissimi mezzi per scalare la classifica, con catene e piedi di porco da utilizzare contro gli avversari.

Road Rash era tutto quello che si stava chiedendo a un videogioco in quegli anni.

Medaglia d’oro come miglior gioco di corsa su MegaDrive: Outrun (Sega AM2, 1991)

Se vi state chiedendo come mai Outrun sia sul podio più alto, e se non avete mai giocato a questo titolo con quel cornetto alla crema che era il joypad del MegaDrive, non capisco davvero perché siate ancora qui a leggere questa classifica.

Noi di Panoramauto abbiamo detto la nostra, e voi chi aggiungereste in questa classifica?

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